Al principale evento enoico autunnale la Barbera d’Asti e i vini del Monferrato mietono consensi tra gli operatori e la stampa di settore.

A Merano per raccontare il Monferrato e i suoi vini, per comunicare risorse e prodotti di un territorio unico al mondo. Questo il messaggio lanciato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato in merito alla partecipazione al Merano Wine Festival, manifestazione di ricaduta mondiale dedicata alle eccellenze di tutto il comparto enogastronomico.

Cinque giorni, da venerdì 8 a martedì 12 novembre, durante i quali centinaia di cantine e artigiani del gusto hanno dato vita a un vero e proprio think-tank che ha coinvolto operatori, opinion leader, professionisti e consumatori. Un contesto nel quale non poteva mancare il Consorzio, che con le sue 13 denominazioni tutelate (3 Docg e 10 Doc) incarna la parte unitaria e organizzativa di tutto il Monferrato del vino.

Una presenza che testimonia la volontà di rappresentare e comunicare tutto il territorio in termini di qualità e immagine. Il Consorzio è stato infatti primo attore di alcuni importanti momenti in programma, a cominciare dal banco di assaggio dei Vini Buoni d’Italia con le Docg Barbera d’Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato e le Doc Albugnano, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Piemonte Albarossa e Terre Alfieri.

Nel calendario del Merano Wine Festival, il territorio piemontese è stato protagonista al momento di confronto fra giovani produttori vinicoli provenienti dal Monferrato e dalla Sardegna, organizzato negli spazi destinati al progetto Let’s Talk di Nuoro: una sinergia strategica che ha messo in contatto due regioni anche attraverso una degustazione di Barbera d’Asti e Cannonau. Importante la masterclass su Barbera d’Asti e Barbera d’Asti Superiore, degustazione in abbinamento ad alcuni piatti tipici del territorio preparati dagli chef Gino Minacapilli e Roberto Ottone. Una formula, quella basata sull’abbinamento cibo-vino, replicata anche per le altre etichette promozionate dal Consorzio. Focus particolare dedicato ai vini rosati, con una degustazione di etichette ottenute da uve autoctone, le quali rappresentano un prezioso valore aggiunto in ogni loro espressione.

 «Una manifestazione di massimo livello e grande eleganza che raduna il gotha del mondo del vino – dice Filippo Mobrici, Presidente Consorzio Barbera d’Asti e Vini del MonferratoEssere stati tra i protagonisti del Merano Wine Festival significa per noi consacrare un percorso che dura da anni, orientato a valorizzare e promuovere il Monferrato e i suoi vini. Per la prima volta la Barbera d’Asti è andata sulle tavole della cena di gala del festival, mentre le nostre etichette hanno registrato apprezzamenti importanti e trasversali, tanto dagli appassionati quanto dagli operatori qualificati, gratificando il nostro lavoro e portandoci a guardare avanti con fiducia».


Minore quantità e maggiore qualità, questi i tratti distintivi della raccolta sulle colline del Monferrato.

Uve sane e mature quelle raccolte durante la vendemmia, che lasciano intravedere un grande potenziale evolutivo per la Barbera d’Asti Docg 2019.
A fronte di una sostanziale riduzione della produzione (-15% circa) l’uva raccolta su tutto il territorio della Denominazione è caratterizzata da invidiabili parametri analitici. Un’estate non particolarmente torrida e siccitosa ha favorito poi la corretta maturazione tecnologica e fenologica, a tutto beneficio del corpo e del profilo organolettico della futura Barbera d’Asti.
L’attesa è dunque iniziata. A partire dal prossimo anno milioni di wine lovers italiani ed internazionali potranno degustare una Barbera d’Asti che si annuncia ricca, strutturata e dotata di un grande equilibrio e nerbo acido. Sono questi i tratti distintivi della Barbera d’Asti, gustosa se bevuta giovane, ma al contempo complessa se lasciata affinare, alla pari dei più grandi vini internazionali.
La grande duttilità di questo vitigno rende possibili tante interpretazioni enologiche tra loro diverse, che dal Piemonte Doc Barbera giungono fino al Nizza Docg, passando per la Barbera d’Asti Docg, punto di equilibrio tra bevibilità e struttura.
“Siamo quasi giunti al termine di una vendemmia contraddistinta dalla qualità. Grazie ad un andamento climatico favorevole e al costante impegno dei nostri viticoltori in vigna, le uve oggi raccolte si presentano sane e perfettamente mature” dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato. “Un plauso va senza dubbio ai nostri viticoltori, il cui costante impegno in vigna ha senza dubbio contribuito ad accrescere la qualità della Barbera d’Asti, ormai entrata a pieno titolo nell’olimpo dei grandi vini italiani”.

Il 15 settembre AISLA, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, celebrerà in 150 piazze di tutta Italia la XII Giornata nazionale sulla SLA: 300 volontari, con 15.000 di bottiglie di vino Barbera d’Asti DOCG raccoglieranno fondi per l’assistenza delle persone colpite dalla malattia. 

Nella notte tra il 14 e il 15 settembre molti monumenti italiani saranno illuminati di verde, il colore di AISLA.

150 piazze, 300 volontari e 15.000 di bottiglie di vino Barbera d’Asti DOCG per raccogliere fondi a favore dell’assistenza delle oltre 6.000 persone con SLA in Italia: è la Giornata Nazionale sulla SLA, #GN19, promossa da AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, domenica 15 settembre.

L’iniziativa nelle 150 piazze italiane si chiama “Un contributo versato con gusto”: con un’offerta di 10€ sarà infatti possibile ricevere una delle 15.000 bottiglie di vino Barbera d’Asti DOCG, disponibili grazie al sostegno di Regione Piemonte, del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dell’Unione Industriale della Provincia di Asti e di DMO Piemonte Marketing.

Per il secondo anno, Fondazione Mediolanum Onlus sarà al fianco di AISLA per sostenere “Baobab”, il progetto dell’associazione, avviato nel 2018 e dedicato ai figli piccoli e adolescenti di persone con SLA, finalizzato a indagare l’impatto psicologico della malattia sui più piccoli e ad aiutarli con percorsi di psicoterapia.

Inoltre, grazie al patrocinio di ANCI, Associazione Italiana Comuni Italiani, nella notte tra sabato 14 e domenica 15 settembre decine di monumenti italiani, si illumineranno di luce verde, il colore di AISLA. L’elenco delle piazze protagoniste della Giornata Nazionale sulla SLA e dei Comuni con i monumenti illuminati è consultabile sul sito https://www.aisla.it/xii-giornata-nazionale/ e sarà costantemente aggiornato. Nel 2018 oltre cento città hanno illuminato di verde i loro monumenti: tra questi il Tempio di Atena a Paestum, la Reggia di Caserta, la fontana di Piazza De Ferrari a Genova, la Loggia dei Lanzi a Firenze,…

Massimo Mauro, presidente di AISLA, osserva: “Vogliamo gettare luce sulla SLA, scendere nelle strade e nelle piazze per farla conoscere, cercare il sostegno della gente e aiutare le persone che ne sono colpite. Grazie alla Giornata Nazionale abbiamo potuto sostenere negli anni tante famiglie italiane e la ricerca scientifica su questa patologia che rappresenta la prima speranza per vincere la sfida più grande: la scoperta di una cura”

La raccolta fondi

I fondi raccolti saranno utilizzati da AISLA, presente sul territorio italiano con 64 rappresentanze territoriali e 300 volontari in 19 regioni, per sostenere l’Operazione Sollievo, progetto che consiste nell’aiutare gratuitamente i malati di SLA con aiuti concreti come contributi economici per le famiglie in difficoltà che hanno bisogno di un’assistente famigliare e di strumenti per l’assistenza (letti speciali, comunicatori) e consulenze psicologiche legali e fiscali.

Con l’Operazione Sollievo, avviata nel 2013, AISLA ha destinato oltre 650.000 euro raccolti grazie alle donazioni della Giornata Nazionale e grazie ai quali è stato possibile aiutare circa 400 persone, attraverso aiuti economici e consulenze gratuite. Inoltre AISLA ha sostenuto lidi attrezzati per ospitare le persone con SLA in Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, che hanno consentito a più di 1.000 famiglie di potersi godere le vacanze al mare.

 Fondazione Mediolanum e il progetto Baobab

Anche quest’anno Fondazione Mediolanum Onlus sosterrà il progetto “Baobab” di AISLA che per la prima volta al mondo sta indagando, attraverso uno studio scientifico, difficoltà, stati d’animo, paure ed emozioni di bambini e adolescenti, figli di persone con SLA, con l’obiettivo di aiutarli con percorsi di psicoterapia.

Fondazione Mediolanum Onlus, dopo aver reso possibile l’avvio del progetto con 100.000 euro nel 2018, lo sosterrà anche quest’anno con una somma pari a quella che AISLA raccoglierà nelle piazze, fino a un massimo di 100.000 euro.

Lo studio scientifico, che sta coinvolgendo 46 bambini e adolescenti, è portato avanti dal GIP-SLA, il Gruppo Italiano Psicologia SLA che si è costituito nel 2012 all’interno di AISLA, in collaborazione con i professori della Scuola di Psicologia dell’Università di Padova.

 


Il Consorzio Barbera d’Asti è partner della prestigiosa guida in occasione delle degustazioni in cui si eleggono le eccellenze enologiche italiane.

Nella splendida cittadina di Orosei (NU) il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato lega il suo nome a quello della Guida Vini Buoni d’Italia, edita dal Touring Club Italia. Un sodalizio che nasce dall’attenzione che la guida pone nei confronti delle produzioni autoctone come la Barbera, il Ruchè di Castagnole Monferrato, la Freisa e il Grignolino, vitigni alla base delle denominazioni tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Oltre alla sua presenza su tutto il materiale promozionale legato all’iniziativa organizzata dalla CCIAA di Nuoro, il Consorzio si è assicurato uno spazio esclusivo durante il Grand Tasting del 28 luglio, un evento rivolto al pubblico che permetterà di attraversare l’intera penisola, scoprendo le migliori produzioni autoctone d’Italia. Qui il Consorzio gestirà un’enoteca, con cui far conoscere il proprio territorio e degustare i suoi vini.

La partnership continuerà poi durante la 28° edizione del Merano Wine Festival (8-12 novembre), la più importante rassegna enologica autunnale in Italia. All’interno dell’Open Space allestito dalla CCIAA di Nuoro davanti all’ingresso principale del Kurhaus, il Consorzio avrà la possibilità di promuovere le denominazioni tutelate, coinvolgendo i tanti operatori e giornalisti attesi da tutta Europa. Sarà questa la sede dove si terrà la B’Week19, evento che dal 29 novembre al 01 dicembre trasformerà Nuoro in un grande banco di degustazione ed approfondimento dedicato ai wine lover.

Anche qui il Consorzio Barbera d’Asti sarà presente con i propri vini, per continuare quel percorso di sensibilizzazione del pubblico sardo, fiero e genuino come tutti i vini del Monferrato. Durante l’evento si svolgerà anche il seminario ‘Barbera: quando l’unione è la vera forza’ dove il Presidente del Consorzio, Filippo Mobrici, illustrerà i tratti distintivi della Denominazione astigiana.

Inoltre, sempre attento al proprio territorio, il Consorzio sarà presente a Ricaldone dal 26 al 28 luglio, per la 25°edizione de ’L’Isola in Collina’, iniziativa che lega musica ed enogastronomia di qualità. All’interno di una grande enoteca, gli ospiti potranno degustare la Barbera d’Asti e le altre grandi Denominazioni dell’astigiano, in una serata improntata alla qualità tout-court.

Da sempre la guida Vini Buoni d’Italia rappresenta il punto di riferimento per chi, come noi, fa del proprio legame con il territorio d’origine un motivo di vanto – dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato-. Per questo abbiamo accolto il loro invito ad essere presenti in occasione delle finali nazionali, articolando un programma che assieme alla CCIAA di Nuoro ci porterà anche ad essere presenti al Merano Wine Festival. Momenti importanti, che assieme alle tante iniziative locali che sosteniamo, sono finalizzati a divulgare la nuova identità della Barbera d’Asti, i cui capisaldi sono rappresentati da concetti quali longevità e versatilità”.


Autorevoli firme del giornalismo europeo apprendono i segreti della Barbera d’Asti dal prestigioso inviato di Jancis Robinson

Costigliole d’Asti, 26 giugno – Si è appena concluso “Discovering Monferrato wine treasures”, educational tour organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e rivolto ad un selezionato panel di giornalisti provenienti da Danimarca, Svezia, Olanda, Polonia, Finlandia ed UK.

L’iniziativa si colloca all’interno del cartellone di eventi programmato per celebrare il decimo anniversario del riconoscimento della Docg e rivolto ai mercati esteri di riferimento del vino simbolo del Monferrato. A fronte di una quota export pari a circa la metà del prodotto imbottigliato, lo sforzo del Consorzio è quello di affermare la longevità della Barbera d’Asti, vino spesso associato esclusivamente ad un consumo giovane. La qualità degli attuali processi agronomici ed enologici unita al nerbo acido che la contraddistingue, rendono invece la Barbera d’Asti un vino capace di invecchiare sapientemente, alla pari delle più importanti Denominazioni italiane.

Sotto l’attenta guida del Consorzio, i rappresentanti di riviste quali Fyens, Livets Goda, Perswijn, Viini e Wino hanno partecipato a due seminari dedicati alla Barbera d’Asti ed al Nizza, il cui recente riconoscimento ufficiale da parte della Comunità Europea ha portato a 17 le Docg in Piemonte, di cui ben tre tutelate dal Consorzio astigiano (Barbera d’Asti, Nizza e Ruchè di Castagnole Monferrato). A guidarli Walter Speller, Italian Editor di jancisrobinson.com e profondo conoscitore del vino piemontese.

Ad arricchire il programma delle selezionate visite aziendali, che hanno consentito agli ospiti di calarsi appieno nel Monferrato, vivendone non soltanto le singole realtà produttive ma anche l’intero paesaggio, in cui la vite domina i fianchi meglio esposti delle colline. Alle prestigiose cene il compito di mostrare la grande versatilità della Barbera d’Asti, da più parti definita “the ultimate food wine”, per la sua capacità di abbinarsi tanto ai piatti della tradizione piemontese quanto ad esperienze culinarie alternative, tra cui sicuramente spiccano quelle europee.

Continua la promozione con i paesi europei, mercati cruciali per le Denominazioni da noi tutelate – dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato -. Siamo certi che la presenza di autorevoli rappresentanti della stampa sia fondamentale, per offrire ai wine lover di questi paesi un racconto capace di descrivere la bellezza del Monferrato e la qualità dei nostri vini”.


Via libera dal Mipaaft alla Unità Geografica Aggiuntiva “Marengo” ed a nuove tipologie con indicazione di vitigno.

Il Comitato Nazionale Vini Dop Igp ha accolto le modifiche al Disciplinare di produzione del Piemonte Doc proposte dal Consorzio della Barbera d’Asti. La principale novità riguarda l’introduzione della Unità Geografica Aggiuntiva Marengo’ sulle tipologie Cortese frizzante e Cortese spumante.

Tale menzione prende origine dall’area riconducibile al Dipartimento Marengo, vasto ed omogeneo comprensorio collinare del Piemonte meridionale, organizzato attorno all’omonima cittadina. Creato agli inizi del XIX secolo, esso fu una provincia del Primo Impero francese, creato, alla pari degli altri dipartimenti francesi in Italia, in seguito all’annessione della Repubblica Subalpina. Celebre è la battaglia che si svolse nelle sue pianure, durante cui le truppe napoleoniche sconfissero l’esercito austriaco.

Il Comitato ha inoltre riconosciuto le seguenti tipologie Viognier, Pinot Grigio, Riesling, Cabernet, Cabernet Franc, a cui si aggiungono il Bussanello e Croatina. Queste ultime due traggono origine da vitigni autoctoni. Il primo fu ottenuto alla fine degli anni Trenta dal Prof. Dalmasso grazie all’incrocio tra Riesling italico e Furmint, e dà origine a vini con buona struttura ed acidità, che presentano aromi floreali e fruttati fini ma al contempo intensi. Dalla Croatina, largamente diffusa nella regione e base enologica del Cisterna Doc, si ottengono vini con ottime caratteristiche organolettiche, piacevoli, adatti anche ad un consumo più quotidiano.

A sua volta il Cortese trova spazio nelle colline del Piemonte meridionale, con particolare riferimento alla provincia di Alessandria. Spesso vinificato fermo, è possibile trovarlo anche in versione frizzante o spumante, ottenute grazie al metodo Martinotti. Ampiamente utilizzato per la produzione di vini spumanti, questo metodo, che prevede l’uso di un’autoclave per la seconda fermentazione, fu inventato nel 1895 secolo presso l’istituto sperimentale di Asti.

A questo si aggiunge anche la facoltà di indicare il doppio vitigno su tutte le varietà già presenti nel Disciplinare alla data di approvazione, nonché la tipologia Albarossa Spumante Rosato.

Un insieme di modifiche che arricchiscono ancor di più la Denominazione Piemonte, nata nel 1994 per tutelare il nome di una delle più importanti regioni vitivinicole italiane. Con essa l’intera filiera piemontese decise di sottrarre un così importante nome al sistema dei vini con Indicazione Geografica, collegandolo invece al complesso delle Denominazioni di Origine.“Siamo soddisfatti che il Comitato Nazionale Vini Dop Igp abbia accolto le nostre richieste – dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato –. Eravamo certi che le peculiari caratteristiche del Cortese vinificato nelle colline attorno a Marengo fossero tali da poter essere riconosciute da una Unità Geografica Aggiuntiva. Questo peraltro rappresenta solo il primo passo verso un futuro utilizzo in etichetta del solo nome Marengo, a tutto beneficio di quel marketing territoriale a cui nessun vino può rinunciare, specialmente se, come è il caso del Cortese, ti rivolgi ai mercati internazionali. Il nostro auspicio – conclude Mobrici – è che la produzione di Marengo cresca fino a raggiungere il suo vero potenziale, che noi stimiamo in circa 3 milioni di bottiglie


IL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO LANCIA UN PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI DOCUMENTARI SUI VINI ECCELLENTI DEL TERRITORIO E I LORO PAESAGGI AFFIDATO A VIDEOMAKER INTERNAZIONALI IN SINERGIA CON ASSOPIEMONTE DOP E IGP NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA EUROPEO DI E4QUALITY.

Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, da sempre impegnato nella promozione all’estero dei grandi vini e dei paesaggi vitivinicoli del Monferrato, patrimonio Unesco, ha lavorato negli ultimi mesi a un nuovo ambizioso progetto che vedrà arrivare in Monferrato e nelle montagne d’origine dei formaggi Dop piemontesi dal 28 al 31 di maggio oltre 20 giovani videomaker provenienti da Svezia, Danimarca, Germania e Italia.

Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione del Consorzio con alcune delle più prestigiose scuole di cinema a livello europeo e con giovani videomaker e youtuber emergenti selezionati per l’occasione.

“L’idea di partenza era semplice,” commenta il Presidente del Consorzio Filippo Mobrici, “normalmente per promuovere i nostri grandi vini e i loro territori, realizziamo video promozionali in Italia con la speranza che questi vengano poi visionati in rete da un pubblico straniero. Ma questa volta ci siamo chiesti: e se a realizzare questi video destinati a importanti mercati europei fossero giovani talenti proprio di quei paesi, che invitiamo in Monferrato e nelle montagne dei formaggi piemontesi, al fine di fare raccontare a loro i paesaggi, le produzioni, le cantine, i caseifici e i produttori protagonisti di queste eccellenze?  Era un esperimento davvero interessante, portarli alla scoperta della nostra terra, lasciare liberi di osservare e creare i loro video, e capire così come un danese o un tedesco vede il Monferrato, le colline, le cantine e i vigneti piemontesi. Con uno sguardo diverso, vergine e originale, che sarà poi quello del consumatore potenziale straniero a cui vogliamo rivolgere la nostra promozione”.

Un progetto a cavallo tra promozione del comparto enogastronomico ed enoturistico del Piemonte e le politiche giovanili, che dimostra ancora una volta come agricoltura, turismo e attività di incentivo alla creatività e al talento giovanile possano convivere e prendere un respiro internazionale ed europeo, tra tradizione e innovazione, lavoro millenario dell’agricoltura, cultura digitale e nuovi linguaggi di comunicazione e condivisione delle nuove generazioni.

I giovani video-maker coinvolti dai diversi paesi hanno accettato la sfida di affrontare una full-immersion nel Piemonte dell’agricoltura e delle eccellenze enogastronomiche per raccontare il proprio viaggio dalle loro città di origine, nel nord Europa, fino alle cantine e ai vigneti del Monferrato, del Barbera d’Asti e del Ruchè, passando dai pascoli, alle stalle, ai laboratori di produzione nelle montagne del Castelmagno e della Toma piemontese Dop; vacche piemontesi e droni, vigne con il loro lento lavoro quotidiano e telecamere di ultima generazione.

I protagonisti del contest, accompagnati da tutor locali, dovranno creare veri e propri racconti, in stile youtube, nella loro lingua madre per raccontare ciò che vedono, e poi condividerlo con un pubblico di loro connazionali. Viaggeranno così, telecamere in spalla per vigne e valli montane, dando risalto a ciò che trovano unico e interessante di questo mondo per loro sconosciuto e nuovo. Intervisteranno i produttori del Barbera d’Asti e del Ruchè, visiteranno paesini e ristoranti di cucina tipica per scoprire gli abbinamenti con i nostri grandi rossi autoctoni.

Al termine delle giornate di riprese, di storyboard e lavoro sulla sceneggiatura, tutti i giovani videomaker si ritroveranno presso il Castello di Costigliole d’Asti, sede del Consorzio, dove sarà allestita per il progetto una vera e propria sala montaggio, dove potranno completare i documentari che verranno poi presentati al pubblico e alla giuria istituita per l’occasione, durante la sera del 31 maggio in occasione di un rinfresco a base di prodotti tipici del Monferrato. I tre lavori migliori lavori verranno premiati da una giuria composta da autori, videomaker e produttori.  In seguito i materiali verranno pubblicati sui canali Youtube dei videomaker stessi e delle scuole europee coinvolte, oltre ad essere presentati durante le missioni estere che il Consorzio ha in programma per le annualità 2019-2020 nei diversi mercati chiave coinvolti: quello tedesco, danese e svedese.

Nel progetto sono state coinvolte prestigiose istituzioni europee, quali l’antica scuola di cinema e story-telling Berghs, fondata nel 1941 e situata nel cuore di Stoccolma, che da oltre 50 anni continua a diplomare i migliori professionisti dell’industria cinematografica svedese e che ha vinto per oltre 10 volte il titolo di “migliore scuola d’Europa” alla sezione Giovani Leoni del festival di Cannes.

Molti i videomaker e i giovani artisti eccellenti coinvolti  nel progetto come il danese Andrei Osman specializzato in racconti di viaggio, premiato dal Parlamento Europeo per uno dei suoi documentari, e collaboratore di svariati enti turistici di tutta Europa;  o i tedeschi Thomas Bernecker, pluripremiato in patria per i suoi documentari, e Fabio Thieme, che ha all’attivo 7 film distribuiti in diversi paesi d’Europa e ha fondato la casa di produzione cinematrografica Serkalo.

Non mancano all’appello nemmeno i talenti italiani, come il collettivo di registi modenese composto da Ambra Vaccari, Giacomo Mesini e Ubaldo Giusti che avranno l’occasione di vivere questa esperienza di immersione nel Monferrato e nelle montagne piemontesi insieme ai loro colleghi europei.

La giuria sarà composta da:

  • Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, agronomo presso la Bersano di Nizza Monferrato.
  • Roberto Arru, direttore di Assopiemonte,  l’associazione a cui aderiscono i Consorzi di Tutela dei formaggi a Denominazione di Origine Protetta esclusivamente prodotti in Piemonte.
  • Matteo Fresi, regista torinese, autore diversi cortometraggi, videoclip e documentari nonché docente del college Cinema della Scuola Holden e produttore per la casa cinematografica Epica Film.
  • Filippo Taricco, scrittore, drammaturgo, autore di diverse produzioni di successo per il Teatro Stabile di Torino, fondatore del festival Collisioni, affermatosi negli ultimi anni come uno dei più importanti eventi culturali, musicali ed enogastronomici in Piemonte e in tutta Italia.
  • Beppe Incarbona, professionista nel settore della comunicazione e della pubblicità, oltre che continuare la professione di consulente marketing in Ironika Srl, organizza e gestisce eventi aziendali e privati ed eventi formativi legati alla comunicazione e al marketing. È responsabile della comunicazione di Collisioni il Festival (Barolo), e direttore artistico de Il Teatro del Poi di Bra (Cn). Si occupa inoltre di management artistico per comici provenienti dal mondo di Zelig TV e Colorado.

Imponente partecipazione al Vinitaly del vitigno più diffuso in Piemonte.

La grande “galassia” del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato fa rotta sul Vinitaly (da domenica 7 a mercoledì 10 aprile). Si preannuncia un’altra edizione da record della prestigiosa rassegna vitivinicola nazionale. Mai come quest’anno l’ente guidato da Filippo Mobrici ha fatto le cose in grande per un evento che ormai per tradizione riunisce il meglio dell’enologia di qualità italiana.

La Barbera resta il vitigno più diffuso non solo in Piemonte e la produzione tutelata dal Consorzio è diventata sinonimo di qualità assoluta. La Barbera è la “regina” dei vini piemontesi, che trova sempre più estimatori anche sui mercati internazionali, oltre che sul tradizionale “fronte” interno, con una crescita costante della produzione e un parallelo incremento del valore dei terreni destinati a ospitare le vigne di Barbera.

Quest’anno tra l’altro viene celebrato un doppio prestigioso traguardo: il decennale della Docg della Barbera d’Asti insieme alla neo entrata Docg del “Nizza”, la Barbera “Superiore” ormai diventata un simbolo di eccellenza dell’enologia astigiana e non solo. Due momenti significativi che troveranno un’adeguata e prestigiosa collocazione nella rassegna veronese.

I numeri sulla partecipazione al Vinitaly parlano da soli: i 100 espositori riuniti sotto la “bandiera” del Consorzio (350 aziende associate), rappresentano una realtà produttiva di oltre 10 mila ettari, di cui quasi la metà coltivata a Barbera d’Asti, con una produzione complessiva che supera i 600 mila ettolitri (220 mila di Barbera) e 63 milioni di bottiglie (oltre 20 milioni di sola Barbera).

Cifre che rendono da sole l’importanza di un comparto che cresce costantemente per importanza, fatturato e prestigio delle etichette. “La Barbera e le 13 Doc e Docg astigiane da noi tutelate – annota Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio della Barbera d’Asti – hanno trovato ormai una collocazione stabile nel panorama dell’enologia di qualità nazionale e questo grazie a uno straordinario lavoro svolto in primis nel vigneto dai nostri associati, ma anche della promozione e valorizzazione del prodotto. Un lavoro di squadra che ci ha consentito in questi primi 10 anni di Denominazione controllata e garantita di raggiungere anche i più importanti mercati internazionali, con un’esportazione che fa ormai segnare una crescita costante. Stiamo lavorando per rendere sempre più competitivo il nostro brand, che viene ormai riconosciuto come un valore aggiunto reale dell’enologia di qualità, non solo astigiana e piemontese. La Barbera piace, cresce e conquista sempre nuovi estimatori e di questo si potranno rendere conto anche i visitatori del Vinitaly degustando le nostre etichette selezionate”.

Al Vinitaly il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato avrà a disposizione un’isola espositiva nell’area Regione Piemonte/Unioncamere (Padiglione 10 – H3 – Isola 6) per accogliere operatori del settore e visitatori, più alcuni desk riservati alle aziende (8 in totale). All’interno dello stand sarà allestito un grande banco di assaggio dedicato alla Barbera d’Asti con oltre 100 etichette, un omaggio appunto al decennale della Docg.

 

IL NIZZA

Tra gli eventi in programma a corollario di degustazioni e iniziative varie, uno dei più importanti riguarda la celebrazione dell’ultima arrivata tra le Docg tutelate dal Consorzio: il Nizza che non solo è sinonimo di eccellenza, ma sta diventando sempre di più un vino che fa da richiamo anche turistico per tutto un territorio.

Martedì 9 aprile dalle 11 alle 13 nella Sala convegni del Padiglione Piemonte si parlerà di questa Docg. 330 ettari vitati nella zona del disciplinare che prende il nome dal Comune capofila, Nizza Monferrato, con una produzione di poco meno di 500 mila bottiglie, con un numero di produttori in assoluta crescita e di tutto quello che viene fatto per promuovere questa produzione di altissimo livello qualitativo, frutto di una selezione straordinaria a partire già dal vigneto.


La mostra “GEOGRAPHICAL INDICATIONS – ITALIAN CULTURAL HERITAGE”, che si svolge all’interno del Parlamento Europeo a Bruxellesè un percorso di conoscenza del patrimonio culturale italiano legato alle Indicazioni Geografiche, realizzata nell’ambito del progetto Qualicultura e ideata in collaborazione con Aicig e Federdoc.

Un processo di patrimonializzazione fondato su una costruzione culturale che mette al centro quelle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP e IGP capaci di sviluppare, reinventare e rinsaldare nel tempo il legame tra i prodotti e i territori con il complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche e con quello delle attività artistiche e immateriali.

Culture del cibo mai statiche e costantemente rinnovate e corredate di nuovi valori simbolici anche grazie al costante lavoro dei Consorzi di tutela e delle imprese nella valorizzazione dei prodotti e nell’opera di radicamento con il contesto di origine.

L’esposizione raccoglie 24 tavole, esempi selezionati tra oltre 800 DOP e IGP italiane, che sono simbolo del legame tra cibo e cultura – beni artistici e architettonici, opere letterarie, personalità illustri e molto altro. Casi emblematici selezionati nell’ambito dell’iniziativa Treccani Gusto, un progetto di ricerca realizzato nel 2018 in collaborazione con l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani per testimoniare come i prodotti a denominazione di origine siano da secoli elemento centrale nell’identità nazionale.

Le Indicazioni Geografiche mostrano non solo qualità e caratteristiche organolettiche uniche, ma anche la capacità di cristallizzare nella memoria e nella cultura, la storia, i simboli, le arti, la letteratura e molte altre attività; riaffermano inoltre come il Regolamento sulle DOP IGP, concepito dall’UE nel lontano 1992 con l’obiettivo di consolidare lo sviluppo rurale nelle aree marginali e tutelare i prodotti agroalimentari e vitivinicoli, rappresenti anche un processo evoluto di food labelling capace di rendere patrimonio comune questi elementi della cultura europea e di diffonderli nel tempo e nello spazio.