La Douja d’Or 2018 avrà tra i suoi più grandi protagonisti i vini nobili del Monferrato: la sua regina, la Barbera d’Asti e gli altri autoctoni, rossi e bianchi delle colline patrimonio Unesco. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha programmato alcuni dei più grandi appuntamenti a corollario della 52/esima edizione del Salone nazionale di vini selezionati, che si svolge nei palazzi storici del centro di Asti dal 7 al 16 settembre.

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A SCUOLA PER STUDIARE L’ENOGASTRONOMIA DEL PIEMONTE CON I SUOI VITIGNI AUTOCTONI E PRODOTTI TIPICI: ESAME FINALE AL CASTELLO DI COSTIGLIOLE PER 22 STUDENTI DEL VINO PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO

Sono 22 gli studenti che ieri hanno sostenuto l’esame finale del nuovo Corso di studi organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e da Ian D’Agata, scrittore di vino e food internazionale e guru degli studi sui vitigni autoctoni italiani, autore di Native Wine Grapes of Italy, testo di riferimento dei vitigni autoctoni italiani in tutto il mondo. Il Corso porta il nome 3iC, ’Italian and International Indigena Center for wine and food Studies’,e ha visto la sua prima edizione dal 7 all’11 maggio nei castelli di Barolo e Costigliole d’Asti. Accorsi dai cinque continenti, giovani professionisti da Cina, Usa, Taiwan, Svezia, Canada, Australia, Sud Africa e altre nazioni hanno seguito le lezioni e degustazioni create per approfondire la loro conoscenza dei vitigni autoctoni e dei prodotti gastronomici piemontesi della tradizione, allo scopo di formarsi, rafforzare e specializzare la propria carriera nel loro ambito lavorativo. Una classe composta da figure giovani e professionalmente dinamiche: sommelier emergenti di ristoranti importanti nel mondo, giornalisti e blogger in cerca di nuove prospettive e giovani importatori che lavorano nei loro Paesi alla promozione e alla vendita dei prodotti vinicoli e food del Made in Italy. Giovani esperti che hanno seguito il corso con lo scopo di arricchire e approfondire la loro conoscenza dei piúgrandi prodotti agricoli italiani e piemontesi in particolare, per poter affascinare i loro clienti nel loro Paese, a decine di migliaia di chilometri di distanza e proporne così l’approfondimento e l’acquisto all’estero delle grandi produzioni enologiche e  gastronomiche del Piemonte.

Nei due castelli di Barolo e Costigliole d’Asti, il primo simbolo dell’omonimo re dei vini piemontesi e il secondo della regina Barbera d’Asti, si sono svolte lezioni dedicate ai nobili vini del Piemonte, alle produzioni gastronomiche più tipiche e ai prodotti tradizionali. Tra i relatori che hanno accompagnato Ian D’Agata, il giornalista Roberto Fiori, La Stampa, per una lezione sulla scrittura giornalistica, l’ampelografa Anna Schneider, Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e presidente di ‘Piemonte Land Of Perfection’(Consorzio che promuove le diverse denominazioni piemontesi) che ha proposto un’introduzione ai territori e alle eccellenze del Monferrato.Nel programma del Corso si sono approfondite nozioni sui vitigni piemontesi (le principali denominazioni del Monferrato, con attenzione a specifici terroir e zone di produzione, i vini meno conosciuti del Piemonte) insieme ad alcune tra le più importanti eccellenze gastronomiche della Regione, come i formaggi tradizionali piemontesi: la nocciola Piemonte igp, Toma, Castelmagno e Robiola di Roccaverano, in collaborazione con Assopiemonte, il riso di Baraggia, il cioccolato, i prodotti da forno. Gli studenti hanno sostenuto un esame scritto di 100 domande (promossi, solo chi consegue un punteggio di almeno 70/100) e una cerimonia di consegna degli attestati: un percorso dunque impegnativo, conclusosi in modo altrettanto intenso (solo 2/3 degli studenti ha superato l’esame), ma anche un’occasione conviviale e di festa per completare una settimana dedicata alla didattica, alla scoperta ma anche al confronto e alla condivisione. “Un percorso affascinante, intenso e davvero formativo – afferma la studentessa e sommelier Irene Miller di New York – che mi permetterà di propormi ai miei colleghi in modo più professionale”. “Esperienza assolutamente inimitabile – concorda Gill Gordon-Smith, giornalista australiana – che sarebbe bello avere modo di approfondire ancora, per diventare veri ambasciatori della vostra cultura enogastronomica nei nostri Paesi”.

È stato un percorso di studi non solo unico nel suo genere-afferma il presidente Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e presidente di ‘Piemonte Land Of Perfection’, Consorzio che promuove le diverse denominazioni piemontesi –ma che ha ‘diplomato’solo chi si è davvero impegnato per imparare a conoscere le grandi produzioni enologiche e gastronomiche del Piemonte. È stato il primo grande esperimento concreto di collaborazione per la promozione dei vini del Piemonte, che dà il senso di un territorio unito. Innanzitutto, la comunione tra Barolo e Costigliole si è dimostrato un esempio importante di questo senso di collaborazione: qui siamo in Piemonte, una regione con grande potenzialità e con grandi strutture, che ci stiamo impegnando a usare in modo che non siano solo musei, ma che diventino vivi, con i corsi, gli ospiti. Ma la vera sinergia è anche quella tra i vini e tutti i prodotti agricoli tradizionali: è un Piemonte che si mostra davvero per quello che è, nel modo migliore e più completo possibile”.

‘Italian and International Indigena Center for wine and food Studies’ è un interessante esperimento culturale fortemente voluto dal Consorzio del Barbera D’Asti e Vini del Monferrato, dal Senior Editor di VinousIan D’Agata e dal Progetto Vino di Collisioni. L’idea è stata quella di trasformare i due Castelli di Barolo e Costigliole d’Asti in aule per lo studio per professionisti emergenti di tutto il mondo e la promozione delle eccellenze vinicole e gastronomiche del Made in Italy.

Sono uno scrittore di vino, ma mi occupo da più di vent’anni di education del vino. In Italia, ho iniziato con l’International Wine Academy di Roma nel 2003, ma avevo già insegnato alla Città del Gusto del Gambero Rosso e ho continuato questa carriera dedicata agli studenti con diverse università americane, in Italia e negli USA, sempre ad insegnare di cibo e vino italiano, per formare le nuove leve del professionismo enogastronomico mondiale. Dopo la parentesi della Vinitaly International Academy, la possibilità di creare la 3iC è un’ulteriore passo in avanti per la didattica del buon cibo e buon vino italiano. Sono veramente felice di come si è svolto il Corso: abbiamo avuto modo di fare un lavoro importante per il nostro territorio e per i nostri produttori di cibo e vino di qualità italiani, e piemontesi in particolare, facendo conoscere appunto le loro eccellenze ad un pubblico di professionisti rampanti che già oggi ma ancora di più in futuro governeranno carte di vini, distribuzione, scuole di vino e così via. Io credo nell’education più di ogni altra cosa. Docenti, studenti, produttori, consorzi e associazioni dei vari territori collaborano insieme in questo corso per far conoscere le nostre eccellenze per creare degli ‘specialist’ della nostra enogastronomia

Il Centro Studi Indigena è un primo esperimento che mira a creare un progetto permanente lungo tutto il corso dell’anno nelle due sedi di Costigliole d’Asti e di Barolo, con un obiettivo preciso:dare vita a un programma professionalizzante di altissimo livello per sommelier, importatori e agenti del settore enogastronomico, PR del food&wine, educatori, blogger e giornalisti, manager e direttori di catene e ristoranti. Un progetto che nasce dalla richiesta e dall’interesse di queste importanti figure professionali internazionali, che vogliono ricevere una formazione completa e variegata del Piemonte e delle sue eccellenze enogastronomiche, con lezioni in classe, analisi di casi studio, degustazione di vini e di prodotti alimentari caratteristici,e visite sul territorio.

 

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L’AMBIZIOSO PROGETTO DI UN CENTRO STUDI INTERNAZIONALE DEL VINO E DEL CIBO
NEI CASTELLI DI BAROLO E A COSTIGLIOLE D’ASTI DAL 9 ALL’11 MAGGIO 2018

Due antichi Castelli del Piemonte: quello di Costigliole d’Asti, nelle terre natie della Regina dei vini piemontesi, la Barbera D’Asti e il Castello di Barolo, che ha dato i natali al Re dei vini. Due manieri storici, che portano turisti sui loro magnifici territori: le Langhe e il Monferrato, terre di eccellenze vinicole, di grandi ristoranti e paesaggi mozzafiato. Da oggi questi due luoghi storici del Piemonte, culla della sapienza agricola ed enologica delle colline Unesco sono anche sede di un interessante esperimento culturale fortemente voluto dal Consorzio del Barbera D’Asti e Vini del Monferrato, dal Senior Editor di Vinous Ian D’Agata e dal Progetto Vino di Collisioni.  

         L’idea è stata quella di trasformare i due Castelli in aule per lo studio e la promozione delle eccellenze vinicole e gastronomiche del Made in Italy per professionisti emergenti di tutto il mondo. Giovani esperti che da Cina, Usa, Svezia, Canada, Australia, Gran Bretagna e altre nazioni ancora desiderano venire in Italia, per approfondire la loro conoscenza dei vitigni autoctoni piemontesi e dei prodotti food della tradizione, allo scopo di formarsi e costruire una solida carriera nel loro ambito lavorativo. Sono circa 30 i giovani professionisti che, dai cinque continenti hanno risposto positivamente alla prima tappa del nuovo progetto di Ian D’Agata, accettando di sostenere a proprie spese voli anche molto onerosi per venire a formarsi sui grandi vitigni autoctoni e i prodotti food locali, per incontrare i produttori e vedere coi propri occhi le vigne e le cantine dove si producono i grandi vini piemontesi. Si tratta di professionisti del settore, sommelier emergenti di ristoranti importanti nel mondo, giornalisti e blogger in cerca di nuove prospettive e giovani importatori che lavorano nei loro paesi alla promozione e alla vendita dei prodotti vinicoli e food del Made in Italy. Giovani esperti che hanno bisogno di ricevere gli strumenti necessari allo storytelling dei grandi prodotti agricoli italiani, per poter affascinare i loro clienti a decine di migliaia di chilometri di distanza e proporne così la conoscenza e l’acquisto nei loro paesi.

         Da queste istanze, ma anche da questa passione, è nato il Progetto INDIGENA, fortemente voluto da Ian D’Agata, scrittore di vino e food internazionale e guru degli studi sui vitigni autoctoni italiani, autore di Native Wine Grapes of Italy, edito dalla Univesity of California Press e testo di riferimento ai vitigni autoctoni italiani in tutto il mondo. Non solo un evento, ma un vero e proprio corso intensivo di una settimana, a cui seguirà un esame severo ideato dallo stesso Ian D’Agata, che afferma: “A Maggio Barolo, Costigliole d’Asti e il Piemonte diventeranno centro di discussione e confronto internazionale sull’‘autoctonicità dei vitigni, del vino, dei prodotti gastronomici e la preparazione del cibo, il collegamento e la connessione di uno specifico prodotto e vitigno con il suo territorio d’origine e tradizione e l’importanza del suo studio in relazione anche e soprattutto al contesto di produzione. L’obiettivo è quello di creare il primo evento internazionale dedicato ai vitigni autoctoni e un corso sulla filosofia, i principi e la pratica che sono alla base delle varietà viticole, dei prodotti e dell’enogastronomia del Piemonte.”

 

L’avvio del Corso al castello di Barolo la scorsa settimana, per trasferirsi poi al Castello di Costigliole d’Asti, dove dal 9 all’11 Maggio professionisti e studenti avranno modo di scoprire la ricchezza dei vitigni e dei vini del Monferrato e alcune tra le più importanti eccellenze gastronomiche della Regione, primi tra tutti i formaggi tradizionali piemontesi, grazie alla partecipazione di Assopiemonte. Il Corso si chiuderà, il venerdì, con un esame scritto ed eventualmente anche orale (solo per chi consegue il punteggio di 75/100 allo scritto) e una cerimonia di consegna degli attestati: un momento conviviale e di festa per concludere un intenso percorso di didattica, scoperta e condivisione.

Commenta Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e anche Presidente di ‘Piemonte Land Of Perfection’, Consorzio che raggruppa e tutela le diverse denominazioni piemontesi: “Con questo ambizioso progetto guardiamo al futuro e puntiamo a formare i futuri influencer internazionali del vino, gli ambasciatori delle nostre produzioni che, nel tempo, si faranno promotori all’estero delle nostre denominazioni. Ci rivolgiamo a sommelier emergenti, alle nuove generazioni di professionisti del wine market, delle public relations e importatori, perché saranno loro a far degustare e divulgare i grandi e nobili vini del Monferrato. Formeremo gli operatori esteri e nazionali per traghettare le nostre produzioni autoctone nel futuro dei mercati internazionali”.

L’evento Indigena è partito il 3 e 4 Maggio 2018 e ha visto accorrere in Piemonte non solo gli studenti del corso, ma anche e soprattutto prestigiosi esperti wine&food,impegnati in convegni, conferenze e degustazioni didattiche dedicate alle diverse varietà autoctone di uva piemontese, e dei vini che ne derivano. Con i produttori piemontesi sono arrivati, ospiti di un gemellaggio, anche produttori stranieri che si sono “innamorati” di vini prodotti da uve autoctone italiane, hanno cominciato a coltivare queste uve nei loro paesi, e hanno deciso di approfondire sempre di più la conoscenza del Piemonte e della sua ricchezza enogastronomica. Ospiti da USA, Sud Africa, Canada, Australia, Cina e da tutta Europa che si incontrano in Piemonte per studiare e confrontarsi tra loro, con l’obiettivo di instaurare un rapporto di legame e di “appartenenza” con il Paese d’origine, il Piemonte, attraverso un momento di dialogo, confronto e didattica.

Tra le guest star della manifestazione, grandi nomi di produttori Alsaziani, quali Mathieu Deiss, del Domaine Marcel Deiss, protagonisti della tradizione e del futuro di un altro grande autoctono europeo, il Riesling, che hanno tenuto il 4 Maggio scorso una conferenza sulle espressioni del vino nei diversi terroirs, cui è seguita una degustazione gemellata dei loro grandi bianchi e dei rossi piemontesi.

Il week-end del 5 e 6 Maggio invece è stato dedicato alla denominazione Barolo, il cui paese e l’area di denominazione ha ospitato la prima metà di Corso. Sabato 5 Maggio si è svolta una giornata intera di degustazioni curate dallo stesso D’Agata, dedicate ai professionisti internazionali, mentre domenica 6 maggio il pubblico appassionato ha condiviso l’esperienza grazie a un walk-around tasting panoramico su alcuni dei più importanti crus di Barolo, allestito nel nuovo spazio Agrilab – Wine Tasting Tour nel cortile del Castello di Barolo.

 

Il Centro Studi Indigena è un primo esperimento che mira a creare un progetto permanente lungo tutto il corso dell’anno nelle due sedi di Costigliole d’Asti e di Barolo, con un obiettivo preciso:dare vita a un programma professionalizzante di altissimo livello per sommelier, importatori e agenti del settore enogastronomico, PR del food&wine, educatori, blogger e giornalisti, manager e direttori di catene e ristoranti. Un progetto che nasce dalla richiesta e dall’interesse di queste importanti figure professionali internazionali, che vogliono ricevere una formazione completa e variegata del Piemonte e delle sue eccellenze enogastronomiche, con lezioni in classe, analisi di casi studio, degustazione di vini e di prodotti alimentari caratteristici,e visite sul territorio. Professori del corso, Ian D’Agata stesso, ma anche relatori universitari e professionisti del mondo del vino riconosciuti internazionalmente come esperti nel loro specifico settore di competenza (produttori, enologi, ricercatori universitari, etc.) scelti di volta in volta in base alle realtà in questione e alle tematiche affrontate.

 

 

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Longevità e nobiltà della Barbera d’Asti docg a confronto con etichette d’annata dal 1991 al 2009 Lunedí 30 aprile ad Alba (Cn). Inoltre, dal 28 aprile al 1°maggio una piazza dedicata a oltre 1000 bottiglie di 90 etichette di Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato

La Barbera d’Asti sarà protagonista di un’inedita ‘verticale storica’ il prossimo lunedì 30 aprile 2018 (ore 18) nella Sala Beppe Fenoglio, nel complesso della Maddalena di Alba (Cn), in occasione di Vinum 2018.

La manifestazione vinicola di maggior rilievo organizzata in Piemonte in questa stagione dell’anno, rende omaggio alla longevità e alla nobiltà della Barbera d’Asti, grazie al Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. In programma una speciale degustazione che permetterà di apprezzare le migliori bottiglie d’annata dal 1991 al 2009. Un’occasione unica, che per la prima volta sbarca nella capitale delle Langhe.

Solo grandi etichette di prestigio, le migliori messe da parte in cantina dai alcuni dei piú grandi produttori di Barbera d’Asti, che si conferma tra i più grandi vini da invecchiamento del Piemonte, alla pari di altri. Uve selezionate, lavorate con maestria e lasciate affinare non solo in legno, ma anche in bottiglia, per far ritrovare, una volta stappate, la massima espressione del vitigno. Etichette che dopo molti anni stupiscono per l’innata potenzialità di affinamento e per la loro estrema piacevolezza. Bottiglie pregiate che, dopo molti anni, continuano a emozionare e ad arricchire le carte dei vini dei migliori ristoranti e delle migliori enoteche del mondo.

Per la prima volta ad Alba – ha affermato il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobriciabbiamo riunito le migliori annate storiche di Barbera d’Asti degli ultimi 27 anni. La longevità è la forza della docg che abbiamo il privilegio di poter far degustare in una ‘verticale’ unica e inedita, orgoglio e identità delle colline del Monferrato, patrimonio Unesco con Langhe-Roero”.

BARBERA D’ASTI E VINI DEL MONFERRATO A VINUM 2018 FINO AL  1° MAGGIO

 Dal 28 aprile al 1° maggio 2018 la Barbera d’Asti e vini del Monferrato continuano ad essere protagonisti alla 42/esima edizione di ‘Vinum’, Fiera Nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato in programma ad Alba (CN) il 28/29/30 aprile e 1°maggio.

Ai rossi nobili del Monferrato è stata dedicata una delle piazze principali della città. Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato è presente in piazza Garibaldi, dove alcuni sommelier propongono degustazioni e illustrano le caratteristiche uniche delle denominazioni. Sono oltre 90 le etichette di 40 aziende di produttori per oltre 1000 bottiglie.

Vinum è sia una grande vetrina, sia un’occasione irripetibile per trovare e degustare i più grandi vini delle colline patrimonio Unesco, tutti insieme in una grande enoteca a cielo aperto.

Nei giorni di Vinum, infatti, le vie e le piazze di Alba diventano banchi d’assaggio. Non solo i rossi più pregiati delle Langhe, ma anche i nobili rossi del Monferrato, Barbera d’Asti in testa, altri rinomati autoctoni e alcuni bianchi. Le denominazioni del Monferrato presenti alla rassegna sono le docg Barbera d’Asti, Nizza docg e Ruchè Castagnole Monferrato e le doc Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato doc e Piemonte doc. Le degustazioni si aprono alle ore 10.30 e si chiudono alle ore alle 20 tutti i giorni della manifestazione.

Il Monferrato del vino – afferma il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobriciè ad Alba, con le sue grandi produzioni di Barbera d’Asti affiancate alle ‘piccole’ da vitigni autoctoni e storici. L’evento albese è una dei molti ai quali il Consorzio partecipa, per contribuire a far conoscere e scoprire i nostri grandi rossi e i bianchi pregiati”.

Un’occasione unica per lasciarsi conquistare dalle produzioni dell’eccellenza vinicola del territorio, che si presentano nel centro storico di Alba, accompagnati da street food, ‘cibo di strada’ di alta qualità e altri  prodotti gastronomici. Centinaia di visitatori e turisti, come nelle passate edizioni, passeggeranno tra gli stand nel centro storico albese, muniti di bicchiere e tasca al collo col quale assaggiare l’unicità delle produzioni del Monferrato.