È ormai tutto pronto per il grande evento che andrà a incoronare i dieci anni dall’ottenimento della DOCG della Barbera d’Asti, denominazione che rappresenta uno dei vitigni principi del nostro bel Piemonte. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha il piacere di invitare tutti i produttori, i professionisti del settore, gli appassionati di vino e festeggiare assieme durante questa suggestiva ed allettante giornata che si terrà Sabato 2 Marzo 2019 nel castello di Costigliole d’Asti (sala degli Stucchi, al secondo piano).

Durante l’evento, che inizierà ufficialmente a partire dalle ore 10.00 con una presentazione condotta dal Presidente del Consorzio Filippo Mobrici sui dati di imbottigliamento relativi all’ultima vendemmia e sul piano di comunicazione 2019, interverranno altri illustri colleghi e professionisti del settore tra cui Nicola Lucifero, Professore di Diritto agrario e Diritto agroalimentare dell’Università di Firenze, che parlerà di vini di qualità e di denominazione di origine, Michele Antonio Fino, Professore Associato di Fondamenti di Diritto europeo e Direttore del Master in Wine Culture Communication and Management dell’Università di Scienze Gastronomiche Pollenzo, che introdurrà un ragionamento circa le prospettive per il disciplinare del futuro, Mario Fregoni, Presidente onorario dell’OIV che affronterà alcune tematiche inerenti l’evoluzione della viticoltura mondiale e delle varietà coltivate, Vincenzo Gerbi, Professore ordinario di Enologia dell’Università di Torino che parlerà di innovazione e tradizione per il progresso delle DO, Giorgio Calabrese, Presidente del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (C.N.S.A.) del Ministero della Salute, che tratterà il vino come elemento liquido parte fondamentale della dieta mediterranea, oltre a importanti presenze istituzionali tra cui: Giorgio Ferrero (Assessore all’ Agricoltura Caccia Pesca Regione Piemonte), Giovanni Borriero (Sindaco del comune di Costigliole d’Asti), Mario Sacco (Presidente Confcooperative Asti), Paolo Cerruti (Direzione Generale Cassa di Risparmio di Bra).

Al termine della giornata avrà luogo, dalle 15.00 alle 17.00, una Degustazione Verticale che comprenderà le annate dei 10 anni della Docg Barbera d’Asti condotta da Ian d’Agata, Senior Editor di Vinous, Giornalista e Direttore Creativo del Progetto Vino & Food, di Indigena e 3iC.


Concluso positivamente l’iter di riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine 100% barbera.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della UE si è concluso il percorso di riconoscimento comunitario del Nizza Docg, che va definitivamente ad aggiungersi alle Denominazioni di Origine tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato.

Un risultato che giunge al termine di un percorso burocratico iniziato nel 2014, quando il Consorzio decise di richiedere il riconoscimento a Denominazione di quella che dal 2008 era una sottozona della Barbera d’Asti. Ed è grazie al suo costante impegno nel promuovere le proprie istanze presso tutte le sedi deputate, che oggi si celebra il riconoscimento definitivo di questa Barbera in purezza, coltivata in 18 comuni del sud astigiano.

“Siamo ovviamente felici di questo riconoscimento – dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato – che consente ai produttori del Nizza Docg di fregiarsi di un marchio di qualità riconosciuto a livello mondiale. L’obiettivo è quello di realizzare una barbera in purezza di qualità, sfruttando la vocazione di questi terreni. Si spiegano così le rigide previsioni del disciplinare, che nel limitare a 70 i quintali di uva per ogni ettaro di vigneto, impone un invecchiamento minimo in botti di legno, che oscilla tra i 18 e i 30 mesi.”.

“È un grande giorno per tutti gli amanti del Nizza – dichiara Gianni Bertolino, Presidente dell’Associazione Produttori – che conferma la qualità del nostro vino. Consapevoli di ciò abbiamo deciso di intraprendere questo lungo percorso, partito nel 2008 con la creazione di un’apposita sottozona nel disciplinare della Barbera d’Asti e concluso oggi, con il riconoscimento a livello comunitario. Il risultato ottenuto premia gli sforzi di tutti i produttori di Nizza Docg e garantisce loro un prodotto di altissima qualità, capace di rappresentare adeguatamente il Monferrato in tutto il mondo”.


Canavese e Monferrato Wine&Food dal 18 – 23 FEBBRAIO 2019 – Ivrea, Vercelli, Asti – PIEMONTE

 

Se Collisioni porta in Piemonte rockstar da tutto il mondo, le stelle attese nel Monferrato e nel Canavese a febbraio sono i grandi cuochi europei, che arriveranno per il nuovo evento in programma dal 18 al 23 Febbraio grazie all’iniziativa del Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese, che, in collaborazione con il Consorzio Barbera D’Asti e Vini del Monferrato e con il Consorzio Riso di Baraggia, sarà protagonista di un nuovo grande evento ideato dal Progetto Wine & Food di Collisioni.

 Si chiamerà Gastronomix.  E come suggerisce il titolo, non si parlerà solo di vino, ma anche  di food e cucina piemontese ed europea, con l’idea di creare vere e proprie “collisioni” culinarie tra chef piemontesi e chef provenienti da tutta Europa, con particolare attenzione agli chef del nord Europa che pochi giorni fa hanno monopolizzato il podio dell’ultima edizione del Bocuse d’Or .

Gastronomix offre una grande opportunità di dialogo tra produttori, chef , sommelier, giornalisti di settore, europei e nazionali. Ognuno nel proprio ruolo contribuisce a promuovere e diffondere la conoscenza delle nostre eccellenze agroalimentari” sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero “Altrettanto fondamentale è il ruolo che svolgono i Consorzi nella promozione e nella tutela della qualità dei prodotti, i vini del Canavese e Monferrato, e il riso di Baraggia Dop, che danno valore aggiunto a tutto il territorio”.

L’evento sarà l’occasione per scambiarsi esperienze, approfondire la cultura del vino e del food, conoscere in profondità i grandi prodotti artigianali italiani,  mescolare tradizioni e, chissà, inventare nuove collaborazioni che possano farci oltrepassare per qualche giorno i confini nazionali. si aprirà nel territorio del Canavese per spostarsi poi ad Asti, tra degustazioni, laboratori food e cene aperte al pubblico a cura di grandi chef europei.

“Una grande occasione di visibilità internazionale per la città di Asti, culla delle tradizioni enogastronomiche piemontesi,  che ospiterà grandi chef da tutta Europa con cene aperte al pubblico” commenta il Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici “Un’iniziativa fatta ai fini di promuovere la grande versatilità gastronomica dei nostri vini autoctoni del Monferrato e del Canavese”. In Canavese siamo davvero felici di avere questa grandissima opportunità, che per noi rappresenta un’iniziativa importante per dare visibilità internazionale al nostro lavoro” prosegue Caterina Andorno, Presidente del Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese. “Un percorso reso possibile dalla collaborazione di tutti i partner dell’evento e dell’Assessorato all’Agricoltura, con il Contributo del PSR Regione Piemonte”.

A guidare la manifestazione, come sempre, Ian D’Agata, direttore creativo del Progetto Wine & Food di Collisioni (nonchè di Indigena, il festival che si tiene annualmente a Barolo e Costigliole D’Asti e direttore scientifico del corso 3iC), che sarà accompagnato da alcuni dei più quotati Chef europei, alcune stelle del nostro territorio, grandi sommelier, giornalisti e influencer da tutta Europa. Si parlerà di Piemonte, con le sue materie prime e la sua tradizione gastronomica in abbinamento ai grandi vini del territorio, ma anche di cucine europee e contaminazioni tra tradizioni gastronomiche diverse.

I PROTAGONISTI

Protagonisti dell’evento saranno i grandi vini del Canavese, del Monferrato e il Riso di Baraggia, unica varietà di riso italiana a vantare la denominazione di origine. L‘Erbaluce di Caluso, grande bianco piemontese,  vino gastronomico e camaleontico per eccellenza capace di abbinarsi a piatti di cucine anche lontane culturalmente; il Carema,  il rosso del Cavanese  (al centro di un recente interesse internazionale per l’uva nebbiolo al di là della zona delle langhe) e i grandi rossi del Monferrato con la loro spiccata vocazione gastronomica (la Barbera d’Asti in primis, il Ruchè, il Grignolino, ma anche le Malvasie, l’Albarossa e l’Albugnano). I tanti professionisti wine&food che ci raggiungeranno dai diversi paesi europei saranno chiamati ad assaggiare le denominazioni piemontesi in abbinamento ai grandi prodotti food della regione.

Saranno con noi nomi importanti come Christopher Haatuft, Chef norvegese fondatore della cucina neo-fjordica dell’esclusivo ristorante LYSVERKET di Bergen, circondato dai fiordi patrimonio UNESCO;  Marianne Lumb, pluripremiata chef inglese, primo posto Harden’s London Restaurant Award e Top Gastronomic Award, che nel suo ristorante a Notting Hill Londra ha soddisfatto star quali Sophie Ellis Bextor, Pink Floyd e Jude Law; la superstar della cucina danese Jeppe Foldager , Medaglia d’argento al Bocuse D’or,  Maximilian Kindel, già vincitore del premio San Pellegrino come miglior emergente nel 2018, ora Chef presso il Ristorante due Stelle Michelin FACIL nel cuore del quartiere storico di Berlino, Mitte; Gunnar Forssell, decano della cucina svedese,  medaglia d’oro presso l’Accademia di Gastronomia di Stoccolma conquistata per lo straordinario contributo alla diffusione della cucina made in Sweden in tutto il mondo. E ancora dalla Svezia, Karl Ljung, vincitore del premio Chef Of The Year, acclamato da pubblico e critica con il suo nuovo ristorante L’AVVENTURA.  L’ungherese Adam Pohner, del prestigioso ristorante KISTUCSOK, che si è distinto in patria guadagnandosi il diritto di rappresentare l’Ungheria alle finali europee del Bocuse D’or. Kristofer Josefsson, Chef acclamato dalla critica nordica, di casa presso il prestigioso WIHELM in Danimarca;  Parteciperà anche lo Chef Joe Barza, presentatore del programma televisivo Top Chef in Medio Oriente, Charlie Tayler, chef londinese di cui si è occupato recentemente il Financial Times,  e promettenti sommeiler quali Priscilla Van der Voort, già Head sommelier del ristorante Wanterproef, presso il “Bund” di The Hague (Paesi Bassi), e ancora tanti chef, giornalisti e sommelier da Polonia, Spagna e Regno Unito.

 All’appuntamento non mancheranno le stelle piemontesi ed italiane, come il Due Stelle Michelin piemontese Gian Piero Vivalda, gli stellati Walter Ferretto de “Il Cascinalenuovo”, che da anni porta avanti una tradizione gastronomica che sa coniugare la grande cucina piemontese, una grande carta di Barbera D’Asti e l’innovazione; Davide Palluda, Chef del ristorante “All’Enoteca” e fondatore del Laboratorio DP. E ancora Andrea Ribaldone, de “l’Osteria l’Arborina” definito da Guida de l’Espresso, “miglior performance dell’anno”. Gabriele Boffa, chef del Relais Sant’Uffizio a Penango, reduce da esperienze in Messico, Francia e Spagna; Arcangelo Dandini, leader riconosciuto della grande Nuova Cucina Romana che rivede i classici della tradizione del Lazio in chiave moderna. E ancora molti giornalisti internazionali del settore come Karsten Thurfjell, Penna D’Oro della Accademia Nazionale di Gastronomia in Svezia; Lars Bjerregaard firma di punta della rinomata rivista danese Gastromand, la francese Anne Reverdy redattrice di Panier de Saison, Bartek Kiezun food editor di KUKBUK e docente di cultura gastronomica italiana in Polonia, Eric Riewer, giornalista con collaborazioni, tra gli altri, con Le Monde, Le Revue du Vin de France e la rivista di enogastronomia Gault & Millau.

 “Con Gastronomix si apre una pagina importante per i nostri produttori” commenta il direttore scientifico Ian D’Agata  “Se infatti il Progetto Vino di Collisioni ha consentito in questi anni l’arrivo sul territorio di centinaia e centinaia di altissimi professionisti del settore vino, negli anni Gastronomix farà lo stesso col food, consentendo una maggiore interazione dei nostri prodotti agricoli e vini d’eccellenza con i più quotati Chef a livello mondiale: appassionarli alla nostra tradizione è la chiave per far arrivare i nostri vini e i nostri prodotti sulle tavole che contano davvero, consentendo così la loro penetrazione nei mercati esteri”.

IL PROGRAMMA

Gastronomix si aprirà il 18 febbraio a Ivrea,  con due giornate dedicate alle denominazioni vinicole del Canavese e al Riso di Baraggia. Sotto la guida di Ian D’Agata, i professionisti potranno approfondire la loro conoscenza dei grandi vini del Canavese in una giornata di masterclass, seminari e degustazioni tenute dal pluri-premiato autore di Native Wine Grapes of Italy, che in estate farà uscire in tutto il mondo la sua nuova grande fatica letteraria: Italy’s Native Wine Grape Terroirs (sempre per la University of California Press) in cui un intero capitolo viene dedicato al terroir dell’Erbaluce (la prima pubblicazione universitaria approfondita su questo argomento in lingua inglese in un libro a a carattere altamente divulgativo e di larga diffusione) e si concentrerà sulla caratteristica versalità del vitigno Erbaluce capace di  dare non  solo grandi vini bianchi, ma anche spumanti Metodo Classico e vini dolci ottenuti con tecnica di appassimento. I partecipanti potranno inoltre degustare alcuni piatti tipici della tradizione canavesana in abbinamento ai vini in occasione della serata di gala il cui menù è firmato da Mariangela Susigan, chef stellato del Ristorante Gardenia di Caluso, in collaborazione con Luciano Tabozzi chef del ristorante al Cantun Del Lago a Candia nel quale si terrà l’evento.  Il giorno seguente sarà di scena il Riso di Baraggia, l’unica Dop italiana del riso, che nasce in un territorio unico per ecosistema e terroir nelle provincie di Biella e Vercelli, con seminari per raccontare le diverse varietà di riso Arborio, Carnaroli e S.Andrea  e le loro caratteristiche, gli usi in cucina e i relativi abbinamenti, a cura del Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese.

Il 20 e il 21 di febbraio l’appuntamento si sposterà nel Monferrato. Qui il programma prevede due giornate  di tavole rotonde e think-tank dove chef, sommelier e giornalisti food&wine avranno l’occasione di presentare il proprio percorso e il proprio lavoro e di scoprire i grandi vini del Monferrato e del Canavese in abbinamento ai grandi prodotti piemontesi, che si terranno presso la suggestiva location del Castello di Costigliole d’Asti, sede del consorzio.  La sera l’evento si sposterà in alcuni locali storici di Asti, grazie alla partnership con L’Associazione Ristoratori e Albergatori Astigiani, per proseguire con attività di educational e Cooking-lab, che vedranno chef del territorio cimentarsi in lezioni e tavole rotonde con gli chef internazionali presso l’Enoteca  La Buta e la adiacente Osteria il Podestà. Al centro dei labortori, delle masterclass e delle cene i grandi vini del Monferrato, con la loro altissima vocazione gastronomica, e la loro versatilità in tavola,  dalla padrona di casa, la Barbera d’Asti, al Grignolino, il Ruchè, l’Albarossa, ma anche l’Albugnano le Malvasie, vini capaci di dialogare con tradizioni gastronomiche anche lontane da quella italiana, come dimostra il loro successo nel mondo.

Infine, nelle serate di Venerdì 22 e Sabato 23 febbraio, sono previste due cene tematiche aperte al pubblico su prenotazione. Venerdì 22 febbraio presso il ristorante L’Angolo del Beato nel centro della città di Asti, Gunnar Forssell, il decano della cucina nordica, e già Chef of the Year nel 2014,  presenterà una cena tradizionale svedese in abbinamento ai grandi vini del Monferrato e del Canavese (costo della cena 60 euro). Mentre Sabato 23 sarà di scena al ristorante stellato Ca’ Vittoria di Tigliole d’Asti, lo Chef inglese Charlie Tayler, di cui ha avuto modo di occuparsi recentemente anche il Financial Times, ora all’esclusivo Ristorante Alyn Williams nel cuore del ricco quartiere di Mayfair a Londra (costo della cena 65 euro). Il prezzo sarà comprensivo di vini grazie alla collaborazione  con Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato  e Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese.

Per info e prenotazioni scrivere a : gastronomix@outlook.it


DAL 23 AL 25 NOVEMBRE TORNA LA PIÙ GRANDE BAGNA CAUDA COLLETTIVA IN CONTEMPORANEA AL MONDO: TRA ASTI, PIEMONTE E IL MONDO SI ACCENDONO OLTRE 15 MILA FUJOT. IL PREMIO TESTA D’AJ SARÀ ASSEGNATO A PADRE ENZO BIANCHI

Sentite nell’aria un certo afrore di aglio? Ci siamo: il 23, 24 e 25 novembre migliaia di bagnacaudisti potranno intonare la canzone “Quel mazzolin di cardi/ che vien dalla campagna/ e bada ben che qui si bagna”.

Il popolare coro montano è stato ironicamente rivisitato da Massimo Ricci, l’artista nicese autore dei bavaglioloni del Bagna Cauda Day 2018, che diventano così la bandiera della festa e saranno dati in omaggio a tutti i commensali.

L’evento dell’ultimo fine settimana di novembre, organizzato dall’Associazione Astigiani, giunto alla sesta edizione, si annuncia con sorprese e novità.

Il Bagna Cauda Day ha nell’Astigiano e in Piemonte il suo storico baricentro ma non mancano adesioni significative sia in Italia che dall’estero. Il BCD è arrivato anche in Russia e in Perù grazie ad astigiani che hanno proposto la partecipazione a rinomati ristoranti italiani e non che vanno ad aggiungersi alla pattuglia internazionale già presente, da Berlino all’Australia.

In Italia una bella storia la racconta Massimo, chef del ristorante Noi di Livorno che, orgoglioso delle origini astigiane, partecipa al BCD con vini piemontesi e olio toscano. Anche l’Associazione Piemontesi a Roma ha voluto far combaciare la sua festa d’autunno con il BCD, celebrando la bagna cauda nel salone d’onore di un prestigioso hotel ristorante sull’Aurelia Antica.

Andiamo con ordine. I numeri sono sempre imponenti: 151 i locali dell’Astigiano, del resto del Piemonte e all’estero che, con più di 15 mila posti a tavola, daranno vita alla più grande bagna cauda collettiva e contemporanea al mondo.

Alla formula vincente (prezzo della bagna cauda fisso a 25 euro dal ristorante stellato alla trattoria, il vino proposto a 10 euro a bottiglia), quest’anno si potrà aggiungere un “finale in gloria con tartufo”.

Molti, nel rispetto della tradizione a conclusione della bagna cauda faranno cuocere un uovo di gallina o di quaglia usando la fiammella direttamente nel fujot, arricchito da una grattatina di tartufo bianco d’Alba. Il prezzo di questa profumata aggiunta potrà andare dai 10 ai 15 euro, in base alle quotazioni dei tartufi.

Restano naturalmente i semafori per indicare il tipo di bagna cauda: rosso per la versione classica come Dio comanda, giallo per l’eretica quella con l’aglio stemperato e verde per l’atea senz’aglio.

 In tutti i locali, ristoranti, cantine storiche la bagna cauda darà diritto ad avere, oltre al bavagliolone d’autore, anche il Vademecum di 80 pagine edito da Astigiani con  ricette, storia e testimonianze. L’edizione 2018 contiene nelle pagine centrali anche un simpatico quiz in 12 domande sul grado di conoscenza storica e gastronomica della bagna cauda.

E Astigiani promuove anche Acciù, la simpatica acciuga portafortuna in stoffa: pezzi unici fatti a mano nei vari formati.

Altra novità di quest’anno è il coinvolgimento delle scuole con l’iniziativa Bagna Cauda alla lavagna.  Le migliori ricerche saranno premiate da Astigiani domenica 25 novembre (ore 17) a palazzo Ottolenghi, nell’ambito della cerimonia di consegna del premio “Testa d’aj” che va ogni anno a chi ha dimostrato di saper andare controcorrente.

La prima edizione fu assegnata nel 2016 allo scrittore Guido Ceronetti. Lo scorso anno il Testa d’aj è andato tra gli altri ad un divertito Antonio Ricci, autore televisivo e “padre” di Striscia la notizia.

Quest’anno riceverà il premio Padre Enzo Bianchi, fondatore e già priore della comunità di Bose che alle sue origini astigiane (è nato a Castelboglione nel 1943) ha dedicato pagine intense raccolte nel volume “Il pane di ieri” dove descrive anche il rito contadino della bagna cauda.

Il Bagna Cauda Day è anche festa social.

Su Facebook ogni giorno arrivano adesioni e commenti e i “mi piace” hanno superato ampiamente quota dodicimila.

Il sito www.bagnacaudaday.it è lo strumento più usato per le prenotazioni che avvengono direttamente nei ristoranti aderenti. Ogni locale ha una sua pagina con indicazioni del tipo di bagna cauda proposta, descrizione del luogo, foto e video.

I bagnacaudisti sono inviati a partecipare al contest su Instagram, sponsorizzato dal Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato con vari hashtag #BagnaCaudaDay2018, #barberadasti, #siamotuttinellabagna, #barberakiss. Ai dieci scatti giudicati più significativi andrà una cantinetta di vini astigiani del Consorzio.

«È un momento importante per l’attività di Astigiani – dicono Piercarlo Grimaldi e Sergio Miravalle, presidente e direttore di Astigiani – la nostra rivista riempie un vuoto di contenuti che nell’Astigiano mancava in promozione del territorio. Abbiamo trovato un elemento che accomuna un territorio e siamo ormai alla sesta edizione. E se è vero che “La tradizione è un’innovazione ben riuscita” ormai possiamo dire che il bagna cauda day è tradizione, con forti elementi di identità per questa terra».

«Una manifestazione importante e il Comune è il vostro alleato da sempre» ricorda Loretta Bologna, assessore al Turismo del Comune di Asti

«Dopo il tartufo è la volta del Bagna Cauda Day, per un novembre all’insegna dei sapori e dei piatti tipici del Piemonte – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato -. Un evento gioioso in linea con la nostra Barbera, un vino molto versatile e abbinabile a molto piatti della tradizione piemontese e nazionale».

 «Siamo molto contenti che nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa si brinderà con l’Asti secco e le altre nostre denominazioni – conclude Romano Dogliotti, presidente del Consorzio dell’Asti docg – Un legame profondo tra le colline del Moscato ed i piatti storici della nostra terra, per un brindisi all’insegna del nostri valori».


Presentata la prima edizione di “Asti Palazzi del Gusto. I Mille Profumi del Monferrato”, evento che si terrà Sabato 17 e domenica 18 novembre organizzato dall’ Assessorato al Turismo del Comune di Asti in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e il Centro Nazionale Studi Tartufo, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, del Consorzio dell’Asti DOCG, dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani, della Confcommercio Asti e della Fondazione Asti Musei. 

I palazzi storici di Asti spalancano le proprie porte ai sapori e ai profumi del Tartufo Bianco d’Alba e dei vini presentati dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e dal Consorzio dell’Asti DOCG.

Un’occasione per approfondire la conoscenza dei prodotti d’eccellenza dell’autunno piemontese attraverso show cooking, analisi sensoriali e wine tasting, ma anche incontri di formazione, un convegno scientifico sul Tuber magnatum Pico e imperdibili opportunità d’acquisto alla mostra mercato del tartufo e, nella giornata di domenica, alla Fiera regionale del Tartufo.


IL RESOCONTO DEL PRESIDENTE DEL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO IN ATTESA DEI DATI UFFICIALI DI PRODUZIONE

A poche settimane dalla conclusione della vendemmia 2018 sulle colline del Monferrato, area che conta oltre 11 mila ettari di vigneto e 13 denominazioni tutelate, il Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici, condivide un primo bilancio sulla vendemmia 2018:

Sebbene l’annata 2018 sia stata piuttosto complessa, la vendemmia 2018 è trascrivibile negli annali con una valutazione che va dal buono all’ottimo – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato – Il 2018 è stato un anno che ricorderemo per il suo andamento climatico ricco di piogge. Sia l’inverno che la primavera infatti sono state caratterizzate da temperature miti e abbondanti precipitazioni. Basti pensare che solo nel mese di maggio abbiamo contato oltre 18 giorni di pioggia. Se da un lato questi fenomeni hanno permesso di ripristinare le riserve idriche, provate dalla siccità del 2017, e hanno favorito un veloce sviluppo vegetativo, dall’altro hanno richiesto ingenti risorse per la gestione del verde e dei trattamenti fitosanitari volti al controllo di malattie come peronospora e oidio. Anche l’estate è stata decisamente umida e ricca di precipitazioni portando a un’alta fertilità delle viti e alla necessità di diradamenti. Risolutivo per il buon esito della vendemmia è stato l’andamento climatico di settembre. Le giornate calde, terse e ventilate unite alla buona escursione termica tra giorno e notte verificatesi in questo mese sono state fondamentali per la raccolta di uve mature, sane e con un buon accumulo di zuccheri e componenti fenoliche.

L’epoca vendemmiale – aggiunge – è iniziata con circa 2 settimane di ritardo rispetto alla siccitosa 2017 ma nella norma se paragonata ad annate normali. La raccolta è iniziata infatti ai primi di settembre per le uve a bacca bianca (moscato) e per il brachetto. Verso metà settembre si è proseguito con la vendemmia del cortese, del dolcetto e del grignolino mentre si è dovuto attendere la fine del mese di settembre per iniziare con la barbera e il ruchè andando a concludere nel mese di ottobre con la freisa, l’albarossa e i nebbioli (destinati alla produzione di Terre Alfieri DOC e Albugnano DOC). 

L’annata 2018 si è rivelata particolarmente promettente per tutti i nostri vitigni autoctoni ed in particolare per la barbera che prevediamo darà vini caratterizzati da grande eleganza dove acidità e gradazione alcolica lasceranno spazio a equilibrio e finezza. Ciò grazie a un attento e paziente lavoro in vigna, fattore fondamentale per il raggiungimento di alti standard qualitativi in annate come la 2018, contrassegnate da precipitazioni frequenti. Chi ha svolto accurate selezioni in vigna e ha saputo attendere il momento giusto per raccogliere le uve verrà ricompensato con vini eccellenti.
Dal punto di vista quantitativo l’annata è stata regolare. Nel 2018 infatti le vigne non hanno sofferto né la siccità né le gelate fuori stagione che ci hanno colpito nel 2017 rispetto al quale si stima un incremento della produzione del 15% al 20%, dati che vedremmo confermati dalla reportistica ufficiale che divulgheremo nel mese di gennaio
.”


Il meglio del “Made in Italy” a tavola per Golosaria a Milano. Barbera d’Asti e vini del Monferrato immancabili tra le eccellenze enogastronomiche

Il Consorzio Barbera d’Asti sarà tra i protagonisti della tredicesima edizione di Golosaria Milano, che si terrà negli spazi del Mico Milano Congressi dall’27 e 29 ottobre per presentare l’eccellenza vinicola del Monferrato all’interno del tema portante dell’evento: “il buono che fa bene”, ovvero cibo non solo come nutrimento ma anche come risorsa sostenibile per il sistema territoriale italiano e come dimostrazione di vitalità della nostra terra.

Il Consorzio accoglierà i visitatori in uno spazio adibito ad enoteca per presentare il meglio della produzione vitivinicola del territorio e sarà presente durante i tre giorni di evento con un ricco programma di degustazioni guidate da Paolo Massobrio e Marco Gatti, che permetteranno di approfondire le caratteristiche delle produzioni enologiche del Monferrato; tra questi appuntamenti si terrà una speciale degustazione degli Oscar e Menzioni Speciali premiate alla Douja d’Or in collaborazione con la Camera di Commercio di Asti.

“Milano è sicuramente una delle piazze con più fermento per il mercato enologico – è il commento del presidente del Consorzio Filippo Mobrici –A questo appuntamento è immancabile la presenza sia della Barbera d’Asti che dei vini del Monferrato che da sempre arricchiscono l’offerta per il pubblico milanese che è sempre più curioso e attento alla qualità di quello che consuma”

 

Ufficio Stampa Consorzio Barbera d’Asti

ufficiostampa@viniastimonferrato.it – 0141/324368


Il vitigno Barbera in costante crescita di riconoscimenti per i rossi.

Sono undici i Tre Bicchieri assegnati quest’anno alla Barbera da Gambero Rosso, ognuno merito del vitigno che nel territorio del Monferrato riesce ad esprimere tutto il suo potenziale qualitativo. Quattro volte campione Tre Bicchieri la Barbera d’Asti docg, denominazione che con 22 milioni di bottiglie rappresenta la produzione enologica del Piemonte, tre Barbera del Monferrato doc e altre quattro volte è stato premiato il Nizza, punta di diamante di un territorio vocato per la coltivazione del vitigno Barbera che con questa docg dimostra tutta la sua forza. Medaglia anche per due etichette d’eccezione denominate Piemonte doc: Moscato Passito e Pinot Nero. Nella scorsa edizione erano state sei le etichette tutelate dal Consorzio tra i premiati.

Queste le etichette premiate:

Coppo (Canelli AT) – L’Avvocata 2017 – Barbera d’Asti docg

Luigi Spertino (Mombercelli AT) – La Mandorla 2016 – Barbera d’Asti docg

Montalbera (Castagnole M.to AT) – Nuda 2015 – Barbera d’Asti docg

Pico Maccario (Mombaruzzo AT) – Lavignone 2017 – Barbera d’Asti docg

Borgo Isolabella (Loazzolo AT) – Augusta 2014 – Nizza docg

Michele Chiarlo (Calamandrana AT) – La Court 2015 – Nizza docg Riserva

Roberto Ferraris (Agliano Terme AT) – 2015 – Nizza docg

Tenuta Olim Bauda (Incisa Scapaccino AT) – 2015 – Nizza docg

Castello di Uviglie (Rosignano M.to AL) – Barbera del Monferrato doc

Facchino (Rocca Grimalda AL) – Barbera del Monferrato doc

Accornero (Vignale M.to AL) – Barbera del Monferrato doc

Vite Colte (Barolo CN) – La Bella Estate 2016 – Piemonte Moscato Passito

Cascina Pastori (Bubbio AT) – Apertura 2015 – Piemonte Pinot Nero


Nasce nel Monferrato la tipologia Monferrato doc Nebbiolo

Il Comitato Vitivinicolo Nazionale ha approvato questa mattina il testo del disciplinare di produzione della nuova Denominazione di Origine monferrina: la neonata Monferrato doc Nebbiolo riunisce 231 comuni nelle province di Asti e Alessandria.

600 sono gli ettari potenzialmente destinabili a Monferrato doc Nebbiolo e oltre 500 le aziende interessate da questa possibilità legislativa.

Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato commenta così la notizia:
“E’ stato un lavoro di squadra complesso, un iter che ha coinvolto diversi attori della filiera e siamo orgogliosi del riconoscimento della qualità del Nebbiolo monferrino. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato fiducia: il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Barbera d’Asti, le associazioni di categoria, la Regione Piemonte, il Comitato Vitivinicolo Nazionale e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che ha accolto la richiesta”

Le analisi di laboratorio evidenziano parametri analitici di grande qualità per questo vitigno ben noto in Piemonte, ora è possibile dargli un nome e un cognome: un Nebbiolo prodotto nel Monferrato.

Prosegue Mobrici, anche presidente del consorzio Piemonte Land of Perfection:
“Un altro tassello che aggiungiamo al lavoro di riconoscimento del brand ‘Monferrato’ nella speranza di poter dare maggiori opportunità ai viticoltori anche dal punto di vista della valorizzazione economica. Dovrà essere un prodotto di eccellenza essendoci tutte le premesse per l’elevazione della qualità” Diamo forza e valore non solo al Monferrato ma a tutto il Piemonte vitivinicolo”


Il ristorante creato dal Consorzio Barbera d’Asti fa il pieno di visitatori durante la Douja d’Or 2018

A Palazzo Alfieri grande successo per la Douja del Monferrato, il ”ristorantino leggero” allestito per l’occasione dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in sinergia con l’AFP Colline Astigiane. Dal 7 al 16 settembre sono stati serviti 4000 calici e 3800 piatti salati e dolci, con la collaborazione dei ragazzi della Scuola Alberghiera e dei Sommelier AIS per un servizio d’eccellenza. Tanti i turisti accorsi per le vie del centro a conoscere e degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio e le denominazioni tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti anche allo stand di Piemonte Land of Perfection in Piazza San Secondo e presenti alla rassegna “Piatto e Dolce d’Autore” in Via Asinari con i rossi selezionati per l’abbinamento alle preparazioni degli chef della provincia in collaborazione con l’Associazione Albergatori e Ristoratori di Asti.

Dieci giorni di Douja per assaporare i sapori e il folklore di Asti e del Monferrato, rassegna che oltre a premiare i migliori vini d’Italia con il Salone nazionale di Vini Selezionati, colora il centro storico di Asti con specialità gastronomiche, percorsi di degustazione nei palazzi storici, sfilate con i costumi tradizionali dell’Asti medievale e soprattutto, i nobili vini del Monferrato.

Il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici:

“l’edizione di quest’anno si è svolta nel segno del rinnovamento, voluto fortemente per dare nuovi stimoli alla città e al turismo, mettendo in sinergia gli enti ma anche i commercianti e gli istituti formativi. Questo successo è stato realizzato anche grazie alla Camera di Commercio di Asti nella persona del presidente Goria e del Sindaco Maurizio Rasero che hanno creduto nella nostra visione e hanno supportato queste attività”

Il presidente dell’AFP Colline Astigiane Dino Aluffi:

“Per i nostri ragazzi è stata un’esperienza formativa di prima scelta, mettendosi in gioco in prima persona e dimostrando la professionalità che gli viene trasmessa tra i banchi, sia al Piatto d’Autore che durante la Douja del Monferrato a Palazzo Alfieri”