Nasce nel Monferrato la tipologia Monferrato doc Nebbiolo

Il Comitato Vitivinicolo Nazionale ha approvato questa mattina il testo del disciplinare di produzione della nuova Denominazione di Origine monferrina: la neonata Monferrato doc Nebbiolo riunisce 231 comuni nelle province di Asti e Alessandria.

600 sono gli ettari potenzialmente destinabili a Monferrato doc Nebbiolo e oltre 500 le aziende interessate da questa possibilità legislativa.

Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato commenta così la notizia:
“E’ stato un lavoro di squadra complesso, un iter che ha coinvolto diversi attori della filiera e siamo orgogliosi del riconoscimento della qualità del Nebbiolo monferrino. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato fiducia: il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Barbera d’Asti, le associazioni di categoria, la Regione Piemonte, il Comitato Vitivinicolo Nazionale e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha accolto la richiesta”

Le analisi di laboratorio evidenziano parametri analitici di grande qualità per questo vitigno ben noto in Piemonte, ora è possibile dargli un nome e un cognome: un Nebbiolo prodotto nel Monferrato.

Prosegue Mobrici, anche presidente del consorzio Piemonte Land of Perfection:
“Un altro tassello che aggiungiamo al lavoro di riconoscimento del brand ‘Monferrato’ nella speranza di poter dare maggiori opportunità ai viticoltori anche dal punto di vista della valorizzazione economica. Dovrà essere un prodotto di eccellenza essendoci tutte le premesse per l’elevazione della qualità” Diamo forza e valore non solo al Monferrato ma a tutto il Piemonte vitivinicolo”


Il ristorante creato dal Consorzio Barbera d’Asti fa il pieno di visitatori durante la Douja d’Or 2018

A Palazzo Alfieri grande successo per la Douja del Monferrato, il ”ristorantino leggero” allestito per l’occasione dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in sinergia con l’AFP Colline Astigiane. Dal 7 al 16 settembre sono stati serviti 4000 calici e 3800 piatti salati e dolci, con la collaborazione dei ragazzi della Scuola Alberghiera e dei Sommelier AIS per un servizio d’eccellenza. Tanti i turisti accorsi per le vie del centro a conoscere e degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio e le denominazioni tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti anche allo stand di Piemonte Land of Perfection in Piazza San Secondo e presenti alla rassegna “Piatto e Dolce d’Autore” in Via Asinari con i rossi selezionati per l’abbinamento alle preparazioni degli chef della provincia in collaborazione con l’Associazione Albergatori e Ristoratori di Asti.

Dieci giorni di Douja per assaporare i sapori e il folklore di Asti e del Monferrato, rassegna che oltre a premiare i migliori vini d’Italia con il Salone nazionale di Vini Selezionati, colora il centro storico di Asti con specialità gastronomiche, percorsi di degustazione nei palazzi storici, sfilate con i costumi tradizionali dell’Asti medievale e soprattutto, i nobili vini del Monferrato.

Il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici:

“l’edizione di quest’anno si è svolta nel segno del rinnovamento, voluto fortemente per dare nuovi stimoli alla città e al turismo, mettendo in sinergia gli enti ma anche i commercianti e gli istituti formativi. Questo successo è stato realizzato anche grazie alla Camera di Commercio di Asti nella persona del presidente Goria e del Sindaco Maurizio Rasero che hanno creduto nella nostra visione e hanno supportato queste attività”

Il presidente dell’AFP Colline Astigiane Dino Aluffi:

“Per i nostri ragazzi è stata un’esperienza formativa di prima scelta, mettendosi in gioco in prima persona e dimostrando la professionalità che gli viene trasmessa tra i banchi, sia al Piatto d’Autore che durante la Douja del Monferrato a Palazzo Alfieri”


Salgono a 14 le città estere raggiunte da inizio anno

Prosegue il viaggio promozionale nelle migliori città internazionali del vino per le denominazioni tutelate e promosse dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Le ultime due tappe sono state realizzate insieme allo scrittore di vino e Senior Editor di Vinous Ian D’Agata, per l’Indigena World Tour, a San Francisco e Shanghai (rispettivamente il 23 e 30 luglio 2018).

Un’instancabile passione, fatta di voli intercontinentali, studio notturno, seminari, articoli, libri scientifici pubblicati in tutto il mondo, proficue collaborazioni con i maggior esperti mondiali del vino. E’ l’Indigena World Tour, un progetto partito dalla prima edizione a maggio del festival Indigena a Barolo e Costigliole d’Asti, realizzato grazie alla partnership con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, che mira a promuovere nel mondo la grande ricchezza del nostro Paese: le tante varietà di uve autoctone regionali e i grandi vini che ne derivano. Alcuni sono famosi in ogni angolo del pianeta come la Barbera d’Asti, altri sono ancora tutte da far scoprire. Una vera e propria missione, quella di Ian D’Agata e del Consorzio, sempre a fianco dei produttori, che si articola in giornate di seminari, educational, degustazioni nelle principali città del mondo, alla presenza dei sommelier e degli importatori di punta dei singoli mercati, dei giornalisti e influencer più significativi. Dopo le tappe di Bruxelles a febbraio e di New York a giugno, altri due appuntamenti cruciali: il 23 luglio scorso a San Francisco, città che determina il gusto e la tendenza di acquisto di tutto il mercato della costa ovest degli Stati Uniti e  ieri, il 30 luglio Shanghai, megalopoli di 25 milioni di abitanti e vera e propria porta della Cina, un mercato in cui è vitale che il vino italiano investa per farsi conoscere, e recuperare terreno sulla vicina Francia.

 “Il tour internazionale di promozione della Barbera d’Asti e degli altri vini nobili del Monferrato –  afferma Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato -è proseguito a luglio con altre due capitali mondiali del vino. In sette mesi il Consorzio ha organizzato 14 eventi esteri, raggiungendo città e metropoli importanti per l’export delle denominazioni che tuteliamo, senza contare le numerose altre attività di promozione.  Abbiamo realizzato masterclass e degustazioni, dedicate alla storia e alle ricchezze del territorio vitivinicolo del Monferrato e delle sue produzioni, rivolti a un pubblico influente di professionisti e media. Le ultime due tappe, come alcune delle precedenti, sono state create insieme a uno dei massimi esperti internazionali di vino, Ian D’Agata”.

A guidare la tappa di Indigena a San Francisco, ospitata dal ristorante italiano A16 di Shelley Lingren a Oakland, è stato Jeff Porter, beverage director del Gruppo Bastianich&Batali e responsabile Usa del Progetto Indigena, che per l’occasione ha raccolto un nutrito gruppo di professionisti e colleghi che influenzano i gusti del mercato della costa ovest. “Il format dell’Indigena World Tour e la Bay Area di San Francisco sono un’accoppiata naturalmente vincente.” Ammette Porter,“casa del movimento americano ‘dalla terra alla tavola’, la Bay Area è una connessione tra cibo, vino e cultura che si è allargato a influenzare gli interi Stati Uniti. Il ristorante A16 rappresenta al meglio questa tradizione da quando ha aperto le sue porte nel 2004 ed oggi continua a promuovere la cultura del cibo regionale nell’area con una cucina fortemente ispirata all’Italia. L’abilità di combinare il Progetto Indigena con la professionalità di Shelley Lindgren e dell’A16 è un onore per me e non vediamo l’ora di proseguire questa missione di divulgazione delle varietà autoctone, dei prodotti tipici e tradizionali, ma anche dell’importanza della cura della salute umana e della cultura

La tappa a Shanghai si è svolta allo Shanghailander Wine Cafè, in collaborazione con Grapea Institute, la scuola di vino per professionisti fondata sotto l’ala di Yang Lu, primo Master Sommelier cinese al mondo, che ha accolto con piacere questa nuova manifestazione: “non solo i vini del Piemonte, ma i vini di tutta Italia dovrebbero riuscire a lavorare in sinergia e a condividere le proprie risorse, per riuscire a sfondare e a proporre alla Cina la cultura dei vini Italiani”. Anche qui, infatti, sotto la guida di Ian D’Agata e della sua collaboratrice di lunga data Lingzi He, si è svolta una giornata tematicafatta di seminari, degustazioni e didattica, dedicate a uno dei piú grandi vini autoctoni piemontesi, la Barbera d’Asti e agli altri rossi nobili del Monferrato.

Le altre tappe estere di promozione del 2018

Da inizio anno sono stati 14 i seminari e gli eventi promozionali organizzati all’estero. Un tur mondiale con partner internazionali, che hanno portato in Europa e oltreoceano le produzioni vitivinicole tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Il 26 febbraio scorso a Zurigo, sono stati organizzati tre seminari per far conoscere le principali denominazioni del Monferrato, durante un evento esclusivo nel prestigioso palazzo Zunfthaus zur Zimmerleuten nel cuore finanziario della città elvetica in collaborazione con Vinum, la più diffusa rivista di vino in Europa, leader nei Paesi di lingua tedesca con oltre 87mila copie stampate.  Il Consorzio Barbera d’Asti è stato anche tra i partner dello Slow Wine Tour 2018 negli Usa, per presentare le denominazioni tutelate. La prima tappa il 27 febbraio ad Atlanta (Georgia), il 1° marzo New York, il 5 marzo Houston (Texas) e il 7 marzo San Francisco (California). Ogni tappa ha previsto banchi d’assaggio e incontri con qualificati esperti del settore, mentre la giornata nella Grande Mela ha avuto anche una sezione aperta al pubblico. Un seminario organizzato anche a Chicago (28 marzo) in occasione del Gambero Rosso World Tour 2018, in concomitanza ai ‘Grand Tasting Tre Bicchieri del Gambero Rosso’.

Il 4 marzo 2018, invece, tappa a Bruxelles per il lancio di un’innovativa attività di promozione delle denominazioni tutelate dal Consorzio, in collaborazione con Ian d’Agata (uno dei più influenti scrittori e professori internazionali del vino) e il progetto ‘Indigena’ di Collisioni Vino, per il primo di una serie di nuovi eventi promozionali rivolti agli operatori internazionali di domani (giovani influencer, sommelier, master of wine). Inoltre, il Consorzio ha partecipato al Prowein di Düsseldorf (18-20 marzo 2018).

Un appuntamento interamente dedicato alla promozione della Barbera d’Asti si è svolto il 10 aprile all’Hotel Casa 400 di Amsterdam. Dodici i produttori di Barbera d’Asti Docg presenti per una master class guidata del giornalista ed esperto di vini italiani Fred Nijhuis e rivolta a circa 50 trader olandesi.

A maggio scorso si è svolto il primo festival Indigena nei Castelli di Barolo e Costigliole d’Asti, con il primo corso della nuova Scuola internazionale 3IC dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane, alla formazione e alla specializzazione di professionisti internazionali interessati al vino e ai prodotti del food italiano in un progetto ambizioso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il Consorzio di tutela della Barbera D’Asti e vini del Monferrato e il Progetto Vino di Collisioni. Il 4 giugno, nel solco di quest’ultima esperienza promozionale, prima tappa a New York dell’Indigena World Tour, città chiave per il mercato del vino americano e centro di riferimento per la stampa e i sommelier della costa est. Ad ospitare l’evento, una delle location più “inn” per la cucina e il vino italiani: Il Buco Alimentari & Vineria nel cuore di Noho, quartiere emergente e cool di Manhattan.


Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato capofila di uno studio approfondito, primo nel suo genere, sulle aree di produzione e sulle caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali della Barbera d’Asti

Si chiama Barbera d’Asti 2.0 ed è un inedito studio scientifico, iniziato un anno fa, per approfondire le conoscenze sul mondo Barbera d’Asti, tra i vini più rappresentativi del Piemonte. Si tratta di una nuova e ambiziosa attività di ricerca, avviata dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, insieme all’Università di Torino – Disafa e sostenuta dalla Regione Piemonte. E’ stata presentata ieri al castello di Costigliole d’Asti, dal presidente del Consorzio Filippo Mobrici, dal professor Vincenzo Gerbi del Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino, dal ricercatore dello stesso Dipartimento, Simone Giacosa, dall’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero e dal tecnico viticolo Salvatore Giacoppo.

 L’obiettivo del nuovo progetto è la realizzazione di una ‘mappa sensoriale’ della Barbera d’Asti docg: uno studio che si propone di definire il vasto territorio della denominazione (che si estende per 5300 ettari sulle superfici collinari dei 167 comuni delle province di Asti e Alessandria) collegando in modo puntuale le caratteristiche dei vini Barbera d’Asti alle differenze geologiche e microclimatiche che ne definiscono l’area di produzione.

Lo studio per la creazione di questa inedita ‘mappa’ è partito nel 2017 e si propone di definire i profili sensoriali e le conoscenze chimico-fisiche, per chiarire e valorizzare i profili identitari di ciascun area di produzione, sia in termini di caratteristiche pedoclimatiche, sia della loro impronta sul profilo organolettico. Tecnici esperti e accademici sono partiti dalle zone di produzione con attività di sperimentazione e monitoraggio su vigneti che per altitudine, età delle viti, esposizione e composizione del suolo sono risultati i più rappresentativi della zona di appartenenza. La ricerca tecnico-scientifica che ne è derivata è stata articolata in due fasi: la prima incentrata sull’osservazione e l’analisi in vigna di fattori quali l’andamento climatico (inteso in tutte le sue variabili, come escursione termica e precipitazioni), la struttura del terreno e l’analisi delle uve (tramite la curva di maturazione, nella quale sono analizzati la componente fenolica, il ph, gli zuccheri, l’acidità). In relazione a questa prima fase sono poi state fatte micro-vendemmie e prove di micro-vinificazione, per cui le campionature di uve Barbera d’Asti, prelevate dai vigneti oggetto di analisi, sono state vinificate separatamente secondo lo stesso processo, volto a preservarne l’espressione del varietale e dell’area di provenienza. Un importante elemento, questo, per definire la correlazione tra vigneti e caratteristiche sensoriali, chimiche e fisiche espresse dai vini. La seconda fase della ricerca è stata dedicata a test dei vini attualmente in commercio (82 vini Barbera d’Asti docg vendemmia 2016, 29 della tipologia ‘Superiore’ vendemmia 2015) prelevati da 97 aziende diverse. Il Consorzio, insieme ai suoi associati, hanno raccolto 111 campioni di Barbera d’Asti. Una campionatura significativa e rappresentativa delle tipologie attualmente disponibili, sottoposte a una commissione di degustazione composta da tecnici di cantina e ricercatori dell’Università di Torino.

“I grandi vini del mondo, le più rinomate denominazioni – spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici – sono caratterizzate da aree vocate, i cosiddetti ‘cru’. Anche la Barbera d’Asti ha intrapreso questa strada e con l’avvio di questa nuova ricerca scientifica, mai realizzata prima d’ora, puntiamo ad arrivare alla caratterizzazione delle aree produttive. Con questo studio intendiamo far emergere le diverse tipicità produttive di un’area molto vasta, con caratteristiche uniche e distintive, punto di forza della Barbera d’Asti. Se si pensa al Barolo, ad esempio, sono proprio le diversità di zona la vera ricchezza. Ci aspettano anni di lavoro e impegno – prosegue – per portare a termine il nostro ambizioso progetto, che ci impegnerà per i prossimi anni e che porterà a qualificare ancora di più la regina dei rossi del Piemonte. Oggi abbiamo presentato i primi dodici mesi di attività scientifica e di studio avviata dal Consorzio, grazie al Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino e con il contributo fondamentale della Regione”.

 A distanza di 10 anni dal progetto regionale ‘Increase Barbera’ che contribuì alla riqualificazione della Barbera d’Asti docg – dichiara il professor Vincenzo Gerbi dell’Università degli Studi di Torino, responsabile scientifico del progetto Barbera d’Asti 2.0 – con questa nuova ricerca finanziata dalla Regione Piemonte si vogliono raggiungere nuovi obbiettivi concreti ed acquisire conoscenze scientifiche utili per tutto il comparto produttivo della Barbera d’Asti. Il lavoro ha due pilastri fondamentali, con il primo, operando su una campionatura di oltre cento vini commerciali, si vuole determinare come le diverse caratteristiche chimico- fisiche del vino, quali i caratteri cromatici e la composizione polifenolica, influenzino la qualità organolettica del vino. Con la seconda attività – prosegue –  si vogliono studiare le relazioni tra le caratteristiche delle uve alla raccolta, provenienti da zone diverse, ed i caratteri dei relativi vini prodotti. A tal fine, si sono analizzate in modo approfondito uve provenienti da areali di produzione diversi della Barbera d’Asti, sottoponendole poi ad una vinificazione controllata presso la nostra cantina sperimentale (Centro Bonafous). Valutando i caratteri dei vini sperimentali e le caratteristiche dei vini in commercio, sarà possibile modellizzare le relazioni uve-vino e proporre ai produttori un modello predittivo che, in base alle caratteristiche delle uve, possa decidere il target commerciale a cui destinare il futuro vino”.

 “L’impegno anche economico della Regione Piemonte nella ricerca sulla Barbera d’Asti docg – afferma l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero – è un altro segno concreto della volontà di valorizzare al massimo questo vitigno, che tante soddisfazioni sta portando anche ai produttori. E’ una ricerca impegnativa per l’ampiezza dell’area interessata, 167 comuni dell’Alessandrino e dell’Astigiano, e per la necessaria accuratezza con cui deve essere condotta. Del resto anche la Barbera, come ogni grande vino, ha la sua carta di vocazionalità. Le nostre colline hanno caratteristiche diverse e insieme uniche, sulla base della composizione dei terreni e delle condizioni climatiche e ambientali. Lo stesso vale per gli uomini e le donne che coltivano la Barbera, con le loro storie, tradizioni e vocazioni individuali. Sono convinto che caratterizzare tutto questo aiuterà a sviluppare le azioni più adatte per presentare nel modo migliore le grandi qualità della Barbera, che tanto ha ancora da offrire sui mercati internazionali”.


Dal 23 al 25 giugno e il 2 luglio press tour con il Progetto Vino di Collisioni

Sono sedici i giornalisti, gli scrittori e gli opinion-leader internazionali in visita nel Monferrato, dal 23 al 25 giugno e il 2 luglio, per scoprire le colline del vino e il suo patrimonio di denominazioni e cantine. Sono ospiti del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che, insieme al Progetto Vino di Collisioni diretto da Ian D’Agata, hanno organizzato il press tour, un incoming di esperti internazionali del mondo del vino.

Per il secondo anno consecutivo il Consorzio, in collaborazione con l’Associazione Produttori del Ruchè di Castagnole Monferrato e l’Associazione Produttori del Nizza, hanno attivato il programma dedicato alla promozione dei vini di qualità, all’interno della decima edizione del festival agrirock Collisioni.

Non solo grande musica, letteratura e cinema internazionali protagonisti a Barolo, ma anche le eccellenze del vino del Piemonte trovano un loro spazio di rilievo e prestigio all’interno dell’evento internazionale che porta migliaia di visitatori tra le colline patrimonio Unesco.Nei giorni che precedono il Festival, sono in programma una serie di degustazioni delle eccellenze enologiche del Monferrato, con visite guidate ai vigneti e incontri con i produttori per gli autorevoli ospiti in arrivo. Gli esperti in visita saranno guidati alla scoperta dei ossi e bianchi nobili e dei rispettivi terroir. Una giornata sarà dedicata alla Barbera d’Asti, le altre giornate agli autoctoni, con seminari sulle caratteristiche dei vitigni e a seguire, nelle sale del piano nobile del Castello di Costigliole d’Asti,incontri con produttori partecipanti e  degustazioni.

Dalla Cina arriveranno Bob Miao (blog „Fanzui Tuanzhang“, Financial Times (Chinese version), Sanlian Life Weekly, Weekend Pictorial e Loha Magazine), Patsy Yang (Shangai Daily), Renee Wei (fondatrice brand di education e pr del vino ‘Renee’, free-lance writer del settore), da Singapore Jessica Tan (importer, consulente, scrive per Singapoured). Dagli Usa, Susan Gordon (Forbes), Mikhail Lipyanskiy (www.LipyanskiyPhoto.com, The Cork Report), Annemarie Morse (Food & Wine, Bon Appetit, Ithaca Times, Professor Cornell University), Eric Guido (Morrell Wine, The Robb Report e Bloomberg) e Jeff Porter (Beverage Director Bastianich e Batali Group). Dal Canada Jay Whiteley (Good Food Revolution, Blog jaywhitely.com, educator WSET) e Kurtis Kolt (Wine Enthusiast, James Beard House di New York, Sip Northwest e Decanter di Maclean). Dalla Nuova Zelanda Emma Jenkins (Master of Wine, insegna ai corsi WSET, columnist for the Australian Women’s Weekly -NZ edition, Winestate magazine, The New Zealand Herald) e dal Brasile Bruno Vianna (Presidente Ass. Sommelier del Brasile, contributor e editor di varie riviste). Da Inghilterra, Francia e Italia/Svizzera, nell’ordine Michael Garner (Decanter UK), Eric Riewer (Anthocyanes.fr, speaker radio) e Rocco Lettieri (Il Melograno, Galatea, Welcome, Ticinowine, Giornale del Popolo, La Rivista).

Quest’anno, inoltre,la collaborazione tra Consorzio e Collisioni Vino ha portatoall’inaugurazione della prima edizione di Indigena e del relativo Corso per professionisti, curato da Ian D’Agata,nei castelli di Barolo e Costigliole d’Asti e il lancio dell’Indigena World Tour: una serie di appuntamenti didattici, che hanno portato in giro per il mondo la Barbera d’Asti e i vini nobili del Monferrato, con tappe a Bruxelles e New York e che continuerà nell’estate a Shanghai e San Francisco.

Accogliamo personalità di spicco – spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini de Monferrato, Filippo Mobrici del panorama enologico internazionale, selezionati da Ian D’Agata, stimato professionista con cui collaboriamo da alcuni anni. Le produzioni vitivinicole autoctone del Monferrato tornano ad essere le protagoniste dell’anteprima ‘Wine&Food’ di Collisioni. Si tratta di uno dei più importanti eventi inseriti nel programma speciale che porta giornalisti, esperti e influencer al castello di Costigliole d’Asti, in occasione di uno speciale incoming dedicato ai rossi nobili delle colline del Monferrato. Nei giorni che precedono il Festival musicale di Barolo, li conduciamo alla scoperta della storia delle nostre denominazioni tutelate, dei produttori e dei vigneti, per farli vivere davvero i paesaggi vitivinicoli e il loro patrimonio produttivo”.

“Per me è sempre un piacere – afferma il senior Editor di Vinous e guida del progetto Wine&Food Collisioni, Ian D’Agata – tornare a parlare di Barbera d’Asti, la vera regina dei vini piemontesi, ma anche di tanti altri nobili vini prodotti a partire da uve a torto considerate minori come, fra le altre, il Grignolino, la Freisa, il Ruchè, l’Albarossa, la Malvasia di Schierano e la Malvasia di Casorzo. Il Monferrato vanta una ricchezza in vitigni, vini e territori diversi e sono contento di vedere che tutti in loco hanno preso finalmente coscienza di questo patrimonio che hanno a disposizione, che forse anni addietro non veniva valutato come effettivamente meritasse. Oggi, anche grazie a manifestazioni come Collisioni che da anni crede nei vini del Monferrato, anche vini come il Nizza, il Grignolino d’Asti, il Ruchè di Castagnole Monferrato, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, la Barbera d’Asti stessa e tanti altri ottengono sempre più la giusta visibilità e i riconoscimenti dovuti”.


Il ‘gusto della musica’ in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Note ed eccellenze enogastronomiche protagoniste, fino al 25 agosto, dell’estate piemontese in 12 Comuni

Monferrato on stage ritorna ad animare l’estate piemontese e a valorizzare un territorio ricco di eccellenze vitivinicole. Dal 1° luglio al 25 agosto la manifestazione musicale ed enogastronomica, realizzata in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e patrocinata da Regione Piemonte e Provincia di Asti, toccherà dodici Comuni del Monferrato: Passerano Marmorito (domenica 1° luglio), Baldichieri d’Asti (sabato 7 luglio), Cocconato (venerdì 13 luglio), Cantarana (sabato 14 luglio), Callianetto (sabato 21 luglio), Aramengo (domenica 22 luglio), Piea (sabato 4 agosto), Roatto (domenica 5 agosto), Castagnole Monferrato (venerdì 10 agosto), Tonco (domenica 12 agosto), Ferrere (giovedì 23 agosto) e Valfenera (sabato 25 agosto) con un ricco programma di concerti gratuiti e degustazioni di prodotti locali.

Il filo conduttore di tutta la manifestazione saranno la musica, con cover band e ospiti d’eccezione e i grandi vini del Monferrato. I musicisti che si alterneranno quest’estate sono tanti e di diversi generi musicali. Si comincia dal sound di Riki Massini and Bonus Track Band con special guest Clive Bunker, storico batterista dei Jethro Tull (1/7) e si prosegue con The Italian Job – Stef Burns, “il Gallo” Golinelli, Juan Van Emmerloot (7/7) passando dal rock’n’roll anni Cinquanta di Florie & The Lazy Cats (13/7); il giorno successivo tocca a “la Banda” storica di Ligabue composta da Robby Pellati, Mel Previte, “Rigo” Righetti e Fede Poggipollini (14/7). Il mese di luglio si chiude con Enrico Zapparoli tributo di Modà & Negramaro (21/7) e la Emotions Swing & Bossa Band by Max Muller (22/7). Agosto comincia da Andrea Braido e The Black Cars (4/8) proseguendo con l’opening band del tour mondiale degli Iron Maiden Johnny Gallagher & The Boxtie Band (5/8), il gipsy-jazz-bossa del Bruskers Guitar Duo Gipsy (10/8), l’omaggio a Lucio Dalla proposto da Ricky Portera e i Gemelli Astrali (12/8) e le due serate finali con Giorgio Conte in “Sconfinando” Tour in compagnia del maestro Alessandro Nidi (23/8) e Giorgio Buttazzo e i Bermuda Acoustic Trio (25/8).

Ogni serata sarà accompagnata da vino di qualità, con la Barbera protagonista, che sarà possibile degustare per ogni evento in programma, insieme a un paniere di prodotti tipici che vanno dai grissini rubatà, alla robiola, dal salame cotto alla tinca in carpione fino alle pesche ripiene.

I vini nobili del Monferrato – afferma il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobricisposano la musica dei palchi di Monferrato on stage, festival che coinvolge alcuni dei Comuni di produzione delle denominazioni che tuteliamo e promuoviamo. Quest’anno affianchiamo la rassegna che si svolge nei territori vitivinicoli e in alcuni dei suoi borghi più suggestivi, poiché ne condividiamo la filosofia di fondo: la valorizzazione della storia locale e del suo patrimonio culturale, paesaggistico e produttivo attraverso i suoi grandi vini”.

Una rassegna che conquista nuovi spazi – commenta l’ assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferreroè una rassegna viva e vegeta, che cresce e trova in questo una conferma della sua missione Monferrato on stage è un’occasione di grande importanza per promuovere un territorio che dà lustro al Piemonte. Barbera e Vermouth sono degni contraltari della musica, e ricordano che il Monferrato è una terra ricca di storia, di cultura, di paesaggi eccezionali, di vino e di altre eccellenze enogastronomiche. Ricordarlo ancora una volta è importante per far conoscere a chi lo ignora un territorio che merita di essere frequentato”.

Questa manifestazione – afferma  il presidente della Provincia di Asti, Marco Gabusisi caratterizza per il suo intento di unire, superando le logiche dei campanili anche grazie a una comunicazione moderna e a una grafica rinnovata per un brand di una manifestazione sempre più legata al nostro territorio”.

 “L’Ecomuseo è un ente della Regione Piemonte che valorizza la memoria e quale occasione migliore della musica per farlo” dichiara Elisabetta Serra, direttore dell’Ecomuseo del Basso Monferrato Astigiano (Bma) tra i partner della manifestazione.

A dar voce al Monferrato e a tutto il festival sarà lo speaker radiofonico Manuel Giancale (ManuJ) di Radio Veronica One che condurrà e animerà le serate alternandosi alle note rock e pop dei numerosi artisti sui palchi.

È possibile vivere e condividere l’esperienza di Monferrato on stage commentando e caricando contenuti sui social network utilizzando l’hashtag ufficiale dell’iniziativa #moONstage. Tutte le informazioni e il calendario sono disponibili sul sito www.monferratonstage.it


21 BUYERS ESTERI HANNO INCONTRATO I PRODUTTORI DI BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO

Un modo di essere, di presentarsi e dialogare con compratori e distributori esteri. Un’opportunità per aprirsi ai mercati internazionali. Questo è stato ‘BarberatoBe’ (B2B), evento business to business che il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha organizzato, per i produttori associati, ieri 18 giugno al castello di Costigliole d’Asti. Un gioco di parole per un acronimo che racchiude il senso dell’iniziativa di promozione dell’export delle denominazioni tutelate, che racchiudono storie e tradizioni radicate e longeve.

E’ stata un’intera giornata dedicata alle vendite internazionali in cui 21 buyers provenienti da Danimarca, Russia, Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Francia, Norvegia, Svezia, Finandia, Georgia e Stati Uniti d’America (Massachussets, Kansas, California, Florida, New York) hanno conosciuto i vini nobili del Monferrato e dialogato con i produttori presenti.

I produttori partecipanti hanno avuto un proprio desk a disposizione, all’interno di alcune sale del castello di Costigliole d’Asti (sede del Consorzio) per un incontro di trenta minuti con ogni singolo buyer.

Abbiamo realizzato una nuova edizione del format – spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobriciideato e proposto alle aziende vitivinicole per contribuire alla loro apertura verso i mercati esteri. Un’occasione che consente il dialogo con nuovi compratori di Paesi che già apprezzano le produzioni da vitigni autoctoni delle denominazioni tutelate dal Consorzio. Si tratta di un nuovo evento, che ne affianca altri di promozione internazionale, che nei primi cinque mesi di quest’anno ci hanno visti impegnati in dodici città estere”.

Nel 2017 sono state prodotte oltre 21 milioni di bottiglie di Barbera d’Asti. Il 60% viene esportata in tutta Europa, il 30% raggiunge l’America (soprattutto Canada e Stati Uniti), il 9% l’Asia e l’1% gli altri Paesi. Tra i principali Paesi di riferimento in Europa, il Regno Unito (40%), la Scandinavia (25%), Germania (15%). Nei Paesi Bassi, Svizzera e Russia viene esportato il 5% circa.


PRESENTATI I PRODUTTORI DELLA NUOVA ASSOCIAZIONE ALBAROSSA CLUB

L’Albarossa doc festeggia il suo ottantesimo compleanno e la sua nuova Associazione invita al brindisi in diciotto ristoranti delle Langhe e del Monferrato con l’evento ‘Albarossa in tavola’. Il vino è nato dall’unione di due nobili vitigni autoctoni piemontesi. È una delle denominazioni tutelate e promosse dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e ha raggiunto un traguardo storico, che si appresta a celebrare con diverse iniziative in programma.

Dopo un primo evento organizzato in collaborazione con l’Associazione italiana sommelier, ieri il gruppo di produttori ha incontrato clienti, ristoratori ed enotecari al banco d’assaggio allestito in una delle prestigiose sale del castello di Costigliole, sede del Consorzio.

Per tutto il mese di giugno, invece, in 18 ristoranti di Langhe e Monferrato saranno serviti calici di Albarossa in abbinamento a uno dei piatti dei menù.

Dopo la recente costituzione dell’Associazione dei produttori del Grignolino – afferma il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobricianche l’Albarossa doc ha un nuovo referente, espressione della missione del Consorzio. Tutti insieme, uniti, lavoriamo per la tutela e la promozione delle denominazioni che rappresentiamo, per promuoverne le qualità e la diffusione”.

Abbiamo iniziato a far conoscere la denominazione – spiega il presidente dell’Associazione Albarossa Club, Alberto Chiarlonei territori d’origine. Un primo passo per la nostra nuova associazione, nata meno di un mese fa in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti, per promuovere il vino ‘figlio’ di nobili vitigni autoctoni piemontesi e che si sta rivelando un ‘emergente’ di successo”.

ALBAROSSA: LA STORIA

Il Piemonte doc Albarossa è nato nel 1938, in via sperimentale, dall’incrocio tra Barbera e Nebbiolo di Dronero. Ha come padre il professore Giovanni Dalmasso, ordinario di viticoltura presso la Facoltà di Agraria di Torino e tra i fondatori e primo presidente dell’Accademia italiana della Vite e del Vino. Il Piemonte Albarossa ha grandi potenzialità di affinamento. La tipologia, che rientra nel Piemonte, risale al 2009. Per anni rimasto nell’archivio ampelografico della Regione Piemonte, una ventina di anni fa venne rimesso a dimora nelle Langhe e nel Monferrato da un gruppo di prestigiosi produttori del Piemonte. Oggi sono 85 le aziende produttrici di uve, con un parco vigneti complessivo di 53 ettari. La resa è contenuta. Nel 2017 sono state prodotte 214.617 bottiglie (fonte dati: Valoritalia, elaborati dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato).

ASSOCIAZIONE ‘ALBAROSSA CLUB’

L’Associazione Produttori dell’Albarossa, nata meno di un mese fa conta 18 aziende vitivinicole: Banfi, Bava, Bricco Ottavio, Cascina Navona, Castello di Neive, Colle Manora, Dezzani, Franco Ivaldi, L’Armangia, La Tribuleira, Marenco, Marco Bonfante, Michele Chiarlo, Poggio Ridente, Convento Cappuccini, Villa Fiorita, Tre Secoli, Viotti Vini. L’Albarossa Club che ha scelto come presidente Alberto Chiarlo e coordinatore Pier Ottavio Daniele, ha l’obiettivo di promuovere la denominazione attraverso una serie di attività in Italia e all’estero.


DOPPIA TAPPA L’8 GIUGNO A TORONTO CON IL “GAMBERO ROSSO WORLD TOUR” E A COPENHAGEN PER “BAROLO & FRIENDS EVENT”

IN CINQUE MESI DA INIZIO ANNO, TOCCATE DODICI CITTÁ ESTERE

Doppia tappa, il prossimo 8 giugno, in Canada e Danimarca, per la Barbera d’Asti e i vini del Monferrato. Continua il tour promozionale estero organizzato dal Consorzio che da inizio anno ha raggiungo e promosso le denominazioni tutelate in dodici città europee e americane.

Dopo New York il 4 giugno scorso per il progetto Indigena World Tour, la prossima città che ospita i vini da vitigni autoctoni del Monferrato, con seminari e masterclass, sarà Toronto (8 giugno) capitale della provincia dell’Ontario. La grande città canadese è la nuova meta per le produzioni tutelate dal Consorzio, in occasione del Gambero Rosso World Tour 2018 che si svolge in concomitanza ai ‘Grand Tasting Tre Bicchieri del Gambero Rosso’, dedicati alla storia e alle ricchezze del territorio vitivinicolo di Asti e del Monferrato. I seminari si rivolgono a un pubblico di professionisti e media e sono condotti dai curatori della guida ‘Vini d’Italia’ del Gambero Rosso.

Lo stesso giorno, le produzioni vitivinicole rappresentate dal Consorzio partecipano alla decima edizione del “Barolo & Friends Event” al celebre Palazzo seicentesco della Borsa di Copenhagen, in collaborazione con il Consorzio I Vini del Piemonte. Thomas Ilkjær, responsabile della scuola per sommelier Vinakademiet e autore della più importante guida ai vini italiani nei paesi del Nord Europa fa da guida alla masterclass di confronto fra diverse annate di Barbera d’Asti dal 2011 al 2017. La giornata si rivolge sia ai professionisti del vino, importatori, distributori, enoteche, wineshop, ristoranti, sommelier, ma anche giornalisti del settore e agli appassionati. La formula è quella del ‘walk around tasting’, una degustazione itinerante tra gli stand dei produttori presenti.

Tra i mercati di riferimento per l’export – spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobriciun ruolo importante lo riveste l’America, con prevalenza di Canada e Stati Uniti. E’ di circa il 30% la produzione di Barbera d’Asti che nel 2017 ha raggiunto il mercato americano. Il 25% invece – prosegue Mobrici – raggiunge i Paesi Scandinavi. Per questo, tra le strategie di promozione avviate, abbiamo affiancato Slow Wine e Gambero Rosso in due tour internazionali a tappe, abbinati a masterclass d’approfondimento e seminari specifici. Inoltre, stiamo continuando a investire in altri importanti progetti di promozione estera dei vini da vitigni autoctoni, come l’Indigena World Tour a fianco di uno dei massimi esperti internazionali del vino, Ian D’Agata”.

Da inizio anno sono stati dodici i seminari e gli eventi promozionali organizzati all’estero in altrettante città. Tour mondiali con partner internazionali, che hanno portato in Europa e oltreoceano le produzioni vitivinicole tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Il 26 febbraio scorso a Zurigo, sono stati organizzati tre seminari per far conoscere le principali denominazioni del Monferrato, durante un evento esclusivo nel prestigioso palazzo Zunfthaus zur Zimmerleuten nel cuore finanziario della città elvetica in collaborazione con Vinum, la più diffusa rivista di vino in Europa, leader nei Paesi di lingua tedesca con oltre 87mila copie stampate.  Il Consorzio Barbera d’Asti è stato anche tra i partner dello Slow Wine Tour 2018 negli Usa, per presentare le denominazioni tutelate. La prima tappa il 27 febbraio ad Atlanta (Georgia), il 1° marzo New York, il 5 marzo Houston (Texas) e il 7 marzo San Francisco (California). Ogni tappa ha previsto banchi d’assaggio e incontri con qualificati esperti del settore, mentre la giornata nella Grande Mela ha avuto anche una sezione aperta al pubblico. Un seminario organizzato anche a Chicago (28 marzo) in occasione del Gambero Rosso World Tour 2018, in concomitanza ai ‘Grand Tasting Tre Bicchieri del Gambero Rosso’.

Il 4 marzo scorso, invece, tappa a Bruxelles per il lancio di un’innovativa attività di promozione delle denominazioni tutelate dal Consorzio, in collaborazione con Ian d’Agata (uno dei più influenti scrittori e professori internazionali del vino) e il progetto ‘Indigena’ di Collisioni Vino, per il primo di una serie di nuovi eventi promozionali rivolti agli operatori internazionali di domani (giovani influencer, sommelier, master of wine). Inoltre, il Consorzio ha partecipato al Prowein di Düsseldorf (18-20 marzo 2018).

Un appuntamento interamente dedicato alla promozione della Barbera d’Asti si è svolto il 10 aprile all’Hotel Casa 400 di Amsterdam. Dodici i produttori di Barbera d’Asti Docg presenti per una master class guidata del giornalista ed esperto di vini italiani Fred Nijhuis e rivolta a circa 50 trader olandesi.

A maggio scorso si è svolto il primo festival Indigena nei Castelli di Barolo e Costigliole d’Asti, con il primo corso della nuova Scuola internazionale 3IC dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane, alla formazione e alla specializzazione di professionisti internazionali interessati al vino e ai prodotti del food italiano in un progetto ambizioso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il Consorzio di tutela della Barbera D’Asti e vini del Monferrato e il Progetto Vino di Collisioni. Il 4 giugno, nel solco di quest’ultima esperienza promozionale, prima tappa a New York dell’Indigena World Tour, città chiave per il mercato del vino americano e centro di riferimento per la stampa e i sommelier della costa est. Ad ospitare l’evento, una delle location più “inn” per la cucina e il vino italiani: Il Buco Alimentari & Vineria nel cuore di Noho, quartiere emergente e cool di Manhattan.


LA PRIMA TAPPA A NEW YORK DAL 4 AL 6 GIUGNO

Grande successo a maggio per il festival Indigena nei Castelli di Barolo e Costigliole d’Asti, e per il primo corso della nuova Scuola internazionale 3IC dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane, alla formazione e alla specializzazione di professionisti internazionali interessati al vino e ai prodotti del food italiano in un progetto ambizioso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il Consorzio di tutela della Barbera D’Asti e vini del Monferrato e il Progetto Vino di Collisioni.

Ora Indigena comincia il suo World Tour portando nelle principali capitali di Europa, Stati Uniti e Asia il suo format fatto di lezioni, seminari, degustazioni creati per promuovere i grandi vini italiani prodotti da uve autoctone regionali. Si partirà il 4-5-6 giugno da New York, città chiave per il mercato del vino americano e centro di riferimento per la stampa e i sommelier della costa est. Ad ospitare l’evento, una delle location più “inn” per la cucina e il vino italiani: Il Buco Alimentari & Vineria nel cuore di NOHO, a Manhattan.

La prima giornata, lunedì 4 giugno, sarà interamente dedicata allo studio e alla promozione della Barbera D’Asti e dei grandi vitigni autoctoni del Monferrato.”Si è da poco conclusa la prima edizione della ‘3IC’, l’Indigena Wine SchooI organizzata nei castelli di Barolo e di Costigliole d’Asti che ha formato una ventina di giovani wine influencer internazionali –  afferma il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici – e  prosegue la nostra attività di promozione all’estero dei vini nobili da vitigni autoctoni del Monferrato, a fianco di uno dei massimi esperti internazionali di vino, Ian D’Agata, proseguendo il grande lavoro svolto negli ultimi anni di avvicinamento delle nostre denominazioni tutelate ai mercati esteri”.

A guidare questa prima missione sarà Jeff Porter, Beverage Director del gruppo Bastianich&Batali, con cui Ian D’Agata ha un legame professionale ventennale. “Indigena sta arrivando a New York City e non potrei essere più entusiasta di lavorare con un giornalista di fama mondiale come Ian D’Agata. Insieme condurremmo i professionisti di New York in un viaggio alla scoperta dei grandi vini autoctoni italiani. Raramente noi professionisti abbiamo l’opportunità di ricevere un tale bagaglio di conoscenza. Ho selezionato i professionisti partecipanti cercando di rappresentare la complessità del mondo multiforme del vino a New York. Arriveranno responsabili e sommelier dei ristoranti top della città, dalle catene di rivendita, e ognuno di loro porterà una prospettiva unica e variegata del business del vino della costa est. Ognuno di loro è affamato di conoscenza, e desideroso di immergersi in profondità nell’universo di questi splendidi vini.

Ma New York sarà solo la prima di tante tappe che accompagneranno la crescita del progetto Indigena lungo il corso dell’annualità 2018-2019. A luglio sono già previste le tappe a San Francisco, città di riferimento per il mercato del vino americano della costa ovest, e a Shanghai, metropoli asiatica in crescita continua e vero centro del business del vino cinese dove, a fianco all’appuntamento con la Barbera e i vini del Monferrato, è prevista una giornata dedicata al Moscato d’Asti grazie alla collaborazione con il Consorzio Asti DOCG.

Il progetto ha destato interesse di altri grandi consorzi e istituzioni regionali italiane che hanno sposato Indigena per promuovere e far conoscere i grandi vini e vitigni autoctoni che sono la ricchezza e il vero tesoro di biodiversità del nostro paese. Il 5 giugno sarà protagonista l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini con un’intera giornata dedicata al Verdicchio. “Quest’anno si festeggia il mezzo secolo dal riconoscimento della Doc del Verdicchio dei Castelli di Jesi, cinquant’anni di ricerca della qualità in vigna e in cantina, per un prodotto autenticamente marchigiano, che oggi è maturo per crescere anche sui mercati esteri in termini di posizionamento. A New York saranno dodici tra i produttori più rappresentativi a promuovere l’eccellenza enogastronomica delle Marche, partendo proprio dal Verdicchio dei Castelli di Jesi e Matelica“, sostiene il Direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini Alberto Mazzoni. Protagonista della terza giornata sarà il grande rosso del sud, l’Aglianico del Vulture, vino del vulcano così unico e apprezzato nel mondo, grazie alla partecipazione dell’Enoteca Regionale Lucana.”Sarà un’opportunità importante per far conoscere al mercato newyorkese questo grande rosso italiano, che trova la sua casa in un territorio così unico come quello del Vulture, e portare negli Usa alcune delle aziende di maggiore qualità della regione. Non solo un’occasione commerciale, ma uno strumento di didattica e di valorizzazione di una Regione e dei suoi vini che includerà anche momenti di convivialità, come una cena informale, dedicata agli ospiti, presso la famosa brasserie Pig Beach a Brooklyn“, afferma il Presidente dell’Enoteca Regionale Lucana Paolo Montrone.