La Storia

Una partenza frizzante

Il 22 novembre 1946, presso la Camera di Commercio di Asti, 7 imprenditori piemontesi fondano Il "Consorzio per la difesa dei vini tipici Barbera d'Asti e Freisa d'Asti", con lo scopo di "garantirne la genuinità" e diffonderli "con marchi distintivi" sui mercati nazionali ed esteri.
Al veloce incremento degli associati segue l'elezione dei primi organi collegiali e del presidente, Arturo Marescalchi di Casale. Al professor Rosa è affidata l'ideazione dei marchi.
Siamo agli albori del boom economico italiano. In collaborazione con la Camera di Commercio fervono le iniziative per la qualificazione e la promozione del settore: la Fiera del Vino (importante quella del '49 nel bicentenario di Vittorio Alfieri), i primi Concorsi Enologici, le riunioni dell'Accademia della Vite e del Vino, la costituzione dell'Ordine degli assaggiatori di vino (oggi ONAV). 
Nel '52 ad Asti si svolgono il primo congresso nazionale delle cantine sociali e il primo congresso medico sul vino. 
Eccellenti annate del barbera vengono festeggiate con due nuove maschere carnevalesche (Spumantino e Barberina) e con il Festival Bacchico, citati anche dal Times.

La conquista della doc

Il 1964 è una grande annata ed anche un momento di svolta per il Barbera, che invece di essere usato come vino da taglio viene imbottigliato "in purezza", con grande successo. I vinificatori si impegnano per migliorarne le caratteristiche organolettiche.
Nel 1963, dopo annosi dibattiti e con il fondamentale contributo del presidente del Consorzio Vittorio Badini Gonfalonieri, viene finalmente approvata la legge sulle doc, che spinge molte altre ditte ad associarsi al Consorzio.
Risale a questo periodo "d'oro" anche la prima edizione della Douja d'Or (1967), che organizzata dalla Camera di Commercio di Asti diventerà uno dei più rinomati concorsi enologici a livello nazionale, e che insieme al Palio e al Festival delle Sagre richiamerò negli anni a venire moltissimi turisti.
Nel '70, ottima annata, guadagnano la doc anche il Barbera d'Asti e quello di Monferrato.

Qualità e pubblicità

A partire dal '76, sotto la guida del Direttore Renato Ratti e con la collaborazione del prof. Luciano Usseglio Tommaset Direttore dell'Istituto sperimentale per l'enologia di Asti, il Consorzio lavora alacremente per migliorare la qualità dei vini e promuoverlo anche sui mercati esteri. 
Sono gli anni della guerra del vino tra Italia e Francia, del Convegno italo-francese sul commercio comunitario dei vini organizzato dalla Camera di Commercio di Asti, del gemellaggio tra Asti e Valence.
Alla presidenza del Consorzio si succedono Fiorenzo Giocosa, Paolo Ricagno, Romolo Dezzani, Michele Chiarlo.
Nel 1980 l'amministrazione regionale approva la legge sull'anagrafe vitivinicola e quella per la promozione del vino di qualità, che favorisce la nascita delle Enoteche regionali, tra cui quella di Vignale nel Monferrato.
Nell'autunno 1983 sulle testate nazionali viene attuata una campagna pubblicitaria a favore dei due barbera: "storico" e "vivace". Sulle strade del Piemonte viticolo si legge "Il Barbera è qui".
Il lavoro sulla qualità e il dibattito tra i produttori portano alla modifica dei disciplinari, e al lancio di nuove produzioni. 

La difesa della genuinità

Il 1986 è l'anno dello scandalo del metanolo, che reca un gravissimo danno d'immagine anche ai vini prodotti a regola d'arte da migliaia di produttori onesti. 
Tutti gli associati, col presidente Paolo Ricagno, si impegnano per recuperare credibilità e mercato.
Allo stesso scopo i consorzi di tutela, insieme alle associazioni Asprovit e Viticoltori Piemonte e con il finanziamento della Regione, promuovono la campagna della "Rosa dei Barbera" (i quattro petali indicano il Barbera d'Asti, di Monferrato, d'Alba e dei Colli), sostenendola con degustazioni, incontri e promozioni commerciali.
L'operazione, in corrispondenza della grande annata del 1988, ha successo. L'impegno per la qualità è sempre più vivo.
L'utilizzo della barrique e la selezione dei vigneti sono una svolta: comincia il Rinascimento del Barbera.
Nel 1989 il Consorzio promuove la prima Asta del Barbera "Vitigni Storici", che rilancia il grande vino e si svolge presso il castello di Costigliole d'Asti.
A metà degli anni '90, in seguito alla graduale attribuzione della doc a molti altri vini prodotti nella zona di pertinenza del Consorzio, questo assume la denominazione attuale.

Il 2007 ed il 2008 segnano il raggiungimento di traguardi importanti: il Consorzio acquisisce l’incarico dal Ministero delle Politiche Agricole di gestire il piano dei controlli sui vini doc tutelati; la Barbera d’Asti e la Barbera del Monferrato Superiore conquistano la docg.

Il primo marchio consortile

Il primo marchio del Consorzio era formato da un bollo circolare portante al centro su fondo bianco un grappolo d'uva tinteggiato di blu che sovrasta le torri della città di Asti con  a fianco la scritta 'Aste nitet mundo', ed in basso lo scudo della città stessa. In alto spiccava la dicitura "Consorzio del Vino Tipico", affiancato al nome del vino: BARBERA D'ASTI oppure FREISA D'ASTI.
Ogni marchio riportava una serie ed un una numerazione progressiva.

Il marchio oggi

Dal 2015 il Consorzio cambia il suo nome in “Consorzio Barbera d’asti e Vini del Monferrato” e può fregiarsi di un nuovo marchio. In evidenza risalta la dicitura “Barbera d’Asti”, in rappresentanza della Denominazione di maggior rilievo e produzione del Consorzio. Naturalmente non si sono dimenticate le altre 9 Denominazioni tutelate, che vengono idealmente sintetizzate dalla scritta “Vini del Monferrato”.
Il simbolo stilizzato di un bicchiere che porta la nostra impronta digitale sta a significare l’identità che caratterizza tutti i vini da noi tutelati.
Questo marchio riprende una parte della campagna promozionale ideata dal Consorzio nel 2010 a suggello del riconoscimento della DOCG per la Barbera d’Asti, massimo riconoscimento di qualità per un vino italiano e momento di indiscusso orgoglio per tutto il territorio da noi rappresentato.

I soci fondatori

Vittorio Giarda per la Casa Vinicola San Secondo di Asti, Luigi Mussa della ditta Figlio di Marengo Antonio di Alba, Oreste Garavello di Asti, Francesco Visconti della Luigi Visconti dei fratelli Visconti, Francesco Nosenzo Pini della Luigi Bosca di Canelli, Luigi Coppo della Piero Coppo di Canelli.

Il contributo annuo in origine

Mille lire per l'iscrizione, cinque lire di contributo annuo per ogni ettolitro di vino tipico venduto.

Le prime adesioni

Bersano di Nizza Monferrato, Fontanafredda di Alba, Contratto di Canelli, Lorenzo Bologna di Rocchetta Tanaro, Alfredo Soria di Canelli, Adriano Gerbi e Figli di Asti, Scarpa di Nizza Monferrato

Il primo Consiglio d'Amministrazione

Lamberto Vallarino Gancia, Mario Contratto, Ciano Bonari, Giuseppe Benzi, Enrico Perotti, Antonio Sburlati, Gino Coppo ed Arturo Bersano. Direttore Ercole Garrone.