Il vitigno Grignolino

Distribuzione geografica

La sua origine e la sua attuale principale localizzazione è tra i colli Astigiani ed Alessandrini (Monferrato Casalese), ma è presente anche sporadicamente in alcune zone della provincia di Cuneo e nell’Oltrepò Pavese. 

Caratteri morfologici

La foglia adulta si presenta di media grandezza, pentagonale e dotata di tre, o più sovente, di cinque lobi. Il lembo è leggermente a coppa con margini un po’ revoluti, di colore verde chiaro, superficie abbondantemente bollosa, caratterizzata da nervature principali di colore rosso. Il grappolo a maturità è compatto o molto compatto, di media grandezza, piramidale, allungato spesso con ali molto sviluppate; il  peduncolo è corto e robusto con sfumature rossastre. L’acino, di colore non uniforme va dal nero al rosso-violetto, è di medio-piccola grammatura ed è caratterizzato dalla presenza di numerosi vinaccioli.

Fenologia

Germogliamento: media epoca (seconda decade di aprile). 
Maturazione dell'uva: media epoca o medio-tardiva (fine settembre-prima decade di ottobre).

Attitudini colturali e utilizzazione

È un vitigno dotato di media vigoria e che fornisce produzioni in quantità medio-elevate. La controspalliera con potatura mista di tipo Guyot, con un solo capo a frutto di 10-12 gemme, è il sistema di allevamento più diffuso. Il Grignolino è abbastanza tollerante nei confronti della peronospora ma è suscettibile all'oidio, alla Botrytis cinerea e al marciume acido del grappolo.
Le uve, riccamente dotate in polifenoli, danno vini asciutti e di spiccata tannicità, dal profumo intenso, floreale-spaziato, di colore rosso rubino scarico, adatti ad un moderato invecchiamento.

Curiosità

Il Grignolino un tempo veniva denominato anche Barbesino.