Via libera dal Mipaaft alla Unità Geografica Aggiuntiva “Marengo” ed a nuove tipologie con indicazione di vitigno.

Il Comitato Nazionale Vini Dop Igp ha accolto le modifiche al Disciplinare di produzione del Piemonte Doc proposte dal Consorzio della Barbera d’Asti. La principale novità riguarda l’introduzione della Unità Geografica Aggiuntiva Marengo’ sulle tipologie Cortese frizzante e Cortese spumante.

Tale menzione prende origine dall’area riconducibile al Dipartimento Marengo, vasto ed omogeneo comprensorio collinare del Piemonte meridionale, organizzato attorno all’omonima cittadina. Creato agli inizi del XIX secolo, esso fu una provincia del Primo Impero francese, creato, alla pari degli altri dipartimenti francesi in Italia, in seguito all’annessione della Repubblica Subalpina. Celebre è la battaglia che si svolse nelle sue pianure, durante cui le truppe napoleoniche sconfissero l’esercito austriaco.

Il Comitato ha inoltre riconosciuto le seguenti tipologie Viognier, Pinot Grigio, Riesling, Cabernet, Cabernet Franc, a cui si aggiungono il Bussanello e Croatina. Queste ultime due traggono origine da vitigni autoctoni. Il primo fu ottenuto alla fine degli anni Trenta dal Prof. Dalmasso grazie all’incrocio tra Riesling italico e Furmint, e dà origine a vini con buona struttura ed acidità, che presentano aromi floreali e fruttati fini ma al contempo intensi. Dalla Croatina, largamente diffusa nella regione e base enologica del Cisterna Doc, si ottengono vini con ottime caratteristiche organolettiche, piacevoli, adatti anche ad un consumo più quotidiano.

A sua volta il Cortese trova spazio nelle colline del Piemonte meridionale, con particolare riferimento alla provincia di Alessandria. Spesso vinificato fermo, è possibile trovarlo anche in versione frizzante o spumante, ottenute grazie al metodo Martinotti. Ampiamente utilizzato per la produzione di vini spumanti, questo metodo, che prevede l’uso di un’autoclave per la seconda fermentazione, fu inventato nel 1895 secolo presso l’istituto sperimentale di Asti.

A questo si aggiunge anche la facoltà di indicare il doppio vitigno su tutte le varietà già presenti nel Disciplinare alla data di approvazione, nonché la tipologia Albarossa Spumante Rosato.

Un insieme di modifiche che arricchiscono ancor di più la Denominazione Piemonte, nata nel 1994 per tutelare il nome di una delle più importanti regioni vitivinicole italiane. Con essa l’intera filiera piemontese decise di sottrarre un così importante nome al sistema dei vini con Indicazione Geografica, collegandolo invece al complesso delle Denominazioni di Origine.“Siamo soddisfatti che il Comitato Nazionale Vini Dop Igp abbia accolto le nostre richieste – dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato –. Eravamo certi che le peculiari caratteristiche del Cortese vinificato nelle colline attorno a Marengo fossero tali da poter essere riconosciute da una Unità Geografica Aggiuntiva. Questo peraltro rappresenta solo il primo passo verso un futuro utilizzo in etichetta del solo nome Marengo, a tutto beneficio di quel marketing territoriale a cui nessun vino può rinunciare, specialmente se, come è il caso del Cortese, ti rivolgi ai mercati internazionali. Il nostro auspicio – conclude Mobrici – è che la produzione di Marengo cresca fino a raggiungere il suo vero potenziale, che noi stimiamo in circa 3 milioni di bottiglie


IL CONSORZIO BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO LANCIA UN PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI DOCUMENTARI SUI VINI ECCELLENTI DEL TERRITORIO E I LORO PAESAGGI AFFIDATO A VIDEOMAKER INTERNAZIONALI IN SINERGIA CON ASSOPIEMONTE DOP E IGP NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA EUROPEO DI E4QUALITY.

Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, da sempre impegnato nella promozione all’estero dei grandi vini e dei paesaggi vitivinicoli del Monferrato, patrimonio Unesco, ha lavorato negli ultimi mesi a un nuovo ambizioso progetto che vedrà arrivare in Monferrato e nelle montagne d’origine dei formaggi Dop piemontesi dal 28 al 31 di maggio oltre 20 giovani videomaker provenienti da Svezia, Danimarca, Germania e Italia.

Il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione del Consorzio con alcune delle più prestigiose scuole di cinema a livello europeo e con giovani videomaker e youtuber emergenti selezionati per l’occasione.

“L’idea di partenza era semplice,” commenta il Presidente del Consorzio Filippo Mobrici, “normalmente per promuovere i nostri grandi vini e i loro territori, realizziamo video promozionali in Italia con la speranza che questi vengano poi visionati in rete da un pubblico straniero. Ma questa volta ci siamo chiesti: e se a realizzare questi video destinati a importanti mercati europei fossero giovani talenti proprio di quei paesi, che invitiamo in Monferrato e nelle montagne dei formaggi piemontesi, al fine di fare raccontare a loro i paesaggi, le produzioni, le cantine, i caseifici e i produttori protagonisti di queste eccellenze?  Era un esperimento davvero interessante, portarli alla scoperta della nostra terra, lasciare liberi di osservare e creare i loro video, e capire così come un danese o un tedesco vede il Monferrato, le colline, le cantine e i vigneti piemontesi. Con uno sguardo diverso, vergine e originale, che sarà poi quello del consumatore potenziale straniero a cui vogliamo rivolgere la nostra promozione”.

Un progetto a cavallo tra promozione del comparto enogastronomico ed enoturistico del Piemonte e le politiche giovanili, che dimostra ancora una volta come agricoltura, turismo e attività di incentivo alla creatività e al talento giovanile possano convivere e prendere un respiro internazionale ed europeo, tra tradizione e innovazione, lavoro millenario dell’agricoltura, cultura digitale e nuovi linguaggi di comunicazione e condivisione delle nuove generazioni.

I giovani video-maker coinvolti dai diversi paesi hanno accettato la sfida di affrontare una full-immersion nel Piemonte dell’agricoltura e delle eccellenze enogastronomiche per raccontare il proprio viaggio dalle loro città di origine, nel nord Europa, fino alle cantine e ai vigneti del Monferrato, del Barbera d’Asti e del Ruchè, passando dai pascoli, alle stalle, ai laboratori di produzione nelle montagne del Castelmagno e della Toma piemontese Dop; vacche piemontesi e droni, vigne con il loro lento lavoro quotidiano e telecamere di ultima generazione.

I protagonisti del contest, accompagnati da tutor locali, dovranno creare veri e propri racconti, in stile youtube, nella loro lingua madre per raccontare ciò che vedono, e poi condividerlo con un pubblico di loro connazionali. Viaggeranno così, telecamere in spalla per vigne e valli montane, dando risalto a ciò che trovano unico e interessante di questo mondo per loro sconosciuto e nuovo. Intervisteranno i produttori del Barbera d’Asti e del Ruchè, visiteranno paesini e ristoranti di cucina tipica per scoprire gli abbinamenti con i nostri grandi rossi autoctoni.

Al termine delle giornate di riprese, di storyboard e lavoro sulla sceneggiatura, tutti i giovani videomaker si ritroveranno presso il Castello di Costigliole d’Asti, sede del Consorzio, dove sarà allestita per il progetto una vera e propria sala montaggio, dove potranno completare i documentari che verranno poi presentati al pubblico e alla giuria istituita per l’occasione, durante la sera del 31 maggio in occasione di un rinfresco a base di prodotti tipici del Monferrato. I tre lavori migliori lavori verranno premiati da una giuria composta da autori, videomaker e produttori.  In seguito i materiali verranno pubblicati sui canali Youtube dei videomaker stessi e delle scuole europee coinvolte, oltre ad essere presentati durante le missioni estere che il Consorzio ha in programma per le annualità 2019-2020 nei diversi mercati chiave coinvolti: quello tedesco, danese e svedese.

Nel progetto sono state coinvolte prestigiose istituzioni europee, quali l’antica scuola di cinema e story-telling Berghs, fondata nel 1941 e situata nel cuore di Stoccolma, che da oltre 50 anni continua a diplomare i migliori professionisti dell’industria cinematografica svedese e che ha vinto per oltre 10 volte il titolo di “migliore scuola d’Europa” alla sezione Giovani Leoni del festival di Cannes.

Molti i videomaker e i giovani artisti eccellenti coinvolti  nel progetto come il danese Andrei Osman specializzato in racconti di viaggio, premiato dal Parlamento Europeo per uno dei suoi documentari, e collaboratore di svariati enti turistici di tutta Europa;  o i tedeschi Thomas Bernecker, pluripremiato in patria per i suoi documentari, e Fabio Thieme, che ha all’attivo 7 film distribuiti in diversi paesi d’Europa e ha fondato la casa di produzione cinematrografica Serkalo.

Non mancano all’appello nemmeno i talenti italiani, come il collettivo di registi modenese composto da Ambra Vaccari, Giacomo Mesini e Ubaldo Giusti che avranno l’occasione di vivere questa esperienza di immersione nel Monferrato e nelle montagne piemontesi insieme ai loro colleghi europei.

La giuria sarà composta da:

  • Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, agronomo presso la Bersano di Nizza Monferrato.
  • Roberto Arru, direttore di Assopiemonte,  l’associazione a cui aderiscono i Consorzi di Tutela dei formaggi a Denominazione di Origine Protetta esclusivamente prodotti in Piemonte.
  • Matteo Fresi, regista torinese, autore diversi cortometraggi, videoclip e documentari nonché docente del college Cinema della Scuola Holden e produttore per la casa cinematografica Epica Film.
  • Filippo Taricco, scrittore, drammaturgo, autore di diverse produzioni di successo per il Teatro Stabile di Torino, fondatore del festival Collisioni, affermatosi negli ultimi anni come uno dei più importanti eventi culturali, musicali ed enogastronomici in Piemonte e in tutta Italia.
  • Beppe Incarbona, professionista nel settore della comunicazione e della pubblicità, oltre che continuare la professione di consulente marketing in Ironika Srl, organizza e gestisce eventi aziendali e privati ed eventi formativi legati alla comunicazione e al marketing. È responsabile della comunicazione di Collisioni il Festival (Barolo), e direttore artistico de Il Teatro del Poi di Bra (Cn). Si occupa inoltre di management artistico per comici provenienti dal mondo di Zelig TV e Colorado.

Imponente partecipazione al Vinitaly del vitigno più diffuso in Piemonte.

La grande “galassia” del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato fa rotta sul Vinitaly (da domenica 7 a mercoledì 10 aprile). Si preannuncia un’altra edizione da record della prestigiosa rassegna vitivinicola nazionale. Mai come quest’anno l’ente guidato da Filippo Mobrici ha fatto le cose in grande per un evento che ormai per tradizione riunisce il meglio dell’enologia di qualità italiana.

La Barbera resta il vitigno più diffuso non solo in Piemonte e la produzione tutelata dal Consorzio è diventata sinonimo di qualità assoluta. La Barbera è la “regina” dei vini piemontesi, che trova sempre più estimatori anche sui mercati internazionali, oltre che sul tradizionale “fronte” interno, con una crescita costante della produzione e un parallelo incremento del valore dei terreni destinati a ospitare le vigne di Barbera.

Quest’anno tra l’altro viene celebrato un doppio prestigioso traguardo: il decennale della Docg della Barbera d’Asti insieme alla neo entrata Docg del “Nizza”, la Barbera “Superiore” ormai diventata un simbolo di eccellenza dell’enologia astigiana e non solo. Due momenti significativi che troveranno un’adeguata e prestigiosa collocazione nella rassegna veronese.

I numeri sulla partecipazione al Vinitaly parlano da soli: i 100 espositori riuniti sotto la “bandiera” del Consorzio (350 aziende associate), rappresentano una realtà produttiva di oltre 10 mila ettari, di cui quasi la metà coltivata a Barbera d’Asti, con una produzione complessiva che supera i 600 mila ettolitri (220 mila di Barbera) e 63 milioni di bottiglie (oltre 20 milioni di sola Barbera).

Cifre che rendono da sole l’importanza di un comparto che cresce costantemente per importanza, fatturato e prestigio delle etichette. “La Barbera e le 13 Doc e Docg astigiane da noi tutelate – annota Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio della Barbera d’Asti – hanno trovato ormai una collocazione stabile nel panorama dell’enologia di qualità nazionale e questo grazie a uno straordinario lavoro svolto in primis nel vigneto dai nostri associati, ma anche della promozione e valorizzazione del prodotto. Un lavoro di squadra che ci ha consentito in questi primi 10 anni di Denominazione controllata e garantita di raggiungere anche i più importanti mercati internazionali, con un’esportazione che fa ormai segnare una crescita costante. Stiamo lavorando per rendere sempre più competitivo il nostro brand, che viene ormai riconosciuto come un valore aggiunto reale dell’enologia di qualità, non solo astigiana e piemontese. La Barbera piace, cresce e conquista sempre nuovi estimatori e di questo si potranno rendere conto anche i visitatori del Vinitaly degustando le nostre etichette selezionate”.

Al Vinitaly il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato avrà a disposizione un’isola espositiva nell’area Regione Piemonte/Unioncamere (Padiglione 10 – H3 – Isola 6) per accogliere operatori del settore e visitatori, più alcuni desk riservati alle aziende (8 in totale). All’interno dello stand sarà allestito un grande banco di assaggio dedicato alla Barbera d’Asti con oltre 100 etichette, un omaggio appunto al decennale della Docg.

 

IL NIZZA

Tra gli eventi in programma a corollario di degustazioni e iniziative varie, uno dei più importanti riguarda la celebrazione dell’ultima arrivata tra le Docg tutelate dal Consorzio: il Nizza che non solo è sinonimo di eccellenza, ma sta diventando sempre di più un vino che fa da richiamo anche turistico per tutto un territorio.

Martedì 9 aprile dalle 11 alle 13 nella Sala convegni del Padiglione Piemonte si parlerà di questa Docg. 330 ettari vitati nella zona del disciplinare che prende il nome dal Comune capofila, Nizza Monferrato, con una produzione di poco meno di 500 mila bottiglie, con un numero di produttori in assoluta crescita e di tutto quello che viene fatto per promuovere questa produzione di altissimo livello qualitativo, frutto di una selezione straordinaria a partire già dal vigneto.


La mostra “GEOGRAPHICAL INDICATIONS – ITALIAN CULTURAL HERITAGE”, che si svolge all’interno del Parlamento Europeo a Bruxellesè un percorso di conoscenza del patrimonio culturale italiano legato alle Indicazioni Geografiche, realizzata nell’ambito del progetto Qualicultura e ideata in collaborazione con Aicig e Federdoc.

Un processo di patrimonializzazione fondato su una costruzione culturale che mette al centro quelle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP e IGP capaci di sviluppare, reinventare e rinsaldare nel tempo il legame tra i prodotti e i territori con il complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche e con quello delle attività artistiche e immateriali.

Culture del cibo mai statiche e costantemente rinnovate e corredate di nuovi valori simbolici anche grazie al costante lavoro dei Consorzi di tutela e delle imprese nella valorizzazione dei prodotti e nell’opera di radicamento con il contesto di origine.

L’esposizione raccoglie 24 tavole, esempi selezionati tra oltre 800 DOP e IGP italiane, che sono simbolo del legame tra cibo e cultura – beni artistici e architettonici, opere letterarie, personalità illustri e molto altro. Casi emblematici selezionati nell’ambito dell’iniziativa Treccani Gusto, un progetto di ricerca realizzato nel 2018 in collaborazione con l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani per testimoniare come i prodotti a denominazione di origine siano da secoli elemento centrale nell’identità nazionale.

Le Indicazioni Geografiche mostrano non solo qualità e caratteristiche organolettiche uniche, ma anche la capacità di cristallizzare nella memoria e nella cultura, la storia, i simboli, le arti, la letteratura e molte altre attività; riaffermano inoltre come il Regolamento sulle DOP IGP, concepito dall’UE nel lontano 1992 con l’obiettivo di consolidare lo sviluppo rurale nelle aree marginali e tutelare i prodotti agroalimentari e vitivinicoli, rappresenti anche un processo evoluto di food labelling capace di rendere patrimonio comune questi elementi della cultura europea e di diffonderli nel tempo e nello spazio.

 


È ormai tutto pronto per il grande evento che andrà a incoronare i dieci anni dall’ottenimento della DOCG della Barbera d’Asti, denominazione che rappresenta uno dei vitigni principi del nostro bel Piemonte. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha il piacere di invitare tutti i produttori, i professionisti del settore, gli appassionati di vino e festeggiare assieme durante questa suggestiva ed allettante giornata che si terrà Sabato 2 Marzo 2019 nel castello di Costigliole d’Asti (sala degli Stucchi, al secondo piano).

Durante l’evento, che inizierà ufficialmente a partire dalle ore 10.00 con una presentazione condotta dal Presidente del Consorzio Filippo Mobrici sui dati di imbottigliamento relativi all’ultima vendemmia e sul piano di comunicazione 2019, interverranno altri illustri colleghi e professionisti del settore tra cui Nicola Lucifero, Professore di Diritto agrario e Diritto agroalimentare dell’Università di Firenze, che parlerà di vini di qualità e di denominazione di origine, Michele Antonio Fino, Professore Associato di Fondamenti di Diritto europeo e Direttore del Master in Wine Culture Communication and Management dell’Università di Scienze Gastronomiche Pollenzo, che introdurrà un ragionamento circa le prospettive per il disciplinare del futuro, Mario Fregoni, Presidente onorario dell’OIV che affronterà alcune tematiche inerenti l’evoluzione della viticoltura mondiale e delle varietà coltivate, Vincenzo Gerbi, Professore ordinario di Enologia dell’Università di Torino che parlerà di innovazione e tradizione per il progresso delle DO, Giorgio Calabrese, Presidente del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (C.N.S.A.) del Ministero della Salute, che tratterà il vino come elemento liquido parte fondamentale della dieta mediterranea, oltre a importanti presenze istituzionali tra cui: Giorgio Ferrero (Assessore all’ Agricoltura Caccia Pesca Regione Piemonte), Giovanni Borriero (Sindaco del comune di Costigliole d’Asti), Mario Sacco (Presidente Confcooperative Asti), Paolo Cerruti (Direzione Generale Cassa di Risparmio di Bra).

Al termine della giornata avrà luogo, dalle 15.00 alle 17.00, una Degustazione Verticale che comprenderà le annate dei 10 anni della Docg Barbera d’Asti condotta da Ian d’Agata, Senior Editor di Vinous, Giornalista e Direttore Creativo del Progetto Vino & Food, di Indigena e 3iC.


Concluso positivamente l’iter di riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine 100% barbera.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della UE si è concluso il percorso di riconoscimento comunitario del Nizza Docg, che va definitivamente ad aggiungersi alle Denominazioni di Origine tutelate dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato.

Un risultato che giunge al termine di un percorso burocratico iniziato nel 2014, quando il Consorzio decise di richiedere il riconoscimento a Denominazione di quella che dal 2008 era una sottozona della Barbera d’Asti. Ed è grazie al suo costante impegno nel promuovere le proprie istanze presso tutte le sedi deputate, che oggi si celebra il riconoscimento definitivo di questa Barbera in purezza, coltivata in 18 comuni del sud astigiano.

“Siamo ovviamente felici di questo riconoscimento – dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato – che consente ai produttori del Nizza Docg di fregiarsi di un marchio di qualità riconosciuto a livello mondiale. L’obiettivo è quello di realizzare una barbera in purezza di qualità, sfruttando la vocazione di questi terreni. Si spiegano così le rigide previsioni del disciplinare, che nel limitare a 70 i quintali di uva per ogni ettaro di vigneto, impone un invecchiamento minimo in botti di legno, che oscilla tra i 18 e i 30 mesi.”.

“È un grande giorno per tutti gli amanti del Nizza – dichiara Gianni Bertolino, Presidente dell’Associazione Produttori – che conferma la qualità del nostro vino. Consapevoli di ciò abbiamo deciso di intraprendere questo lungo percorso, partito nel 2008 con la creazione di un’apposita sottozona nel disciplinare della Barbera d’Asti e concluso oggi, con il riconoscimento a livello comunitario. Il risultato ottenuto premia gli sforzi di tutti i produttori di Nizza Docg e garantisce loro un prodotto di altissima qualità, capace di rappresentare adeguatamente il Monferrato in tutto il mondo”.


Canavese e Monferrato Wine&Food dal 18 – 23 FEBBRAIO 2019 – Ivrea, Vercelli, Asti – PIEMONTE

 

Se Collisioni porta in Piemonte rockstar da tutto il mondo, le stelle attese nel Monferrato e nel Canavese a febbraio sono i grandi cuochi europei, che arriveranno per il nuovo evento in programma dal 18 al 23 Febbraio grazie all’iniziativa del Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese, che, in collaborazione con il Consorzio Barbera D’Asti e Vini del Monferrato e con il Consorzio Riso di Baraggia, sarà protagonista di un nuovo grande evento ideato dal Progetto Wine & Food di Collisioni.

 Si chiamerà Gastronomix.  E come suggerisce il titolo, non si parlerà solo di vino, ma anche  di food e cucina piemontese ed europea, con l’idea di creare vere e proprie “collisioni” culinarie tra chef piemontesi e chef provenienti da tutta Europa, con particolare attenzione agli chef del nord Europa che pochi giorni fa hanno monopolizzato il podio dell’ultima edizione del Bocuse d’Or .

Gastronomix offre una grande opportunità di dialogo tra produttori, chef , sommelier, giornalisti di settore, europei e nazionali. Ognuno nel proprio ruolo contribuisce a promuovere e diffondere la conoscenza delle nostre eccellenze agroalimentari” sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero “Altrettanto fondamentale è il ruolo che svolgono i Consorzi nella promozione e nella tutela della qualità dei prodotti, i vini del Canavese e Monferrato, e il riso di Baraggia Dop, che danno valore aggiunto a tutto il territorio”.

L’evento sarà l’occasione per scambiarsi esperienze, approfondire la cultura del vino e del food, conoscere in profondità i grandi prodotti artigianali italiani,  mescolare tradizioni e, chissà, inventare nuove collaborazioni che possano farci oltrepassare per qualche giorno i confini nazionali. si aprirà nel territorio del Canavese per spostarsi poi ad Asti, tra degustazioni, laboratori food e cene aperte al pubblico a cura di grandi chef europei.

“Una grande occasione di visibilità internazionale per la città di Asti, culla delle tradizioni enogastronomiche piemontesi,  che ospiterà grandi chef da tutta Europa con cene aperte al pubblico” commenta il Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici “Un’iniziativa fatta ai fini di promuovere la grande versatilità gastronomica dei nostri vini autoctoni del Monferrato e del Canavese”. In Canavese siamo davvero felici di avere questa grandissima opportunità, che per noi rappresenta un’iniziativa importante per dare visibilità internazionale al nostro lavoro” prosegue Caterina Andorno, Presidente del Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese. “Un percorso reso possibile dalla collaborazione di tutti i partner dell’evento e dell’Assessorato all’Agricoltura, con il Contributo del PSR Regione Piemonte”.

A guidare la manifestazione, come sempre, Ian D’Agata, direttore creativo del Progetto Wine & Food di Collisioni (nonchè di Indigena, il festival che si tiene annualmente a Barolo e Costigliole D’Asti e direttore scientifico del corso 3iC), che sarà accompagnato da alcuni dei più quotati Chef europei, alcune stelle del nostro territorio, grandi sommelier, giornalisti e influencer da tutta Europa. Si parlerà di Piemonte, con le sue materie prime e la sua tradizione gastronomica in abbinamento ai grandi vini del territorio, ma anche di cucine europee e contaminazioni tra tradizioni gastronomiche diverse.

I PROTAGONISTI

Protagonisti dell’evento saranno i grandi vini del Canavese, del Monferrato e il Riso di Baraggia, unica varietà di riso italiana a vantare la denominazione di origine. L‘Erbaluce di Caluso, grande bianco piemontese, vino gastronomico e camaleontico per eccellenza capace di abbinarsi a piatti di cucine anche lontane culturalmente; il Carema,  il rosso del Cavanese  (al centro di un recente interesse internazionale per l’uva nebbiolo al di là della zona delle langhe) e i grandi rossi del Monferrato con la loro spiccata vocazione gastronomica (la Barbera d’Asti in primis, il Ruchè, il Grignolino, ma anche le Malvasie, l’Albarossa e l’Albugnano). I tanti professionisti wine&food che ci raggiungeranno dai diversi paesi europei saranno chiamati ad assaggiare le denominazioni piemontesi in abbinamento ai grandi prodotti food della regione.

Saranno con noi nomi importanti come Christopher Haatuft, Chef norvegese fondatore della cucina neo-fjordica dell’esclusivo ristorante LYSVERKET di Bergen, circondato dai fiordi patrimonio UNESCO; Marianne Lumb, pluripremiata chef inglese, primo posto Harden’s London Restaurant Award e Top Gastronomic Award, che nel suo ristorante a Notting Hill Londra ha soddisfatto star quali Sophie Ellis Bextor, Pink Floyd e Jude Law; la superstar della cucina danese Jeppe Foldager , Medaglia d’argento al Bocuse D’or, Maximilian Kindel, già vincitore del premio San Pellegrino come miglior emergente nel 2018, ora Chef presso il Ristorante due Stelle Michelin FACIL nel cuore del quartiere storico di Berlino, Mitte; Gunnar Forssell, decano della cucina svedese,  medaglia d’oro presso l’Accademia di Gastronomia di Stoccolma conquistata per lo straordinario contributo alla diffusione della cucina made in Sweden in tutto il mondo. E ancora dalla Svezia, Karl Ljung, vincitore del premio Chef Of The Year, acclamato da pubblico e critica con il suo nuovo ristorante L’AVVENTURA.  L’ungherese Adam Pohner, del prestigioso ristorante KISTUCSOK, che si è distinto in patria guadagnandosi il diritto di rappresentare l’Ungheria alle finali europee del Bocuse D’or. Kristofer Josefsson, Chef acclamato dalla critica nordica, di casa presso il prestigioso WIHELM in Danimarca;  Parteciperà anche lo Chef Joe Barza, presentatore del programma televisivo Top Chef in Medio Oriente, Charlie Tayler, chef londinese di cui si è occupato recentemente il Financial Times,  e promettenti sommeiler quali Priscilla Van der Voort, già Head sommelier del ristorante Wanterproef, presso il “Bund” di The Hague (Paesi Bassi), e ancora tanti chef, giornalisti e sommelier da Polonia, Spagna e Regno Unito.

 All’appuntamento non mancheranno le stelle piemontesi ed italiane, come il Due Stelle Michelin piemontese Gian Piero Vivalda, gli stellati Walter Ferretto de “Il Cascinalenuovo”, che da anni porta avanti una tradizione gastronomica che sa coniugare la grande cucina piemontese, una grande carta di Barbera D’Asti e l’innovazione; Davide Palluda, Chef del ristorante “All’Enoteca” e fondatore del Laboratorio DP. E ancora Andrea Ribaldone, de “l’Osteria l’Arborina” definito da Guida de l’Espresso, “miglior performance dell’anno”. Gabriele Boffa, chef del Relais Sant’Uffizio a Penango, reduce da esperienze in Messico, Francia e Spagna; Arcangelo Dandini, leader riconosciuto della grande Nuova Cucina Romana che rivede i classici della tradizione del Lazio in chiave moderna. E ancora molti giornalisti internazionali del settore come Karsten Thurfjell, Penna D’Oro della Accademia Nazionale di Gastronomia in Svezia; Lars Bjerregaard firma di punta della rinomata rivista danese Gastromand, la francese Anne Reverdy redattrice di Panier de Saison, Bartek Kiezun food editor di KUKBUK e docente di cultura gastronomica italiana in Polonia, Eric Riewer, giornalista con collaborazioni, tra gli altri, con Le Monde, Le Revue du Vin de France e la rivista di enogastronomia Gault & Millau.

 “Con Gastronomix si apre una pagina importante per i nostri produttori” commenta il direttore scientifico Ian D’Agata “Se infatti il Progetto Vino di Collisioni ha consentito in questi anni l’arrivo sul territorio di centinaia e centinaia di altissimi professionisti del settore vino, negli anni Gastronomix farà lo stesso col food, consentendo una maggiore interazione dei nostri prodotti agricoli e vini d’eccellenza con i più quotati Chef a livello mondiale: appassionarli alla nostra tradizione è la chiave per far arrivare i nostri vini e i nostri prodotti sulle tavole che contano davvero, consentendo così la loro penetrazione nei mercati esteri”.

IL PROGRAMMA

Gastronomix si aprirà il 18 febbraio a Ivrea,  con due giornate dedicate alle denominazioni vinicole del Canavese e al Riso di Baraggia. Sotto la guida di Ian D’Agata, i professionisti potranno approfondire la loro conoscenza dei grandi vini del Canavese in una giornata di masterclass, seminari e degustazioni tenute dal pluri-premiato autore di Native Wine Grapes of Italy, che in estate farà uscire in tutto il mondo la sua nuova grande fatica letteraria: Italy’s Native Wine Grape Terroirs (sempre per la University of California Press) in cui un intero capitolo viene dedicato al terroir dell’Erbaluce (la prima pubblicazione universitaria approfondita su questo argomento in lingua inglese in un libro a a carattere altamente divulgativo e di larga diffusione) e si concentrerà sulla caratteristica versalità del vitigno Erbaluce capace di  dare non  solo grandi vini bianchi, ma anche spumanti Metodo Classico e vini dolci ottenuti con tecnica di appassimento. I partecipanti potranno inoltre degustare alcuni piatti tipici della tradizione canavesana in abbinamento ai vini in occasione della serata di gala il cui menù è firmato da Mariangela Susigan, chef stellato del Ristorante Gardenia di Caluso, in collaborazione con Luciano Tabozzi chef del ristorante al Cantun Del Lago a Candia nel quale si terrà l’evento.  Il giorno seguente sarà di scena il Riso di Baraggia, l’unica Dop italiana del riso, che nasce in un territorio unico per ecosistema e terroir nelle provincie di Biella e Vercelli, con seminari per raccontare le diverse varietà di riso Arborio, Carnaroli e S.Andrea  e le loro caratteristiche, gli usi in cucina e i relativi abbinamenti, a cura del Consorzio di Tutela della DOP Riso di Baraggia biellese e vercellese.

Il 20 e il 21 di febbraio l’appuntamento si sposterà nel Monferrato. Qui il programma prevede due giornate  di tavole rotonde e think-tank dove chef, sommelier e giornalisti food&wine avranno l’occasione di presentare il proprio percorso e il proprio lavoro e di scoprire i grandi vini del Monferrato e del Canavese in abbinamento ai grandi prodotti piemontesi, che si terranno presso la suggestiva location del Castello di Costigliole d’Asti, sede del consorzio.  La sera l’evento si sposterà in alcuni locali storici di Asti, grazie alla partnership con L’Associazione Ristoratori e Albergatori Astigiani, per proseguire con attività di educational e Cooking-lab, che vedranno chef del territorio cimentarsi in lezioni e tavole rotonde con gli chef internazionali presso l’Enoteca  La Buta e la adiacente Osteria il Podestà. Al centro dei labortori, delle masterclass e delle cene i grandi vini del Monferrato, con la loro altissima vocazione gastronomica, e la loro versatilità in tavola,  dalla padrona di casa, la Barbera d’Asti, al Grignolino, il Ruchè, l’Albarossa, ma anche l’Albugnano le Malvasie, vini capaci di dialogare con tradizioni gastronomiche anche lontane da quella italiana, come dimostra il loro successo nel mondo.

Infine, nelle serate di Venerdì 22 e Sabato 23 febbraio, sono previste due cene tematiche aperte al pubblico su prenotazione. Venerdì 22 febbraio presso il ristorante L’Angolo del Beato nel centro della città di Asti, Gunnar Forssell, il decano della cucina nordica, e già Chef of the Year nel 2014,  presenterà una cena tradizionale svedese in abbinamento ai grandi vini del Monferrato e del Canavese (costo della cena 60 euro). Mentre Sabato 23 sarà di scena al ristorante stellato Ca’ Vittoria di Tigliole d’Asti, lo Chef inglese Charlie Tayler, di cui ha avuto modo di occuparsi recentemente anche il Financial Times, ora all’esclusivo Ristorante Alyn Williams nel cuore del ricco quartiere di Mayfair a Londra (costo della cena 65 euro). Il prezzo sarà comprensivo di vini grazie alla collaborazione  con Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e Consorzio Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese.

Per info e prenotazioni scrivere a : gastronomix@outlook.it


DAL 23 AL 25 NOVEMBRE TORNA LA PIÙ GRANDE BAGNA CAUDA COLLETTIVA IN CONTEMPORANEA AL MONDO: TRA ASTI, PIEMONTE E IL MONDO SI ACCENDONO OLTRE 15 MILA FUJOT. IL PREMIO TESTA D’AJ SARÀ ASSEGNATO A PADRE ENZO BIANCHI

Sentite nell’aria un certo afrore di aglio? Ci siamo: il 23, 24 e 25 novembre migliaia di bagnacaudisti potranno intonare la canzone “Quel mazzolin di cardi/ che vien dalla campagna/ e bada ben che qui si bagna”.

Il popolare coro montano è stato ironicamente rivisitato da Massimo Ricci, l’artista nicese autore dei bavaglioloni del Bagna Cauda Day 2018, che diventano così la bandiera della festa e saranno dati in omaggio a tutti i commensali.

L’evento dell’ultimo fine settimana di novembre, organizzato dall’Associazione Astigiani, giunto alla sesta edizione, si annuncia con sorprese e novità.

Il Bagna Cauda Day ha nell’Astigiano e in Piemonte il suo storico baricentro ma non mancano adesioni significative sia in Italia che dall’estero. Il BCD è arrivato anche in Russia e in Perù grazie ad astigiani che hanno proposto la partecipazione a rinomati ristoranti italiani e non che vanno ad aggiungersi alla pattuglia internazionale già presente, da Berlino all’Australia.

In Italia una bella storia la racconta Massimo, chef del ristorante Noi di Livorno che, orgoglioso delle origini astigiane, partecipa al BCD con vini piemontesi e olio toscano. Anche l’Associazione Piemontesi a Roma ha voluto far combaciare la sua festa d’autunno con il BCD, celebrando la bagna cauda nel salone d’onore di un prestigioso hotel ristorante sull’Aurelia Antica.

Andiamo con ordine. I numeri sono sempre imponenti: 151 i locali dell’Astigiano, del resto del Piemonte e all’estero che, con più di 15 mila posti a tavola, daranno vita alla più grande bagna cauda collettiva e contemporanea al mondo.

Alla formula vincente (prezzo della bagna cauda fisso a 25 euro dal ristorante stellato alla trattoria, il vino proposto a 10 euro a bottiglia), quest’anno si potrà aggiungere un “finale in gloria con tartufo”.

Molti, nel rispetto della tradizione a conclusione della bagna cauda faranno cuocere un uovo di gallina o di quaglia usando la fiammella direttamente nel fujot, arricchito da una grattatina di tartufo bianco d’Alba. Il prezzo di questa profumata aggiunta potrà andare dai 10 ai 15 euro, in base alle quotazioni dei tartufi.

Restano naturalmente i semafori per indicare il tipo di bagna cauda: rosso per la versione classica come Dio comanda, giallo per l’eretica quella con l’aglio stemperato e verde per l’atea senz’aglio.

 In tutti i locali, ristoranti, cantine storiche la bagna cauda darà diritto ad avere, oltre al bavagliolone d’autore, anche il Vademecum di 80 pagine edito da Astigiani con  ricette, storia e testimonianze. L’edizione 2018 contiene nelle pagine centrali anche un simpatico quiz in 12 domande sul grado di conoscenza storica e gastronomica della bagna cauda.

E Astigiani promuove anche Acciù, la simpatica acciuga portafortuna in stoffa: pezzi unici fatti a mano nei vari formati.

Altra novità di quest’anno è il coinvolgimento delle scuole con l’iniziativa Bagna Cauda alla lavagna. Le migliori ricerche saranno premiate da Astigiani domenica 25 novembre (ore 17) a palazzo Ottolenghi, nell’ambito della cerimonia di consegna del premio “Testa d’aj” che va ogni anno a chi ha dimostrato di saper andare controcorrente.

La prima edizione fu assegnata nel 2016 allo scrittore Guido Ceronetti. Lo scorso anno il Testa d’aj è andato tra gli altri ad un divertito Antonio Ricci, autore televisivo e “padre” di Striscia la notizia.

Quest’anno riceverà il premio Padre Enzo Bianchi, fondatore e già priore della comunità di Bose che alle sue origini astigiane (è nato a Castelboglione nel 1943) ha dedicato pagine intense raccolte nel volume “Il pane di ieri” dove descrive anche il rito contadino della bagna cauda.

Il Bagna Cauda Day è anche festa social.

Su Facebook ogni giorno arrivano adesioni e commenti e i “mi piace” hanno superato ampiamente quota dodicimila.

Il sito www.bagnacaudaday.it è lo strumento più usato per le prenotazioni che avvengono direttamente nei ristoranti aderenti. Ogni locale ha una sua pagina con indicazioni del tipo di bagna cauda proposta, descrizione del luogo, foto e video.

I bagnacaudisti sono inviati a partecipare al contest su Instagram, sponsorizzato dal Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato con vari hashtag #BagnaCaudaDay2018, #barberadasti, #siamotuttinellabagna, #barberakiss. Ai dieci scatti giudicati più significativi andrà una cantinetta di vini astigiani del Consorzio.

«È un momento importante per l’attività di Astigiani – dicono Piercarlo Grimaldi e Sergio Miravalle, presidente e direttore di Astigiani – la nostra rivista riempie un vuoto di contenuti che nell’Astigiano mancava in promozione del territorio. Abbiamo trovato un elemento che accomuna un territorio e siamo ormai alla sesta edizione. E se è vero che “La tradizione è un’innovazione ben riuscita” ormai possiamo dire che il bagna cauda day è tradizione, con forti elementi di identità per questa terra».

«Una manifestazione importante e il Comune è il vostro alleato da sempre» ricorda Loretta Bologna, assessore al Turismo del Comune di Asti

«Dopo il tartufo è la volta del Bagna Cauda Day, per un novembre all’insegna dei sapori e dei piatti tipici del Piemonte – dichiara Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato -. Un evento gioioso in linea con la nostra Barbera, un vino molto versatile e abbinabile a molto piatti della tradizione piemontese e nazionale».

 «Siamo molto contenti che nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa si brinderà con l’Asti secco e le altre nostre denominazioni – conclude Romano Dogliotti, presidente del Consorzio dell’Asti docg – Un legame profondo tra le colline del Moscato ed i piatti storici della nostra terra, per un brindisi all’insegna del nostri valori».


Presentata la prima edizione di “Asti Palazzi del Gusto. I Mille Profumi del Monferrato”, evento che si terrà Sabato 17 e domenica 18 novembre organizzato dall’ Assessorato al Turismo del Comune di Asti in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba e il Centro Nazionale Studi Tartufo, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, del Consorzio dell’Asti DOCG, dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani, della Confcommercio Asti e della Fondazione Asti Musei. 

I palazzi storici di Asti spalancano le proprie porte ai sapori e ai profumi del Tartufo Bianco d’Alba e dei vini presentati dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e dal Consorzio dell’Asti DOCG.

Un’occasione per approfondire la conoscenza dei prodotti d’eccellenza dell’autunno piemontese attraverso show cooking, analisi sensoriali e wine tasting, ma anche incontri di formazione, un convegno scientifico sul Tuber magnatum Pico e imperdibili opportunità d’acquisto alla mostra mercato del tartufo e, nella giornata di domenica, alla Fiera regionale del Tartufo.