In epoca pre-romana il Monferrato fu abitato dai Liguri, prima cacciatori e raccoglitori, poi contadini primitivi. Testimonianze dell'insediamento dei romani si trovano in molte città e paesi, così come nei tracciati delle strade importanti: quelle che vanno da Torino (Augusta Taurinorum) a Casale (Vardacate), da Torino ad Asti (Hasta) e Tortona (Derthona), da Vado Ligure ad Acqui e Tortona.
In seguito alle invasioni barbariche le popolazioni lasciarono le pianure per rifugiarsi sulle colline, dove vissero per secoli in condizioni di estrema povertà e disordine, subendo la dominazione dei Longobardi e le successive invasioni degli Ungari e dei Saraceni.
Verso la fine del millennio si affermò l'organizzazione feudale: il territorio frazionato in tante signorie indipendenti, sia laiche che religiose, i numerosi castelli e le belle abbazie romaniche. Questi, avendo bisogno di difesa, attirarono presso di sè i contadini, portando così all'abbandono di molti villaggi e al moltiplicarsi del borghi fortificati sulla sommità delle colline.
Nel Duecento fiorirono i liberi comuni, come Vercelli, Asti, Alessandria, Vignale. Risultato della lotta tra comuni e signorie feudali furono i cosiddetti "borghi nuovi" (ad esempio Montechiaro, Magliano Alfieri, Costigliole, Nizza Monferrato, Ristagno, Villafranca, San Damiano…), fondati per creare una cintura difensiva intorno alle città.
Il Trecento fu un secolo di guerre, carestie e pestilenze. Il territorio cominciava ad assomigliare a quello di oggi. I villaggi isolati che si erano salvati dall'abbandono cominciarono a consolidarsi e fortificarsi, così come iniziò ad affermarsi l'insediamento per case sparse, che protette dal loro stesso isolamento, ebbero la maggiore diffusione nell'Ottocento con lo sviluppo della piccola proprietà contadina.