Barbera d’Asti docg

Il Vitigno

vitigno-barberaSebbene vi siano fondate ragioni per ipotizzare la sua coltivazione in loco fin dal Medio Evo, la comparsa storiografica della Barbera è datata 1512, anno a cui risale un atto catastale del Comune di Chieri in cui se ne segnala la presenza. Grazie ad un’immediata diffusione su tutto il territorio la Barbera divenne ben presto il vino che i contadini destinarono al proprio consumo, contribuendo così a costruire quel rapporto quotidiano che ne rappresenta il più profondo tratto identitario.

Diffusasi ben presto in tutto il Monferrato, l’astesano e l’alessandrino, entrò nel novero dei vitigni piemontesi grazie al suo inserimento nella prima versione della “Ampelografia”, redatta nel 1798 dal Conte Nuvolone. Sono questi gli anni in cui conquista le grandi città limitrofe e in seguito, grazie alla neonata ferrovia verso il porto di Genova, anche i mercati internazionali.

Dopo un lungo periodo in cui ha continuato ad animare i territori circostanti, la Barbera d’Asti ha conosciuto un nuovo rilancio a partire dagli anni ’80, grazie ad un gruppo di produttori decisi ad accrescerne la qualità complessiva per il tramite di un grande lavoro tanto in campo, quanto in cantina.

La Docg

istantanee di vino 02Riconosciuta come Denominazione di Origine Controllata nel lontano 1970 la Barbera d’Asti ha conosciuto in tempi recenti i più interessanti sviluppi, concretizzatisi nel 2000 con l’inserimento in disciplinare di tre distinte sottozone, Nizza (dal 2016 DOC autonoma), Tinella e Colli Astiani, e nel 2008 con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, testimonianza del percorso di crescita imboccato.

Allevata sulle colline meglio esposte dell’astigiano e del Monferrato, la Barbera è vendemmiata solitamente nella seconda metà di settembre. Se in campo il processo produttivo è univoco, improntato come è alla ricerca della qualità, in cantina sono due le interpretazioni affermatesi. Accanto alla vinificazione in acciaio, che dà vita a vini più freschi ed immediati, si è sviluppato l’uso di barriques e botti, finalizzate a produrre la tipologia Superiore, maggiormente complessa e destinata a un consumo posticipato nel tempo. Seppur immediato e di facile beva, la Barbera d’Asti è un vino capace di attendere per anni il momento migliore per essere consumato.

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La degustazione

wild_wine_02La Barbera d’Asti Docg si presenta di colore rosso rubino, brillante e profondo, che con il tempo vira al granato. Al naso è intensa, vigorosa, alcolica. Le note vinose che la contraddistinguono in gioventù si accompagnano ad un ampio bouquet di frutti rossi, dapprima croccanti ed in seguito maturi, quali ciliegia, mora, lampone e prugna. La tipologia Superiore, grazie al suo passaggio in legno si arricchisce anche di note speziate, tipicamente di vaniglia e cacao, per dar evita ad un vino complesso.

In bocca è immediata, grazie ad un piacevole nerbo acido che ci prepara ad un vino asciutto ed intenso, di buona presenza nel centro bocca, dove il frutto si sposa ad una delicata nota floreale. Caratterizzata da una piacevole sapidità, la Barbera d’Asti si presenta rotonda e ben bilanciata nelle varie componenti organolettiche. Nella versione Superiore le sensazioni si fanno più complesse, con note di cioccolato, vaniglia e caffè che ben si sposano alla dolcezza del frutto, comunque presente.

Nel complesso la Barbera d’Asti, specialmente nella tipologia Superiore, si presenta come un vino intenso, complesso e persistente, equilibrato nelle sue componenti dure e morbide, in cui emerge una freschezza capace di rinnovare ogni assaggio, per questo unico e irripetibile.

Note Generali

La Barbera è tra i vitigni più rappresentativi del Piemonte ed interessa circa il 30% dei 43mila ettari di superficie vitata della regione. Originario del Monferrato, il vitigno è coltivato prevalentemente nelle province di Asti ed Alessandria, dove raggiunge la sua massima espressione nel Barbera d’Asti , vino che ha ottenuto la d.o.c. nel 1970 e la d.o.c.g. nel 2008.La Barbera d’Asti è un vino legato alle antiche tradizioni contadine, che ha saputo rinnovarsi per rispondere a esigenze e gusti diversi. Oggi rappresenta senza dubbio e forse più di ogni altro vino, un prodotto in continua evoluzione, che cresce seguendo le nuove conoscenze in campo viticolo ed enologico e che, per qualità e numeri, può essere proposto a un pubblico contemporaneamente curioso, esigente e vasto. A pieno titolo è considerato tra i più importanti vini rossi italiani e ottiene crescenti consensi a livello internazionale.

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La versione Superiore, ottenuta da attente cure e selezioni delle uve in vigneto, è affinata in cantina per un periodo minimo di 12 mesi, durante il quale deve trascorrere almeno sei mesi in botti di legno, completato da un periodo di maturazione in bottiglia.Sono vini molto longevi, che si apprezzano anche dopo 10 anni di permanenza in bottiglia.

Il colore è rosso rubino, particolarmente intenso nel tipo Superiore, tende al granato con l’invecchiamento. Il profumo è intenso, vinoso da giovane, persistente: prevalgono la ciliegia, la prugna, le bacche scure, che evolvono in sentori di confettura e frutta sotto spirito, quindi note più o meno intense balsamiche, speziate e talvolta floreali; con la maturazione in legno sviluppa sentori di cannella, cacao e liquirizia. Al gusto risulta pieno, di grande calore ed armonia. L’affinamento regala complessità e ricchezza di tannini dolci e vellutati ed una lunga persistenza gusto-olfattiva.

Dalla vendemmia 2000, all’interno della zona di produzione, sono state delimitate tre aree di particolare pregio: NIZZA, TINELLA e COLLI ASTIANI, definite per legge “sottozone”. Attraverso identità territoriali delimitate e regole di produzione ancora più severe la Barbera d’Asti Superiore si arricchisce così di nuove proposte di qualità, riconoscibili già attraverso la menzione in etichetta. Dalla vendemmia 2014 la sottozona Nizza è diventata un vino a Denominazione di origine controllata e garantita.

Scheda tecnica Tinella

Zona di produzione:
l’intero territorio dei seguenti comuni: Costigliole d’Asti, Calosso, Castagnole Lanze, Coazzolo, Isola d’Asti (limitatamente al territorio situato a destra della strada Asti – Montegrosso);

Uve:
Barbera dal 90 al 100% (Altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte fino ad un massimo del 10%);

Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve:
minimo 12,50% vol.;

Rese produttive:
massimo 70 quintali corrispondenti a 49 ettolitri ad ettaro;

Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo:
24 mesi a partire dal 1° ottobre successivo alla vendemmia con una permanenza minima di almeno 6 mesi in botti di legno e di 6 mesi in bottiglia;

Caratteristiche dei vini al consumo:
Titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 13% vol.;
Acidità totale minima: 5 ‰;
Estratto secco netto minimo: 26 ‰.

Zona di produzione:
l’intero territorio dei seguenti comuni: Azzano, Mongardino, Montaldo Scarampi, Montegrosso d’Asti, Rocca d’Arazzo, Vigliano. Asti, limitatamente alla circoscrizione Montemarzo e San Marzanotto Valle Tanaro ed Isola d’Asti e al territorio situato a sinistra della strada Asti-Montegrosso;

Uve:
Barbera dal 90 al 100% (Altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte fino ad un massimo del 10%);

Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve:
minimo 12,50% vol.;

Rese produttive:
massimo 70 quintali corrispondenti a 49 ettolitri ad ettaro;

Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo:
24 mesi a partire dal 1° ottobre successivo alla vendemmia con una permanenza minima di almeno 6 mesi in botti di legno e di 6 mesi in bottiglia;

Caratteristiche dei vini al consumo:
Titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 13% vol.;
Acidità totale minima: 5 ‰;
Estratto secco netto minimo: 26 ‰.

BARBERA D’ASTI D.O.C.G.

IL NUOVO disciplinare di produzione della d.o.c.g. (in vigore dalla vendemmia 2010 – sostituisce il precedente) »

Il passaggio a d.o.c.g. (vecchio Decreto – in vigore dalla vendemmia 2008) »

BARBERA D’ASTI D.O.C.

Valido per le annate 2007 e precedenti »

Comunicazione ai produttori – Nuove D.O.C.G. e D.O.C. (scarica l’informativa) »

Decreto ministeriale etichettaturatransitoria 2014 Barbera D.O.C.G. »

Nella versione base accompagna egregiamente tutto il pasto. La versione Superiore si abbina ai piatti della grande cucina, ai piatti di carne, alla selvaggina di pelo e di piuma. Ideale con formaggi, in particolare se stagionati o erborinati.

Zona di Produzione

Il vitigno Barbera

In Piemonte è il vitigno a bacca rossa più diffuso e coltivato. Il Barbera ha inoltre importanza colturale in molte zone al di fuori della nostra Regione quali ad esempio l’Oltrepò Pavese, i Colli Piacentini, la Franciacorta, l’Umbria, la Campania e la Sicilia; è presente anche oltreoceano, come ad esempio in California ed in Sud America.

La foglia si presenta di media grandezza, pentagonale, con cinque lobi, con lembo superiore di colore verde scuro, piano o lievemente a coppa, con superficie finemente bollosa. Il grappolo a maturità è di media grandezza, piramidale con ali brevi o cilindrico alato, abbastanza compatto; il peduncolo è medio-lungo di colore verde chiaro. L’acino, di colore blu-nero, è di media grandezza.

Germogliamento: medio-precoce (entro la prima metà di aprile).
Maturazione dell’uva: medio-tardiva (prima decade di ottobre).

È un vitigno a vigoria media con fertilità molto elevata e presenta elevata e costante  produttività. Si adatta bene a varie forme di allevamento e potatura ma la più diffusa è la controspalliera con potatura Guyot con un solo capo a frutto; si presta bene alla potatura corta. Il Barbera è un vitigno poco suscettibile alla peronospora ma teme la muffa ed il marciume acido del grappolo. Le sue uve, dotate di elevata acidità fissa, ricche di antociani e povere di tannini, trovano impiego in una vasta gamma di vini dai rossi giovani,talvolta frizzanti, ai vini importanti destinati all’invecchiamento.

Andamento produzioni

Barbera d’Asti – Produzioni
VendemmiaSuperfici rivendicate (ettari)Produzione vino (ettolitri)
Fonte dati: CCIAA di Asti e Alessandria, Valoritalia e Regione Piemonte
Elaborazione dati: Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato
20004.836215.602
20014.846247.526
20024.968225.636
20035.011229.578
20044.698255.960
20054.896244.094
20065.159276.368
20075.403282.715
2008 docg4.934229.567
2009 docg4.283231.946
2010 docg4.158221.170
2011 docg4.387232.673
2012 docg4.537223.057
2013 docg3.956226.806
2014 docg3.915206.339
2015 docg4.047215.306
2016 docg4.020218.345

n.d.: dato non disponibile

Barbera d’Asti – Imbottigliato
ANNO SOLAREEttolitriN° bottiglie (rapportate alla capacità 0,75 litri)
Fonte dati: Valoritalia
Elaborazione dati Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato
2009144.89219.318.924
2010173.47323.129.706
2011178.55223.806.994
2012157.68621.024.744
2013157.59521.012.708
2014166.04622.139.708
2015153.59520.479.354
2016149.04319.872.400

 

Curiosità

Barbera ciarìa, Barbera ‘d Davi, Barbrassa e Barbera dou ciorniou sono cultivar locali (ormai rare o rarissime) del germoplasma piemontese che non vanno confuse con il Barbera. I Barberùn, segnalati in varie zone piemontesi sono nella maggior parte dei casi vitigni distinti dal Barbera. La Barbera bianca piemontese è un vitigno che ha in comune con il Barbera solo la forma allungata dell’acino. La Barbera sarda presente in Sardegna, infine, corrisponde in realtà al Carignan.