Geografia e territorio

Un paesaggio disegnato della vite

Tutto il Piemonte è regione dedicata alla viticoltura, ma il Monferrato lo è in modo ancor più eclatante: i vigneti ricoprono quasi interamente le sommità e le pendici delle colline, alternandosi a piccoli boschi. Il motivo di questa particolare vocazione sta in un eccellente mix di clima e conformazione geologica dei terreni, che ha permesso un'ampia diffusione dei vitigni, la maggior parte dei quali autoctoni, e di una altrettanta conseguente varietà di vini.
Nel Monferrato la vite e il vino non sono solo una delle principali fonti di ricchezza ma anche un'espressione di cultura e di tradizione, frutto di un tenace attaccamento alla terra e di secoli di duro lavoro, necessario per attuare una trasformazione agraria di eccezionali dimensioni. 

Tre Monferrati in uno

L'Alto Monferrato è la zona a sud-est, in provincia di Alessandria, con rilievi piuttosto marcati, torri e castelli, con le città di Ovada e Acqui Terme. E' la terra del Barbera del Monferrato e del Cortese
Il Basso Monferrato, o Casalese, si stende a nord-est, con basse colline degradanti fino al Po', con la città di Casale al confine e i caratteristici borghi di Cellamonte e Vignale Monferrato (dove ha sede l'Enoteca Regionale del Monferrato). E' terra di Barbera e Grignolino.
Il Monferrato Astigiano occupa quasi totalmente la provincia di Asti, a destra e a sinistra del fiume Tanaro, con morbide colline e tanti borghi storici, come Costigliole, Nizza, Canelli, Cortanze, Cocconato e Montiglio. E con la città di Asti che diede i natali ad Alfieri. Oltre a essere la zona della grande Barbera d'Asti, è anche quella dove nel secolo scorso è nato lo spumante italiano, e che oggi offre un grande varietà di vitigni e vini.

Una storia a forma di collina

Le caratteristiche del territorio attuale meglio si comprendono se riferite al suo evolversi nella storia.

Approfondimenti:
Dai Liguri al Medioevo »
L'Ottocento e la piccola proprietà »
Dal secondo Ottocento ad oggi »

I boschi di ieri e di oggi

Nell'antichità il Monferrato era quasi interamente coperto di boschi, composti di querce, olmi, carpini, aceri e castagni sulle pendici, pioppi, salici e ontani nelle valli. A causa della colonizzazione agricola, nei secoli essi scomparvero quasi totalmente, conservandosi solo in alcune zone a più forte pendenza, o esposte a nord, o appartenenti a famiglie nobili che ne hanno curato il mantenimento.
Dove l'agricoltura è stata recentemente abbandonata, i boschi stanno riprendendo il sopravvento, ma si distinguono da quelli primitivi per la presenza della robinia pseudoacacia, pianta importata dall'America, che dà un legno duro ottimo da ardere e per farne pali da vigneto.
I boschi attuali sono popolati da cinghiali, volpi, tassi, donnole, martore, moscardini, ricci, molti rettili e uccelli. Sono in aumento la poiana, il nibbio bruno e lungo i fiumi i trampolieri.