Nizza docg

NIZZA DOCG

Note Generali

Poichè storicamente l’area del Nizza era una  delle migliori per la produzione del vino Barbera, i produttori locali hanno inizialmente definito una sottozona per identificarla.  Successivamente il  distaccamento della sottozona Barbera d’Asti Superiore Nizza dalla Docg Barbera d’Asti ha portato alla nascita della denominazione Nizza a sè stante. È stata ufficialmente riconosciuta nel 2014. I vigneti da cui si ottiene questo vino sono quelli meglio esposti ed è previsto un minimo di 18 mesi di invecchiamento di cui almeno 6 in legno. Il vino è ottenuto dal vitigno Barbera in purezza.

Zona di produzione:

L’intero territorio dei comuni di Agliano Terme, Belveglio, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Vaglio Serra, Vinchio, Bruno, Rocchetta Palafea, Moasca, San Marzano Oliveto.

Uve:  vitigno Barbera al 100%.

Titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve: 13% vol.

Rese produttive: massimo 70 quintali corrispondenti a massimo 49 ettolitri ad ettaro

Affinamento minimo richiesto ed immissione al consumo:

Nizza DOCG: un minimo di 18 mesi di invecchiamento di cui almeno 6 in legno

Nizza Riserva DOCG: un minimo di 30 mesi di invecchiamento di cui almeno 12 in legno

Caratteristiche dei vini al consumo:

Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13 % vol. (13,5 % vol. con menzione Riserva)

Acidità totale minima: 5 g/L

Estratto secco minimo: 26 g/L

ll colore è rosso rubino, intenso, tendente al granato con l’invecchiamento.  Il profumo è intenso, vinoso da giovane, persistente: prevalgono la ciliegia, la prugna, le bacche scure, che evolvono in sentori di confettura e frutta sotto spirito, quindi note più o meno intense balsamiche, speziate e talvolta floreali; con la maturazione in legno sviluppa sentori di cannella, cacao e liquirizia. Al gusto risulta pieno, di grande calore ed armonia. L’affinamento regala complessità e ricchezza di tannini dolci e vellutati ed una lunga persistenza gusto-olfattiva.

Grazie alla sua versatilità, si abbina facilmente con i piatti tradizionali piemontesi e con i piatti nazionali.

Il vitigno barbera

In Piemonte è il vitigno a bacca rossa più diffuso e coltivato. Il Barbera ha inoltre importanza colturale in molte zone al di fuori della nostra Regione quali ad esempio l’Oltrepò Pavese, i Colli Piacentini, la Franciacorta, l’Umbria, la Campania e la Sicilia; è presente anche oltreoceano, come ad esempio in California ed in Sud America.

La foglia si presenta di media grandezza, pentagonale, con cinque lobi, con lembo superiore di colore verde scuro, piano o lievemente a coppa, con superficie finemente bollosa. Il grappolo a maturità è di media grandezza, piramidale con ali brevi o cilindrico alato, abbastanza compatto; il peduncolo è medio-lungo di colore verde chiaro. L’acino, di colore blu-nero, è di media grandezza.

Germogliamento: medio-precoce (entro la prima metà di aprile).
Maturazione dell’uva: medio-tardiva (prima decade di ottobre).

È un vitigno a vigoria media con fertilità molto elevata e presenta elevata e costante  produttività. Si adatta bene a varie forme di allevamento e potatura ma la più diffusa è la controspalliera con potatura Guyot con un solo capo a frutto; si presta bene alla potatura corta. Il Barbera è un vitigno poco suscettibile alla peronospora ma teme la muffa ed il marciume acido del grappolo. Le sue uve, dotate di elevata acidità fissa, ricche di antociani e povere di tannini, trovano impiego in una vasta gamma di vini dai rossi giovani,talvolta frizzanti, ai vini importanti destinati all’invecchiamento.