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Una sede prestigiosa

Il palazzo in cui ha sede il Consorzio Tutela Vini d'Asti e del Monferrato è stato dichiarato "di interesse storico" dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici del Piemonte.
L'edificio ha origini in epoca medievale e risulta ricostruito nei pressi del vecchio Castello tra il XII e il XIV secolo.
E' stato casa-forte dei Visconti quando questi - a partire dal 1342 e attraverso Luchino Visconti, Galeazzo Visconti e Valentina Visconti, andata sposa nel 1389 a Luigi di Valois, duca di Orleans e fratello del re di Francia - dominarono Asti, i comuni e i castelli vicini.
Rimaneggiato nel Settecento con l'introduzione di elementi barocchi, è stato poi recuperato e ristrutturato tra il 1980 e il 1990. Durante questi recenti lavori  è stata rinvenuta un'antica pergamena  con un atto di compravendita in caratteri gotici, che attesta che la casa, sita "… coram Sancto Silvestro … anno domini 1168 … foro Sancti secondi …", veniva venduta, avanti i Consoli della città, da certo "… Carassio" a certo "Berardo Isnardi …".

Grazie alla barbera.

La Barbera, al femminile secondo gli usi locali, è senz’altro il capostipite dei rossi piemontesi e il più rilevante per quantità e varietà prodotte. Legata alle antiche tradizioni contadine, ha saputo rinnovarsi per rispondere alle nuove esigenze del mercato, riscuotendo grande successo sia in Italia che all’estero.

Sembra che il vitigno fosse coltivato già nel Medioevo nelle zone di Asti e Alessandria, dove ha trovato un habitat ideale, e dove attualmente si esprime nelle docg Barbera d’Asti e Barbera del Monferrato superiore e nelle doc Piemonte Barbera e Barbera del Monferrato.

Per avere un’idea dell’importanza della Barbera, basti pensare che la sola denominazione d’Asti interessa 118 comuni della provincia di Asti e 51 della provincia di Alessandria, con una produzione annua di circa 25 milioni di litri di vino, mentre quella del Monferrato è prodotta in 99 comuni della provincia di Alessandria e in 118 della provincia di Asti, con circa 13 milioni di litri di vino l’anno.



Le persone e i ruoli.

Presidente: Lorenzo Giordano, enologo e Presidente della Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra.

Vicepresidenti: Enzo Gerbi, enologo,  direttore della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli di Agliano Terme; Luigi Dezzani, enologo, dell’omonima azienda vitivinicola di Cocconato.

Comitato di Presidenza: è composto da Presidente, Vicepresidenti e dai Consiglieri Massimo Marasso, enologo dell’azienda F.lli Martini Secondo Luigi di Cossano Belbo e Daniele Chiappone, enologo dell’omonima azienda vitivinicola di Nizza Monferrato.

Consiglio di Amministrazione: 30 imprenditori in rappresentanza di tutte le denominazioni e di tutte le componenti produttive.

Commissioni Tecniche: una per ogni vino, sono nominate dal Consiglio di Amministrazione con compito consultivo e propositivo in ambito tecnico.

L’attualità: un Consorzio per 11 D.o.c. e D.o.c.g.

Nel panorama vitivinicolo piemontese, nazionale ed estero, l’importanza del Consorzio di Tutela Vini d’Asti e del Monferrato è proporzionale a quella del territorio che esso rappresenta e degli 11 vini tra doc e docg ivi realizzati.

La sua attività interessa infatti un’area produttiva di trazione secolare e di rinomata eccellenza, associando 168 aziende in rappresentanza di tutte le componenti della filiera: aziende agricole, vinicole, vitivinicole, cantine sociali, imbottigliatori.

Gli 11 vini tutelati dal Consorzio sono le storiche Barbera d’Asti e Barbera del Monferrato superiore, oggi a docg, la Barbera del Monferrato, la Freisa d’Asti, il Dolcetto d’Asti, il Ruchè di Castagnole Monferrato, l’Albugnano, il Cortese dell’Alto Monferrato, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, il Loazzolo e il Piemonte.

Per ogni vino il Consorzio rappresenta oltre il 40% della superficie vitata e oltre il 60% della produzione vinicola.




Tutelare, valorizzare, fare.

In seguito al riconoscimento ministeriale e successivo decreto del 24 febbraio 2005, il Consorzio costituisce per questi 11 vini doc e docg l’unico organismo collettivo ufficiale di gestione e coordinamento, aperto a tutti gli utilizzatori delle stesse, ed è chiamato a svolgere ogni possibile funzione di “tutela, valorizzazione e cura dei relativi interessi”.

Secondo lo Statuto attualmente in vigore, le finalità e i compiti del Consorzio consistono in: tutela dell'immagine; promozione e miglioramento della viticoltura, con diffusione dei vitigni adatti nei terreni a più spiccata vocazione e consulenza ai viticoltori; miglioramento della qualità dei vini con assistenza tecnica ai consorziati; controllo su origine, caratteristiche, qualità e confezionamento dei vini; iniziative in campo viticolo ed enologico per l'incremento della produzione e del commercio; accertamento annuale della produzione, previsioni, indagini di mercato sui consumi finalizzate a programmare la produzione di uva; vigilanza sull'utilizzo del nome dei vini e costituzione in parte civile in caso di sofisticazione o frode; informazione e assistenza ai consorziati riguardo all'adempimento delle norme legislative e regolamentari in vigore; valorizzazione e diffusione della conoscenza dei vini in Italia e all'estero; gestione e revisione dei disciplinari; collaborazione con le autorità preposte alla verifica del rispetto delle leggi e dei disciplinari; promozione di accordi e collaborazione con altri operatori economici, enti, organismi di settore e di filiera, istituzioni.

 


L'orientamento per il futuro.

Lorenzo Giordano, Presidente del Consorzio per il triennio 2011-2013, enologo e viticoltore in Vinchio, dal 2001 è alla guida della Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra, storica realtà associativa astigiana tra le prime a perseguire seri obiettivi volti alla valorizzazione della Barbera d’Asti. Per il futuro Giordano, da sempre vicino al mondo vitivinicolo astigiano e monferrino, intende proseguire l’orientamento del suo predecessore nella tutela e nella promozione  sia in Italia che all’estero dei vini rappresentati dal Consorzio.