DAL 23 AL 25 NOVEMBRE TORNA LA PIÙ GRANDE BAGNA CAUDA COLLETTIVA IN CONTEMPORANEA AL MONDO: TRA ASTI, PIEMONTE E IL MONDO SI ACCENDONO OLTRE 15 MILA FUJOT. IL PREMIO TESTA D’AJ SARÀ ASSEGNATO A PADRE ENZO BIANCHI

Sentite nell’aria un certo afrore di aglio? Ci siamo: il 23, 24 e 25 novembre migliaia di bagnacaudisti potranno intonare la canzone “Quel mazzolin di cardi/ che vien dalla campagna/ e bada ben che qui si bagna”.

Il popolare coro montano è stato ironicamente rivisitato da Massimo Ricci, l’artista nicese autore dei bavaglioloni del Bagna Cauda Day 2018, che diventano così la bandiera della festa e saranno dati in omaggio a tutti i commensali.

L’evento dell’ultimo fine settimana di novembre, organizzato dall’Associazione Astigiani, giunto alla sesta edizione, si annuncia con sorprese e novità.

Il Bagna Cauda Day ha nell’Astigiano e in Piemonte il suo storico baricentro ma non mancano adesioni significative sia in Italia che dall’estero. Il BCD è arrivato anche in Russia e in Perù grazie ad astigiani che hanno proposto la partecipazione a rinomati ristoranti italiani e non che vanno ad aggiungersi alla pattuglia internazionale già presente, da Berlino all’Australia.

In Italia una bella storia la racconta Massimo, chef del ristorante Noi di Livorno che, orgoglioso delle origini astigiane, partecipa al BCD con vini piemontesi e olio toscano. Anche l’Associazione Piemontesi a Roma ha voluto far combaciare la sua festa d’autunno con il BCD, celebrando la bagna cauda nel salone d’onore di un prestigioso hotel ristorante sull’Aurelia Antica.

Andiamo con ordine. I numeri sono sempre imponenti: 151 i locali dell’Astigiano, del resto del Piemonte e all’estero che, con più di 15 mila posti a tavola, daranno vita alla più grande bagna cauda collettiva e contemporanea al mondo.

Alla formula vincente (prezzo della bagna cauda fisso a 25 euro dal ristorante stellato alla trattoria, il vino proposto a 10 euro a bottiglia), quest’anno si potrà aggiungere un “finale in gloria con tartufo”.

Molti, nel rispetto della tradizione a conclusione della bagna cauda faranno cuocere un uovo di gallina o di quaglia usando la fiammella direttamente nel fujot, arricchito da una grattatina di tartufo bianco d’Alba. Il prezzo di questa profumata aggiunta potrà andare dai 10 ai 15 euro, in base alle quotazioni dei tartufi.

Restano naturalmente i semafori per indicare il tipo di bagna cauda: rosso per la versione classica come Dio comanda, giallo per l’eretica quella con l’aglio stemperato e verde per l’atea senz’aglio.

 In tutti i locali, ristoranti, cantine storiche la bagna cauda darà diritto ad avere, oltre al bavagliolone d’autore, anche il Vademecum di 80 pagine edito da Astigiani con  ricette, storia e testimonianze. L’edizione 2018 contiene nelle pagine centrali anche un simpatico quiz in 12 domande sul grado di conoscenza storica e gastronomica della bagna cauda.

E Astigiani promuove anche Acciù, la simpatica acciuga portafortuna in stoffa: pezzi unici fatti a mano nei vari formati.

Altra novità di quest’anno è il coinvolgimento delle scuole con l’iniziativa Bagna Cauda alla lavagna.  Le migliori ricerche saranno premiate da Astigiani domenica 25 novembre (ore 17) a palazzo Ottolenghi, nell’ambito della cerimonia di consegna del premio “Testa d’aj” che va ogni anno a chi ha dimostrato di saper andare controcorrente.

La prima edizione fu assegnata nel 2016 allo scrittore Guido Ceronetti. Lo scorso anno il Testa d’aj è andato tra gli altri ad un divertito Antonio Ricci, autore televisivo e “padre” di Striscia la notizia.

Quest’anno riceverà il premio Padre Enzo Bianchi, fondatore e già priore della comunità di Bose che alle sue origini astigiane (è nato a Castelboglione nel 1943) ha dedicato pagine intense raccolte nel volume “Il pane di ieri” dove descrive anche il rito contadino della bagna cauda.

Il Bagna Cauda Day è anche festa social.

Su Facebook ogni giorno arrivano adesioni e commenti e i “mi piace” hanno superato ampiamente quota dodicimila.

Il sito www.bagnacaudaday.it è lo strumento più usato per le prenotazioni che avvengono direttamente nei ristoranti aderenti. Ogni locale ha una sua pagina con indicazioni del tipo di bagna cauda proposta, descrizione del luogo, foto e video.

I bagnacaudisti sono inviati a partecipare al contest su Instagram, sponsorizzato dal Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato con vari hashtag #BagnaCaudaDay2018, #barberadasti, #siamotuttinellabagna, #barberakiss. Ai dieci scatti giudicati più significativi andrà una cantinetta di vini astigiani del Consorzio.

«È un momento importante per l’attività di Astigiani – dicono Piercarlo Grimaldi e Sergio Miravalle, presidente e direttore di Astigiani – la nostra rivista riempie un vuoto di contenuti che nell’Astigiano mancava in promozione del territorio. Abbiamo trovato un elemento che accomuna un territorio e siamo ormai alla sesta edizione. E se è vero che “La tradizione è un’innovazione ben riuscita” ormai possiamo dire che il bagna cauda day è tradizione, con forti elementi di identità per questa terra».

«Una manifestazione importante e il Comune è il vostro alleato da sempre» ricorda Loretta Bologna, assessore al Turismo del Comune di Asti

«Dopo il tartufo è la volta del Bagna Cauda Day, per un novembre all’insegna dei sapori e dei piatti tipici del Piemonte – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato -. Un evento gioioso in linea con la nostra Barbera, un vino molto versatile e abbinabile a molto piatti della tradizione piemontese e nazionale».

 «Siamo molto contenti che nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa si brinderà con l’Asti secco e le altre nostre denominazioni – conclude Romano Dogliotti, presidente del Consorzio dell’Asti docg – Un legame profondo tra le colline del Moscato ed i piatti storici della nostra terra, per un brindisi all’insegna del nostri valori».


Presentata la prima edizione di “Asti Palazzi del Gusto. I Mille Profumi del Monferrato”, evento che si terrà Sabato 17 e domenica 18 novembre organizzato dall’ Assessorato al Turismo del Comune di Asti in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e il Centro Nazionale Studi Tartufo, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, del Consorzio dell’Asti DOCG, dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani, della Confcommercio Asti e della Fondazione Asti Musei. 

I palazzi storici di Asti spalancano le proprie porte ai sapori e ai profumi del Tartufo Bianco d’Alba e dei vini presentati dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e dal Consorzio dell’Asti DOCG.

Un’occasione per approfondire la conoscenza dei prodotti d’eccellenza dell’autunno piemontese attraverso show cooking, analisi sensoriali e wine tasting, ma anche incontri di formazione, un convegno scientifico sul Tuber magnatum Pico e imperdibili opportunità d’acquisto alla mostra mercato del tartufo e, nella giornata di domenica, alla Fiera regionale del Tartufo.


IL RESOCONTO DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO IN ATTESA DEI DATI UFFICIALI DI PRODUZIONE

A poche settimane dalla conclusione della vendemmia 2018 sulle colline del Monferrato, area che conta oltre 11 mila ettari di vigneto e 13 denominazioni tutelate, il Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici, condivide un primo bilancio sulla vendemmia 2018:

Sebbene l’annata 2018 sia stata piuttosto complessa, la vendemmia 2018 è trascrivibile negli annali con una valutazione che va dal buono all’ottimo – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato – Il 2018 è stato un anno che ricorderemo per il suo andamento climatico ricco di piogge. Sia l’inverno che la primavera infatti sono state caratterizzate da temperature miti e abbondanti precipitazioni. Basti pensare che solo nel mese di maggio abbiamo contato oltre 18 giorni di pioggia. Se da un lato questi fenomeni hanno permesso di ripristinare le riserve idriche, provate dalla siccità del 2017, e hanno favorito un veloce sviluppo vegetativo, dall’altro hanno richiesto ingenti risorse per la gestione del verde e dei trattamenti fitosanitari volti al controllo di malattie come peronospora e oidio. Anche l’estate è stata decisamente umida e ricca di precipitazioni portando a un’alta fertilità delle viti e alla necessità di diradamenti. Risolutivo per il buon esito della vendemmia è stato l’andamento climatico di settembre. Le giornate calde, terse e ventilate unite alla buona escursione termica tra giorno e notte verificatesi in questo mese sono state fondamentali per la raccolta di uve mature, sane e con un buon accumulo di zuccheri e componenti fenoliche.

L’epoca vendemmiale – aggiunge – è iniziata con circa 2 settimane di ritardo rispetto alla siccitosa 2017 ma nella norma se paragonata ad annate normali. La raccolta è iniziata infatti ai primi di settembre per le uve a bacca bianca (moscato) e per il brachetto. Verso metà settembre si è proseguito con la vendemmia del cortese, del dolcetto e del grignolino mentre si è dovuto attendere la fine del mese di settembre per iniziare con la barbera e il ruchè andando a concludere nel mese di ottobre con la freisa, l’albarossa e i nebbioli (destinati alla produzione di Terre Alfieri DOC e Albugnano DOC). 

L’annata 2018 si è rivelata particolarmente promettente per tutti i nostri vitigni autoctoni ed in particolare per la barbera che prevediamo darà vini caratterizzati da grande eleganza dove acidità e gradazione alcolica lasceranno spazio a equilibrio e finezza. Ciò grazie a un attento e paziente lavoro in vigna, fattore fondamentale per il raggiungimento di alti standard qualitativi in annate come la 2018, contrassegnate da precipitazioni frequenti. Chi ha svolto accurate selezioni in vigna e ha saputo attendere il momento giusto per raccogliere le uve verrà ricompensato con vini eccellenti.
Dal punto di vista quantitativo l’annata è stata regolare. Nel 2018 infatti le vigne non hanno sofferto né la siccità né le gelate fuori stagione che ci hanno colpito nel 2017 rispetto al quale si stima un incremento della produzione del 15% al 20%, dati che vedremmo confermati dalla reportistica ufficiale che divulgheremo nel mese di gennaio
.”


Il meglio del “Made in Italy” a tavola per Golosaria a Milano. Barbera d’Asti e vini del Monferrato immancabili tra le eccellenze enogastronomiche

Il Consorzio Barbera d’Asti sarà tra i protagonisti della tredicesima edizione di Golosaria Milano, che si terrà negli spazi del Mico Milano Congressi dall’27 e 29 ottobre per presentare l’eccellenza vinicola del Monferrato all’interno del tema portante dell’evento: “il buono che fa bene”, ovvero cibo non solo come nutrimento ma anche come risorsa sostenibile per il sistema territoriale italiano e come dimostrazione di vitalità della nostra terra.

Il Consorzio accoglierà i visitatori in uno spazio adibito ad enoteca per presentare il meglio della produzione vitivinicola del territorio e sarà presente durante i tre giorni di evento con un ricco programma di degustazioni guidate da Paolo Massobrio e Marco Gatti, che permetteranno di approfondire le caratteristiche delle produzioni enologiche del Monferrato; tra questi appuntamenti si terrà una speciale degustazione degli Oscar e Menzioni Speciali premiate alla Douja d’Or in collaborazione con la Camera di Commercio di Asti.

“Milano è sicuramente una delle piazze con più fermento per il mercato enologico – è il commento del presidente del Consorzio Filippo Mobrici –A questo appuntamento è immancabile la presenza sia della Barbera d’Asti che dei vini del Monferrato che da sempre arricchiscono l’offerta per il pubblico milanese che è sempre più curioso e attento alla qualità di quello che consuma”

 

Ufficio Stampa Consorzio Barbera d’Asti

ufficiostampa@viniastimonferrato.it – 0141/324368


Il vitigno Barbera in costante crescita di riconoscimenti per i rossi.

Sono undici i Tre Bicchieri assegnati quest’anno alla Barbera da Gambero Rosso, ognuno merito del vitigno che nel territorio del Monferrato riesce ad esprimere tutto il suo potenziale qualitativo. Quattro volte campione Tre Bicchieri la Barbera d’Asti docg, denominazione che con 22 milioni di bottiglie rappresenta la produzione enologica del Piemonte, tre Barbera del Monferrato doc e altre quattro volte è stato premiato il Nizza, punta di diamante di un territorio vocato per la coltivazione del vitigno Barbera che con questa docg dimostra tutta la sua forza. Medaglia anche per due etichette d’eccezione denominate Piemonte doc: Moscato Passito e Pinot Nero. Nella scorsa edizione erano state sei le etichette tutelate dal Consorzio tra i premiati.

Queste le etichette premiate:

Coppo (Canelli AT) – L’Avvocata 2017 – Barbera d’Asti docg

Luigi Spertino (Mombercelli AT) – La Mandorla 2016 – Barbera d’Asti docg

Montalbera (Castagnole M.to AT) – Nuda 2015 – Barbera d’Asti docg

Pico Maccario (Mombaruzzo AT) – Lavignone 2017 – Barbera d’Asti docg

Borgo Isolabella (Loazzolo AT) – Augusta 2014 – Nizza docg

Michele Chiarlo (Calamandrana AT) – La Court 2015 – Nizza docg Riserva

Roberto Ferraris (Agliano Terme AT) – 2015 – Nizza docg

Tenuta Olim Bauda (Incisa Scapaccino AT) – 2015 – Nizza docg

Castello di Uviglie (Rosignano M.to AL) – Barbera del Monferrato doc

Facchino (Rocca Grimalda AL) – Barbera del Monferrato doc

Accornero (Vignale M.to AL) – Barbera del Monferrato doc

Vite Colte (Barolo CN) – La Bella Estate 2016 – Piemonte Moscato Passito

Cascina Pastori (Bubbio AT) – Apertura 2015 – Piemonte Pinot Nero


Nasce nel Monferrato la tipologia Monferrato doc Nebbiolo

Il Comitato Vitivinicolo Nazionale ha approvato questa mattina il testo del disciplinare di produzione della nuova Denominazione di Origine monferrina: la neonata Monferrato doc Nebbiolo riunisce 231 comuni nelle province di Asti e Alessandria.

600 sono gli ettari potenzialmente destinabili a Monferrato doc Nebbiolo e oltre 500 le aziende interessate da questa possibilità legislativa.

Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato commenta così la notizia:
“E’ stato un lavoro di squadra complesso, un iter che ha coinvolto diversi attori della filiera e siamo orgogliosi del riconoscimento della qualità del Nebbiolo monferrino. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato fiducia: il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Barbera d’Asti, le associazioni di categoria, la Regione Piemonte, il Comitato Vitivinicolo Nazionale e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha accolto la richiesta”

Le analisi di laboratorio evidenziano parametri analitici di grande qualità per questo vitigno ben noto in Piemonte, ora è possibile dargli un nome e un cognome: un Nebbiolo prodotto nel Monferrato.

Prosegue Mobrici, anche presidente del consorzio Piemonte Land of Perfection:
“Un altro tassello che aggiungiamo al lavoro di riconoscimento del brand ‘Monferrato’ nella speranza di poter dare maggiori opportunità ai viticoltori anche dal punto di vista della valorizzazione economica. Dovrà essere un prodotto di eccellenza essendoci tutte le premesse per l’elevazione della qualità” Diamo forza e valore non solo al Monferrato ma a tutto il Piemonte vitivinicolo”


Il ristorante creato dal Consorzio Barbera d’Asti fa il pieno di visitatori durante la Douja d’Or 2018

A Palazzo Alfieri grande successo per la Douja del Monferrato, il ”ristorantino leggero” allestito per l’occasione dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in sinergia con l’AFP Colline Astigiane. Dal 7 al 16 settembre sono stati serviti 4000 calici e 3800 piatti salati e dolci, con la collaborazione dei ragazzi della Scuola Alberghiera e dei Sommelier AIS per un servizio d’eccellenza. Tanti i turisti accorsi per le vie del centro a conoscere e degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio e le denominazioni tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti anche allo stand di Piemonte Land of Perfection in Piazza San Secondo e presenti alla rassegna “Piatto e Dolce d’Autore” in Via Asinari con i rossi selezionati per l’abbinamento alle preparazioni degli chef della provincia in collaborazione con l’Associazione Albergatori e Ristoratori di Asti.

Dieci giorni di Douja per assaporare i sapori e il folklore di Asti e del Monferrato, rassegna che oltre a premiare i migliori vini d’Italia con il Salone nazionale di Vini Selezionati, colora il centro storico di Asti con specialità gastronomiche, percorsi di degustazione nei palazzi storici, sfilate con i costumi tradizionali dell’Asti medievale e soprattutto, i nobili vini del Monferrato.

Il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici:

“l’edizione di quest’anno si è svolta nel segno del rinnovamento, voluto fortemente per dare nuovi stimoli alla città e al turismo, mettendo in sinergia gli enti ma anche i commercianti e gli istituti formativi. Questo successo è stato realizzato anche grazie alla Camera di Commercio di Asti nella persona del presidente Goria e del Sindaco Maurizio Rasero che hanno creduto nella nostra visione e hanno supportato queste attività”

Il presidente dell’AFP Colline Astigiane Dino Aluffi:

“Per i nostri ragazzi è stata un’esperienza formativa di prima scelta, mettendosi in gioco in prima persona e dimostrando la professionalità che gli viene trasmessa tra i banchi, sia al Piatto d’Autore che durante la Douja del Monferrato a Palazzo Alfieri”


Salgono a 14 le città estere raggiunte da inizio anno

Prosegue il viaggio promozionale nelle migliori città internazionali del vino per le denominazioni tutelate e promosse dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Le ultime due tappe sono state realizzate insieme allo scrittore di vino e Senior Editor di Vinous Ian D’Agata, per l’Indigena World Tour, a San Francisco e Shanghai (rispettivamente il 23 e 30 luglio 2018).

Un’instancabile passione, fatta di voli intercontinentali, studio notturno, seminari, articoli, libri scientifici pubblicati in tutto il mondo, proficue collaborazioni con i maggior esperti mondiali del vino. E’ l’Indigena World Tour, un progetto partito dalla prima edizione a maggio del festival Indigena a Barolo e Costigliole d’Asti, realizzato grazie alla partnership con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, che mira a promuovere nel mondo la grande ricchezza del nostro Paese: le tante varietà di uve autoctone regionali e i grandi vini che ne derivano. Alcuni sono famosi in ogni angolo del pianeta come la Barbera d’Asti, altri sono ancora tutte da far scoprire. Una vera e propria missione, quella di Ian D’Agata e del Consorzio, sempre a fianco dei produttori, che si articola in giornate di seminari, educational, degustazioni nelle principali città del mondo, alla presenza dei sommelier e degli importatori di punta dei singoli mercati, dei giornalisti e influencer più significativi. Dopo le tappe di Bruxelles a febbraio e di New York a giugno, altri due appuntamenti cruciali: il 23 luglio scorso a San Francisco, città che determina il gusto e la tendenza di acquisto di tutto il mercato della costa ovest degli Stati Uniti e  ieri, il 30 luglio Shanghai, megalopoli di 25 milioni di abitanti e vera e propria porta della Cina, un mercato in cui è vitale che il vino italiano investa per farsi conoscere, e recuperare terreno sulla vicina Francia.

 “Il tour internazionale di promozione della Barbera d’Asti e degli altri vini nobili del Monferrato –  afferma Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato -è proseguito a luglio con altre due capitali mondiali del vino. In sette mesi il Consorzio ha organizzato 14 eventi esteri, raggiungendo città e metropoli importanti per l’export delle denominazioni che tuteliamo, senza contare le numerose altre attività di promozione.  Abbiamo realizzato masterclass e degustazioni, dedicate alla storia e alle ricchezze del territorio vitivinicolo del Monferrato e delle sue produzioni, rivolti a un pubblico influente di professionisti e media. Le ultime due tappe, come alcune delle precedenti, sono state create insieme a uno dei massimi esperti internazionali di vino, Ian D’Agata”.

A guidare la tappa di Indigena a San Francisco, ospitata dal ristorante italiano A16 di Shelley Lingren a Oakland, è stato Jeff Porter, beverage director del Gruppo Bastianich&Batali e responsabile Usa del Progetto Indigena, che per l’occasione ha raccolto un nutrito gruppo di professionisti e colleghi che influenzano i gusti del mercato della costa ovest. “Il format dell’Indigena World Tour e la Bay Area di San Francisco sono un’accoppiata naturalmente vincente.” Ammette Porter,“casa del movimento americano ‘dalla terra alla tavola’, la Bay Area è una connessione tra cibo, vino e cultura che si è allargato a influenzare gli interi Stati Uniti. Il ristorante A16 rappresenta al meglio questa tradizione da quando ha aperto le sue porte nel 2004 ed oggi continua a promuovere la cultura del cibo regionale nell’area con una cucina fortemente ispirata all’Italia. L’abilità di combinare il Progetto Indigena con la professionalità di Shelley Lindgren e dell’A16 è un onore per me e non vediamo l’ora di proseguire questa missione di divulgazione delle varietà autoctone, dei prodotti tipici e tradizionali, ma anche dell’importanza della cura della salute umana e della cultura

La tappa a Shanghai si è svolta allo Shanghailander Wine Cafè, in collaborazione con Grapea Institute, la scuola di vino per professionisti fondata sotto l’ala di Yang Lu, primo Master Sommelier cinese al mondo, che ha accolto con piacere questa nuova manifestazione: “non solo i vini del Piemonte, ma i vini di tutta Italia dovrebbero riuscire a lavorare in sinergia e a condividere le proprie risorse, per riuscire a sfondare e a proporre alla Cina la cultura dei vini Italiani”. Anche qui, infatti, sotto la guida di Ian D’Agata e della sua collaboratrice di lunga data Lingzi He, si è svolta una giornata tematicafatta di seminari, degustazioni e didattica, dedicate a uno dei piú grandi vini autoctoni piemontesi, la Barbera d’Asti e agli altri rossi nobili del Monferrato.

Le altre tappe estere di promozione del 2018

Da inizio anno sono stati 14 i seminari e gli eventi promozionali organizzati all’estero. Un tur mondiale con partner internazionali, che hanno portato in Europa e oltreoceano le produzioni vitivinicole tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Il 26 febbraio scorso a Zurigo, sono stati organizzati tre seminari per far conoscere le principali denominazioni del Monferrato, durante un evento esclusivo nel prestigioso palazzo Zunfthaus zur Zimmerleuten nel cuore finanziario della città elvetica in collaborazione con Vinum, la più diffusa rivista di vino in Europa, leader nei Paesi di lingua tedesca con oltre 87mila copie stampate.  Il Consorzio Barbera d’Asti è stato anche tra i partner dello Slow Wine Tour 2018 negli Usa, per presentare le denominazioni tutelate. La prima tappa il 27 febbraio ad Atlanta (Georgia), il 1° marzo New York, il 5 marzo Houston (Texas) e il 7 marzo San Francisco (California). Ogni tappa ha previsto banchi d’assaggio e incontri con qualificati esperti del settore, mentre la giornata nella Grande Mela ha avuto anche una sezione aperta al pubblico. Un seminario organizzato anche a Chicago (28 marzo) in occasione del Gambero Rosso World Tour 2018, in concomitanza ai ‘Grand Tasting Tre Bicchieri del Gambero Rosso’.

Il 4 marzo 2018, invece, tappa a Bruxelles per il lancio di un’innovativa attività di promozione delle denominazioni tutelate dal Consorzio, in collaborazione con Ian d’Agata (uno dei più influenti scrittori e professori internazionali del vino) e il progetto ‘Indigena’ di Collisioni Vino, per il primo di una serie di nuovi eventi promozionali rivolti agli operatori internazionali di domani (giovani influencer, sommelier, master of wine). Inoltre, il Consorzio ha partecipato al Prowein di Düsseldorf (18-20 marzo 2018).

Un appuntamento interamente dedicato alla promozione della Barbera d’Asti si è svolto il 10 aprile all’Hotel Casa 400 di Amsterdam. Dodici i produttori di Barbera d’Asti Docg presenti per una master class guidata del giornalista ed esperto di vini italiani Fred Nijhuis e rivolta a circa 50 trader olandesi.

A maggio scorso si è svolto il primo festival Indigena nei Castelli di Barolo e Costigliole d’Asti, con il primo corso della nuova Scuola internazionale 3IC dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane, alla formazione e alla specializzazione di professionisti internazionali interessati al vino e ai prodotti del food italiano in un progetto ambizioso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il Consorzio di tutela della Barbera D’Asti e vini del Monferrato e il Progetto Vino di Collisioni. Il 4 giugno, nel solco di quest’ultima esperienza promozionale, prima tappa a New York dell’Indigena World Tour, città chiave per il mercato del vino americano e centro di riferimento per la stampa e i sommelier della costa est. Ad ospitare l’evento, una delle location più “inn” per la cucina e il vino italiani: Il Buco Alimentari & Vineria nel cuore di Noho, quartiere emergente e cool di Manhattan.


Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato capofila di uno studio approfondito, primo nel suo genere, sulle aree di produzione e sulle caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali della Barbera d’Asti

Si chiama Barbera d’Asti 2.0 ed è un inedito studio scientifico, iniziato un anno fa, per approfondire le conoscenze sul mondo Barbera d’Asti, tra i vini più rappresentativi del Piemonte. Si tratta di una nuova e ambiziosa attività di ricerca, avviata dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, insieme all’Università di Torino – Disafa e sostenuta dalla Regione Piemonte. E’ stata presentata ieri al castello di Costigliole d’Asti, dal presidente del Consorzio Filippo Mobrici, dal professor Vincenzo Gerbi del Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino, dal ricercatore dello stesso Dipartimento, Simone Giacosa, dall’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero e dal tecnico viticolo Salvatore Giacoppo.

 L’obiettivo del nuovo progetto è la realizzazione di una ‘mappa sensoriale’ della Barbera d’Asti docg: uno studio che si propone di definire il vasto territorio della denominazione (che si estende per 5300 ettari sulle superfici collinari dei 167 comuni delle province di Asti e Alessandria) collegando in modo puntuale le caratteristiche dei vini Barbera d’Asti alle differenze geologiche e microclimatiche che ne definiscono l’area di produzione.

Lo studio per la creazione di questa inedita ‘mappa’ è partito nel 2017 e si propone di definire i profili sensoriali e le conoscenze chimico-fisiche, per chiarire e valorizzare i profili identitari di ciascun area di produzione, sia in termini di caratteristiche pedoclimatiche, sia della loro impronta sul profilo organolettico. Tecnici esperti e accademici sono partiti dalle zone di produzione con attività di sperimentazione e monitoraggio su vigneti che per altitudine, età delle viti, esposizione e composizione del suolo sono risultati i più rappresentativi della zona di appartenenza. La ricerca tecnico-scientifica che ne è derivata è stata articolata in due fasi: la prima incentrata sull’osservazione e l’analisi in vigna di fattori quali l’andamento climatico (inteso in tutte le sue variabili, come escursione termica e precipitazioni), la struttura del terreno e l’analisi delle uve (tramite la curva di maturazione, nella quale sono analizzati la componente fenolica, il ph, gli zuccheri, l’acidità). In relazione a questa prima fase sono poi state fatte micro-vendemmie e prove di micro-vinificazione, per cui le campionature di uve Barbera d’Asti, prelevate dai vigneti oggetto di analisi, sono state vinificate separatamente secondo lo stesso processo, volto a preservarne l’espressione del varietale e dell’area di provenienza. Un importante elemento, questo, per definire la correlazione tra vigneti e caratteristiche sensoriali, chimiche e fisiche espresse dai vini. La seconda fase della ricerca è stata dedicata a test dei vini attualmente in commercio (82 vini Barbera d’Asti docg vendemmia 2016, 29 della tipologia ‘Superiore’ vendemmia 2015) prelevati da 97 aziende diverse. Il Consorzio, insieme ai suoi associati, hanno raccolto 111 campioni di Barbera d’Asti. Una campionatura significativa e rappresentativa delle tipologie attualmente disponibili, sottoposte a una commissione di degustazione composta da tecnici di cantina e ricercatori dell’Università di Torino.

“I grandi vini del mondo, le più rinomate denominazioni – spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici – sono caratterizzate da aree vocate, i cosiddetti ‘cru’. Anche la Barbera d’Asti ha intrapreso questa strada e con l’avvio di questa nuova ricerca scientifica, mai realizzata prima d’ora, puntiamo ad arrivare alla caratterizzazione delle aree produttive. Con questo studio intendiamo far emergere le diverse tipicità produttive di un’area molto vasta, con caratteristiche uniche e distintive, punto di forza della Barbera d’Asti. Se si pensa al Barolo, ad esempio, sono proprio le diversità di zona la vera ricchezza. Ci aspettano anni di lavoro e impegno – prosegue – per portare a termine il nostro ambizioso progetto, che ci impegnerà per i prossimi anni e che porterà a qualificare ancora di più la regina dei rossi del Piemonte. Oggi abbiamo presentato i primi dodici mesi di attività scientifica e di studio avviata dal Consorzio, grazie al Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino e con il contributo fondamentale della Regione”.

 A distanza di 10 anni dal progetto regionale ‘Increase Barbera’ che contribuì alla riqualificazione della Barbera d’Asti docg – dichiara il professor Vincenzo Gerbi dell’Università degli Studi di Torino, responsabile scientifico del progetto Barbera d’Asti 2.0 – con questa nuova ricerca finanziata dalla Regione Piemonte si vogliono raggiungere nuovi obbiettivi concreti ed acquisire conoscenze scientifiche utili per tutto il comparto produttivo della Barbera d’Asti. Il lavoro ha due pilastri fondamentali, con il primo, operando su una campionatura di oltre cento vini commerciali, si vuole determinare come le diverse caratteristiche chimico- fisiche del vino, quali i caratteri cromatici e la composizione polifenolica, influenzino la qualità organolettica del vino. Con la seconda attività – prosegue –  si vogliono studiare le relazioni tra le caratteristiche delle uve alla raccolta, provenienti da zone diverse, ed i caratteri dei relativi vini prodotti. A tal fine, si sono analizzate in modo approfondito uve provenienti da areali di produzione diversi della Barbera d’Asti, sottoponendole poi ad una vinificazione controllata presso la nostra cantina sperimentale (Centro Bonafous). Valutando i caratteri dei vini sperimentali e le caratteristiche dei vini in commercio, sarà possibile modellizzare le relazioni uve-vino e proporre ai produttori un modello predittivo che, in base alle caratteristiche delle uve, possa decidere il target commerciale a cui destinare il futuro vino”.

 “L’impegno anche economico della Regione Piemonte nella ricerca sulla Barbera d’Asti docg – afferma l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero – è un altro segno concreto della volontà di valorizzare al massimo questo vitigno, che tante soddisfazioni sta portando anche ai produttori. E’ una ricerca impegnativa per l’ampiezza dell’area interessata, 167 comuni dell’Alessandrino e dell’Astigiano, e per la necessaria accuratezza con cui deve essere condotta. Del resto anche la Barbera, come ogni grande vino, ha la sua carta di vocazionalità. Le nostre colline hanno caratteristiche diverse e insieme uniche, sulla base della composizione dei terreni e delle condizioni climatiche e ambientali. Lo stesso vale per gli uomini e le donne che coltivano la Barbera, con le loro storie, tradizioni e vocazioni individuali. Sono convinto che caratterizzare tutto questo aiuterà a sviluppare le azioni più adatte per presentare nel modo migliore le grandi qualità della Barbera, che tanto ha ancora da offrire sui mercati internazionali”.


Dal 23 al 25 giugno e il 2 luglio press tour con il Progetto Vino di Collisioni

Sono sedici i giornalisti, gli scrittori e gli opinion-leader internazionali in visita nel Monferrato, dal 23 al 25 giugno e il 2 luglio, per scoprire le colline del vino e il suo patrimonio di denominazioni e cantine. Sono ospiti del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che, insieme al Progetto Vino di Collisioni diretto da Ian D’Agata, hanno organizzato il press tour, un incoming di esperti internazionali del mondo del vino.

Per il secondo anno consecutivo il Consorzio, in collaborazione con l’Associazione Produttori del Ruchè di Castagnole Monferrato e l’Associazione Produttori del Nizza, hanno attivato il programma dedicato alla promozione dei vini di qualità, all’interno della decima edizione del festival agrirock Collisioni.

Non solo grande musica, letteratura e cinema internazionali protagonisti a Barolo, ma anche le eccellenze del vino del Piemonte trovano un loro spazio di rilievo e prestigio all’interno dell’evento internazionale che porta migliaia di visitatori tra le colline patrimonio Unesco.Nei giorni che precedono il Festival, sono in programma una serie di degustazioni delle eccellenze enologiche del Monferrato, con visite guidate ai vigneti e incontri con i produttori per gli autorevoli ospiti in arrivo. Gli esperti in visita saranno guidati alla scoperta dei ossi e bianchi nobili e dei rispettivi terroir. Una giornata sarà dedicata alla Barbera d’Asti, le altre giornate agli autoctoni, con seminari sulle caratteristiche dei vitigni e a seguire, nelle sale del piano nobile del Castello di Costigliole d’Asti,incontri con produttori partecipanti e  degustazioni.

Dalla Cina arriveranno Bob Miao (blog „Fanzui Tuanzhang“, Financial Times (Chinese version), Sanlian Life Weekly, Weekend Pictorial e Loha Magazine), Patsy Yang (Shangai Daily), Renee Wei (fondatrice brand di education e pr del vino ‘Renee’, free-lance writer del settore), da Singapore Jessica Tan (importer, consulente, scrive per Singapoured). Dagli Usa, Susan Gordon (Forbes), Mikhail Lipyanskiy (www.LipyanskiyPhoto.com, The Cork Report), Annemarie Morse (Food & Wine, Bon Appetit, Ithaca Times, Professor Cornell University), Eric Guido (Morrell Wine, The Robb Report e Bloomberg) e Jeff Porter (Beverage Director Bastianich e Batali Group). Dal Canada Jay Whiteley (Good Food Revolution, Blog jaywhitely.com, educator WSET) e Kurtis Kolt (Wine Enthusiast, James Beard House di New York, Sip Northwest e Decanter di Maclean). Dalla Nuova Zelanda Emma Jenkins (Master of Wine, insegna ai corsi WSET, columnist for the Australian Women’s Weekly -NZ edition, Winestate magazine, The New Zealand Herald) e dal Brasile Bruno Vianna (Presidente Ass. Sommelier del Brasile, contributor e editor di varie riviste). Da Inghilterra, Francia e Italia/Svizzera, nell’ordine Michael Garner (Decanter UK), Eric Riewer (Anthocyanes.fr, speaker radio) e Rocco Lettieri (Il Melograno, Galatea, Welcome, Ticinowine, Giornale del Popolo, La Rivista).

Quest’anno, inoltre,la collaborazione tra Consorzio e Collisioni Vino ha portatoall’inaugurazione della prima edizione di Indigena e del relativo Corso per professionisti, curato da Ian D’Agata,nei castelli di Barolo e Costigliole d’Asti e il lancio dell’Indigena World Tour: una serie di appuntamenti didattici, che hanno portato in giro per il mondo la Barbera d’Asti e i vini nobili del Monferrato, con tappe a Bruxelles e New York e che continuerà nell’estate a Shanghai e San Francisco.

Accogliamo personalità di spicco – spiega il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini de Monferrato, Filippo Mobrici del panorama enologico internazionale, selezionati da Ian D’Agata, stimato professionista con cui collaboriamo da alcuni anni. Le produzioni vitivinicole autoctone del Monferrato tornano ad essere le protagoniste dell’anteprima ‘Wine&Food’ di Collisioni. Si tratta di uno dei più importanti eventi inseriti nel programma speciale che porta giornalisti, esperti e influencer al castello di Costigliole d’Asti, in occasione di uno speciale incoming dedicato ai rossi nobili delle colline del Monferrato. Nei giorni che precedono il Festival musicale di Barolo, li conduciamo alla scoperta della storia delle nostre denominazioni tutelate, dei produttori e dei vigneti, per farli vivere davvero i paesaggi vitivinicoli e il loro patrimonio produttivo”.

“Per me è sempre un piacere – afferma il senior Editor di Vinous e guida del progetto Wine&Food Collisioni, Ian D’Agata – tornare a parlare di Barbera d’Asti, la vera regina dei vini piemontesi, ma anche di tanti altri nobili vini prodotti a partire da uve a torto considerate minori come, fra le altre, il Grignolino, la Freisa, il Ruchè, l’Albarossa, la Malvasia di Schierano e la Malvasia di Casorzo. Il Monferrato vanta una ricchezza in vitigni, vini e territori diversi e sono contento di vedere che tutti in loco hanno preso finalmente coscienza di questo patrimonio che hanno a disposizione, che forse anni addietro non veniva valutato come effettivamente meritasse. Oggi, anche grazie a manifestazioni come Collisioni che da anni crede nei vini del Monferrato, anche vini come il Nizza, il Grignolino d’Asti, il Ruchè di Castagnole Monferrato, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, la Barbera d’Asti stessa e tanti altri ottengono sempre più la giusta visibilità e i riconoscimenti dovuti”.