VIA LIBERA ALLA D.O.C. MONFERRATO NEBBIOLO

Nuovo brand per il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha ottenuto il parere positivo del Comitato Vitivinicolo Regionale sulla modifica del disciplinare che regola la produzione della denominazione Monferrato d.o.c., ottenendo l’inserimento della tipologia Monferrato d.o.c.  Nebbiolo. Il risultato è di poter finalmente valorizzare e tutelare la tipologia Nebbiolo prodotta nell’area astigiana e alessandrina, consentendo di indicare ed evidenziare il nome del vitigno in etichetta.

Il Consorzio, a partire da fine 2016, ha portato avanti numerosi incontri tra produttori consorziati, coinvolto le organizzazioni professionali e associazioni di produttori in vari steps, arrivando ad approvare nell’Assemblea dei Soci l’attuale proposta di disciplinare. Un iter di modifica che è stato sostenuto da un fondamentale lavoro di raccolta delle firme dei produttori. E’ stato conservato sostanzialmente l’impianto originario del disciplinare, mantenendo invariata la zona di produzione che comprende 118 Comuni della Provincia di Asti e 113 Comuni di quella di Alessandria. La principale novità consiste nell’ inserimento di una nuova tipologia con indicazione di vitigno: il ‘Monferrato Nebbiolo’. Inoltre è prevista l’introduzione in esclusiva della menzione ‘Superiore’.

Grande soddisfazione per l’approvazione della variazione del disciplinare è stata espressa dal Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici, che ha commentato così il via libera del Comitato Vitivinicolo Regionale: “Uno degli obiettivi primari del Consorzio è creare le condizioni ideali affinché i viticoltori abbiano un’adeguata remunerazione, condizione necessaria per la salvaguardia delle nostre colline patrimonio Unesco. L’inserimento della tipologia ‘Monferrato Nebbiolo’ va in questa direzione ed è il risultato di un  importante lavoro di concertazione sul territorio, grazie al sostegno di Regione Piemonte, ICQRF – Ispettorato Centrale Repressione Frodi, organizzazioni professionali, associazioni di produttori, enti di ricerca presenti sul territorio piemontese (Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale, CREA – Asti, CNR – Grugliasco). Ora ci aspettiamo un supporto anche da parte delle istituzioni per far crescere l’importanza di questa denominazione e trasformarla in un’opportunità di crescita per l’intera filiera vitivinicola piemontese”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *